Pandemic fatigue

La chiamano Pandemic fatigue la stanchezza da pandemia che affligge tutti noi, chi più chi meno. Una sensazione di depressione, di eterno limbo dal quale non si sa come e quando se ne uscirà.

Quali sono i sentimenti più frequenti?

Il contesto lo conosciamo bene: impennate di contagi, zone rosse-giallo-arancioni, restrizioni, limitazioni e, non in coda di importanza, il tanto famigerato: distanziamento sociale. Gli psichiatri trovano pazienti sempre più rinunciatari e passivi, in un clima di depressione e di impotenza. Il contesto è nuovo per tutti, se il virus è inteso come un nemico da combattere, questo nemico è invisibile e potrebbe essere in agguato in modo costante. Ma non è solo il virus a farci paura, bensì un contesto sociale e politico che, tutti dicono, non tornerà mai ad essere lo stesso di prima.

Incertezza: la fonte di tutti i mali odierni

I giovani di oggi la conoscono bene e forse, più di tutti, sono abituati a conviverci. L’incertezza per chi la vive da poco è la ragione che fa perdere il senso delle cose, senza progettualità e con un futuro da ridisegnare, lo smarrimento è dietro l’angolo. I punti fermi vacillano e le coordinate sulle quali abbiamo impostato la nostra vita sembrano svanire magicamente e non si ha evidenza di come si ridisegneranno. La paura è poi alimentata da notizie che riportano tutto e il contrario di tutto, ci confondono e minano ogni tipo di sicurezza. Se abbiamo sempre contato su politica e informazione, oggi sembrano diventati nemici al pari del virus che stiamo combattendo.



Psicologa Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Daniela Grazioli

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