Covid: cosa resta sul piano psicologico

La situazione che stiamo vivendo rispetto alla problematica legata al Covid19 fa emergere, non di rado, disturbi psicologici e psicopatologici. Legati alla preoccupazione sul virus e sul suo temuto contagio si evidenziano, principalmente, due macro aspetti:

In questi mesi è stato registrato un picco di malesseri legati all‘ansia. Spesso si riscontra negli individui una minor capacità di gestire momenti di stress o semplicemente momenti complicati. Non di rado si notano, tra gli altri:

  • disturbi del sonno
  • disturbi dell’umore
  • fame nervosa
  • aumento delle dipendenze
  • comportamenti legati all’abuso di alcool/sostanze psicotrope
  • fobie sociali

I disturbi del sonno sono strettamente legati a stati ansiosi o addirittura d’angoscia. Tra i sintomi, troviamo:

  • fiato corto
  • tachicardia
  • nervosismo muscolare
  • difficoltà ad addormentarsi

Questi sintomi spesso sono manifestati durante le ore notturne, a volte prima di addormentarsi o durante le prime luci dell’alba. E’ chiaramente sintomatico il momento delle manifestazioni ed è legato, per somme righe, alle aspettative e alla paura di un futuro incerto; in buona sostanza rappresenta la paura di non farcela. Questo periodo legato al Lockdown, parziale o totale che sia, sta mettendo a dura prova la reale salute psichica di ognuno. I momenti di crisi sono da sempre la cartina di tornasole del vero tessuto psichico e caratteriale di un uomo. E’ importante anche sottolineare come disturbi psicologici rilevanti siano comunque legati al vissuto personale e quindi non è obbligatoriamente consequenziale che, una situazione drammatica come quella odierna, crei in tutti noi problematiche psicologiche. E’ invece altamente probabile che, un contesto come quello attuale, possa purtroppo divenire la causa scatenante di malattie psichiche importanti. Inoltre, sul piano sociologico e antropologico c’è qualcosa da non tralasciare: nessuno dei nostri avi ha mai vissuto una simile situazione sociale. Durante le passate epidemie, come la più recente Spagnola infatti, non sono stati posti veti assoluti di distanziamento sociale, tantomeno all’interno del proprio nucleo famigliare. Questi aspetti minano non di poco la parte emozionale dell’individuo che, non avendo memoria storica di questo genere di esperienza, si trova a fare i conti con una situazione totalmente nuova che porta con se un senso di cupezza ed oscurità.

Cosa fare se il futuro è un’incognita?

Essendo di fronte ad una situazione che non conosciamo e non possiamo prevedere, sia essa quella legata strettamente alla diffusione del virus, che quella legata agli aspetti sociologici correlati, dobbiamo fare i conti con una nuova percezione del nostro essere. Innanzitutto è bene cercare, quanto più possibilmente, di vivere un presente sgombro da ansie e paranoie. Mettere se stessi al centro dei propri bisogni ed eliminare tutte le informazioni negative che non servono e che provocano ansie inutili alla nostra vita e al nostro progresso.

 

 

 

 



Psicologa Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Daniela Grazioli

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