Covid: mi manca la libertà

In tempi di pandemia mancano molte cose tra cui gli affetti, il lavoro, ma soprattutto: la libertà. Ma cos’è la libertà?

Lo approfondiamo in questo articolo.

Tra quotidianità e disorientamento

Le istituzioni sono state ideate dall’uomo per autocodificare se stesso e la propria natura; oggi queste istituzioni ci danno regole ferree che limitano, a causa della pandemia in corso, la nostra vita, la nostra libertà. Le restrizioni non terminano e le persone, bombardate da notizie ansiogene, tengono alta l’allerta con ripercussioni fisiche, psicologiche ed emotive.

Sul piano psicologico i disagi sono gli stessi da un anno, con l’aggravarsi di un senso di indeterminatezza sulla conclusione di questo momento. L’aumento di casi di suicidio, omicidio e violenza, sono sempre più fuori controllo.

Nella quotidianità sono aumentati i casi di:

Si parla spesso dello stato psicologico dei ragazzi ma, gli adulti e soprattutto gli anziani, non sono esenti da casi patologici a livello psicologico.

Paura del presente e del futuro

Il procrastinarsi della situazione d’emergenza crea una paura sociale capillare, molti stili di vita sono cambiati ma purtroppo ancora non sappiamo quale sarà il nostro futuro riguardo questa situazione. La fobia sociale è diventata routine e si è impossessata di moltissime persone. Questa fobia ci riporta qualcosa di molto diverso dal vivere naturale dell’essere umano. Soprattutto dobbiamo tener presente che in un prossimo futuro, se non già da ora, i crolli psicologici dati dal vissuto di morti, abbandoni e distacchi, saranno complessi da smaltire e rielaborare.



Psicologa Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Daniela Grazioli

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