Post Covid: usciamo dall’angoscia

Breve elenco di condizioni aumentate nell’era post Covid:

disturbi legati all’ansia

suicidi

sindromi ossessivo compulsive

divorzi

depressioni

angoscia ed attacchi di panico

Cosa sta succedendo?

Accade che siamo cambiati, siamo diversi, probabilmente peggiorati. Le ansie sono aumentate, gli attacchi di panico anche e sfociano spesso in un’angoscia patologica. Si dice che le malattie, anche quelle psichiche, se correttamente analizzate, possono risultare un mezzo per  conoscersi meglio. Il problema però adesso è il loro superamento. Molte persone non erano abituate a vivere con certi disturbi, alcune si ritrovano fardelli psicologici che mai prima d’ora avevano sperimentato. Di contro e quasi paradossalmente invece, persone affette da tempo da gravi disturbi d’ansia, sono migliorate o parzialmente guarite. Non è un dato generalizzato, è chiaro, ma abbastanza diffuso.

Ma occupiamoci ora di chi brancola nel buio.

Senza sminuire il concetto di paura dove l’oggetto è ben definito e determinato, si può dire che oggi viviamo in una fase di incertezza e indeterminazione in cui prevale il sentimento dell’angoscia. Nel sentimento d’angoscia l’oggetto non è affatto determinato, non se ne identificano tratti e confini. In chi ne soffre, anche accanto al disturbo ossessivo compulsivo sempre più diffuso, vengono messi in discussione:

schemi difensivi

limiti

sicurezze

credenze

Non si riesce più a distinguere il bianco dal nero, l’amico dal nemico, perché questo virus si infila ovunque in modo invisibile, generando terrore. Anche il nostro famigliare o il nostro più caro amico può esserne il tramite e questo scombina radicalmente l’ordine dei sentimenti. Nelle fasi più gravi dell’epidemia (e spesso ancora adesso) la paura del nemico è riuscita ad intaccare ogni tipo di sicurezza emotiva. Si sono rafforzate barriere interiori più o meno sane. Senso di minaccia e paura dell’altro sono stati i leitmotiv di questi tempi, ma se paura dell’intrusione e paura del contagio hanno portato molte persone a confinarsi in se stesse, va da se che esiste terreno fertile per disturbi d’ansia veramente rilevanti. Chi ne soffriva da prima invece, ha visto crearsi intorno uno scenario dove le sue personali fobie venivano concretizzate all’esterno e rese addirittura collettive. Incredibilmente tutto ad un tratto la comunità ha provato i disturbi con cui egli è abituato a vivere. Ricordiamoci che rendere reale la malattia mentale significa darle un volto ed esserne meno vittime.

“La salvezza o è una salvezza collettiva oppure è una salvezza impossibile”. (cit M.Recalcati)

 



Psicologa Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Daniela Grazioli

Il mio studio si trova a Milano in Via Ximenes, 1
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