Attualità e valore dei miti

Ogni epoca ed ogni civiltà ha i propri miti che esprimono l’esigenza di dare un ordine e un senso al mondo e alla nostra presenza in esso. Anche oggi accanto a una spiegazione del mondo in termini scientifici continua a esserci un’interpretazione declinata in termini “mitici”.
D.Grazioli

Nymphs_finding_the_Head_of_OrpheusI miti sono le favole dei popoli antichi, le infantili ed irrazionali manifestazioni dello spirito dell’uomo ai primordi. Quale significato, valore o funzione può avere tale linguaggio al giorno d’oggi?”

Esattamente quello di ieri, poiché ogni epoca ha i propri miti nei quali sempre si esprime una tendenza originaria dello spirito umano, una facoltà autonoma e creatrice della coscienza, che necessariamente continua a produrre, in forme sempre diverse, i miti propri di ogni tempo e luogo.
Nella mitologia si esprimono l’immutabile vocazione per l’ordine, l’inestinguibile esigenza di “finalità”, il persistente desiderio di un mondo illuminato dal “senso”, naturalmente insiti nella coscienza umana.

Per quanto possano sembrare lontani e diversi tra loro, i prodotti della coscienza mitica, dietro c’è sempre questa ricerca di ordine, di “principi” o cause prime, alle quali far risalire ogni cosa. Così nella visione del mondo della coscienza mitica, ogni esistenza è inserita in un comune ordine spaziale, ed ogni evento in un comune ordine temporale.

 

Alla spiegazione del mondo nei termini di leggi fisiche e matematiche prodotta dalla conoscenza della ragione, si affianca allora, poiché l’uomo non è solo ragione, la spiegazione per così dire esistenziale del significato, del senso dell’”essere così” dell’Universo e dell’uomo, data dalla mitologia.

 

Oggi più che mai, questo processo di ricerca dei fondamenti, di senso e valori è necessario e vitale: infatti, la demitazzione della coscienza e del mondo operata dal progresso tecnico-scientifico ha lasciato un enorme vuoto esistenziale, che il solo mito del progresso tecnico-scientifico, oggi imperante, non riesce a colmare.

Anche l’uomo di oggi, l’uomo del tempo della scienza e della tecnica è perciò tornato a chiedersi i suoi “perché”, a chiedersi quale sia il senso della vita, il significato dell’avventura di vivere, del destino umano; domande inerenti a tematiche che non coincidono semplicemente col mondo delle cause indagate dalla ragione, ma vanno oltre.

 

Se la vocazione mitica dell’uomo moderno è uguale nelle sue richieste a quella dell’uomo antico, saranno tuttavia forzosamente diversi e più complessi i prodotti in cui si esprime.

Tale cambiamento è chiaramente testimoniato dal proliferare di discipline e tecniche psicologiche orientate all’autoconoscenza e all’evoluzione personale, tecniche e discipline che hanno lo scopo di metterci in contatto con le parti più nascoste e profonde della nostra natura e di accompagnarci nel difficile cammino di dare un “senso” al nostro esistere.

 

La validità di tali discipline non sta nella loro verità oggettiva da dimostrare secondo i criteri della conoscenza razionale, dimostrazioni che sono del tutto irrilevanti in ambito esistenziale, ma il loro valore è nella risonanza intima e profonda che producono in noi, nella loro capacità di evocare in noi immagini, lampi d’intuizioni chiarificatrici sulla nostra intima e profonda essenza, che spesso è così difficile scoprire perché avvolta e confusa nella nebbia dei bisogni, desideri e valori socialmente celebrati, ma che a volte nulla hanno a che fare con ciò che veramente siamo.



Psicologa Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Daniela Grazioli

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