Paure: perché la tragedia del Mottarone ci ha segnati

Quando parliamo di paura parliamo di una forte emozione primaria di difesa, una risposta che la nostra mente attiva in caso di pericolo.

Quali sono le paure più frequenti?

L’essere umano tende a gestire le proprie azioni sulla base di un rischio calcolato, spesso rimanendo nella cosiddetta zona confort. Molte paure però, percepite tali dal nostro inconscio, non lo sono nella realtà, ma solo nel percepito.

Parecchi traumi generano paure più o meno gestibili e che spesso non avrebbero ragione di essere se relazionate oggettivamente al solo contesto.

Una della paure più profonde è, ad esempio, la paura del rifiuto o la paura di non essere riconosciuti nella società. Altre paure comuni sono invece:

Paura dell’ignoto

Tragedie come quelle della funivia del Mottarone sono invece paure ancestrali che vanno ad influire sulla paura di morire. Moltissimi traumi non elaborati vivono in questa paura.

Va da se che, a seguito di questa tragedia legata alla funivia del Mottarone, moltissime persone stanno evitando di prendere funivie, almeno per il momento. Il pensiero che una vita possa spezzarsi da un momento all’altro, in una tranquilla giornata di gita, ha lasciato il segno in tutti noi.

Quando parliamo di pericolo pensiamo ad un sentire stimato sulla nostra prospettiva (pensiero conscio ed inconscio) ma, accade che, spesso il nostro inconscio percepisce come pericolo aspetti che teoricamente non minacciano la nostra vita.

Davanti alla paura possono scattare:

  • comportamenti aggressivi
  • comportamenti evitanti

Questi aspetti si notano molto spesso all’interno del nostro agire quotidiano, compreso nelle relazioni umane.

Per concludere potremmo dire che la paura è una risposta soggettiva messa in atto dalla nostra mente in caso di percezione di pericolo, la quale però è differente in ognuno in base a ferite e traumi emotivi sepolti nel vissuto.



Psicologa Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Daniela Grazioli

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