L’ego intrappolato nelle rete

La rete internet ha la capacità di attirare ma anche di intrappolare. La ricerca di informazioni e contenuti, in particolare, è quasi monolaterale.

Esiste una funzionalità nelle applicazioni dei nostri dispositivi che ci ripropone di continuo argomenti simili a ciò che abbiamo recentemente letto o ricercato. Questo può essere uno strumento agevole ed interessante ma rischia, col tempo, di celare alcuni aspetti nascosti della nostra personalità, andiamo a scoprire quali.

Internet: specchio di narciso?

Il fatto di essere sottoposti ad un unico punto di vista o comunque a punti di vista estremamente simili tra loro ci conduce in una realtà fuorviante, unilaterale e mancante di contraddittorio. Ma sappiamo che, se manca il confronto, l’opinione è nulla. A cosa serve ribadire a noi stessi di avere ragione su un determinato argomento se non a rafforzare il nostro stesso ego? Accade così che, avvalorando le tesi giuste o errate che abbiamo in testa, la nostra decisione nell’esprimerle diventi sempre più decisa, talvolta rabbiosa. Quella data tesi è corretta (per noi) perché è nostra e quindi, in un certo senso, rappresenta noi. Se qualcuno prova a confutarla ci sentiamo attaccati, esattamente come se stessero attaccando noi. E’ in questo terreno che nascono talvolta anche i miti (sbagliati). Ed è sempre su questo terreno che molti personaggi divengono portatori di verità che però verità non sono, ma solo punti di vista.

Come uscirne?

Lasciare aperto il pensiero ed arricchirlo di istruzione è di fondamentale importanza ma lo è anche riprendere in mano un’arte magica: quella dell’ascolto. (Questo è argomento complesso che tratteremo più in la). Nel frattempo è bene non lasciarsi condurre da miti errati e autolimitanti, come ad esempio fedi politiche o religiose che, se vissute in maniera ottusa e fanatica, portano effetti devastanti. Invece i miti palesemente errati dei nostri tempi sono:

  • mito della giovinezza
  • mito della ricchezza
  • mito della felicità a tutti i costi

questi ultimi non portano ad una crescita ma solo infelicità e frustrazione.

La nostra visione del mondo è composta da molteplici componenti, spesso anche da idee estremamente rigide o da sentimenti imposti rispetto alla vita che diventano gabbie da cui è difficile liberarsi.



Psicologa Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Daniela Grazioli

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