Le cause della depressione

Si sa che la depressione è innescata dalla perdita di qualcuno o qualcosa per noi molto importante. Viene spiegato perché per alcune persone, la depressione causata dalla perdita si risolve naturalmente in qualche mese, mentre per altre evolve in una depressione patologica.
D. Grazioli

Non esiste una causa specifica della depressione, si sa che è innescata da un evento di perdita, ma è anche chiaro che non tutti quelli che subiscono una perdita svilupperanno una depressione patologica, non esiste cioè nessun legame necessario tra perdita e depressione clinica.

C’è un’evidente causalità invece tra perdita e dolore, ogni perdita è dolorosa e comporta un’iniziale fase di depressione, che per molti attraverso il lavoro del lutto si risolve, mentre per alcuni sfocia in una depressione clinica.

Il problema allora è che cosa fa sì che l’esperienza della perdita per questi “alcuni” esiti in una depressione clinica, o meglio che cosa hanno di diverso questi “alcuni” dagli altri?

Di diverso c’è il significato, il valore, l’importanza, che la perdita ha per loro.

È infatti l’interpretazione che diamo alle cose e il significato e il valore che attribuiamo loro che determinano i nostri pensieri e le nostre reazioni ad esse.

Nell’uomo la realtà è sempre mediata dall’interpretazione che ne da, interpretazione che è squisitamente soggettiva ed individuale, condizionata dalla sua storia.

le cause della depressione milano

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Ora, per tornare al nostro problema: se dopo l’iniziale fase depressiva comune a tutte le persone che subiscono una perdita, alcuni sviluppano una vera e propria depressione, vuol dire che per loro l’esperienza della perdita ha un significato e un valore speciale, in particolare ha il potere di evocare un qualcosa di dimenticato e rimosso, un “qualcosa” che è rimasto sepolto ed irrisolto.

La perdita attuale cioè ha il potere di risvegliare e riattivare una perdita passata, non elaborata e rimasta insoluta.

L’esperienza clinica, infatti, mostra come nei racconti di pazienti depressi siano spesso presenti avvenimenti di perdita accaduti nell’infanzia o nell’adolescenza, quando non era stato loro possibile elaborarli e “digerire” attraverso il lavoro del lutto.

Il bambino o l’adolescente si trova infatti davanti a un evento più grande di lui, che lo travolge, una perdita, una mancanza a cui non riesce a far fronte, e se non c’è nessuno accanto a lui che ne riduca l’impatto e lo conforti attraverso la parola che spiega e permette di assimilarle, queste perdite non elaborate,  vissute in solitudine,  vengono sepolte e congelate nella mente e nel cuore dei bambini che le subiscono.

Cosa fa allora, un bambino per colmare il buco che la perdita ha creato? Cerca delle soluzioni e attua delle strategie atte a neutralizzare il trauma subito e a ricostruire il suo essere e sentirsi importante e desiderabile per l’altro.

Può, per esempio, diventare il più bravo, oppure la più bella, oppure manifestare dei sintomi che hanno la funzione di richiamare l’attenzione su di lui.

Tuttavia tali stratagemmi sono illusori, privi di fondamento e il fragile equilibrio che hanno creato andrà in pezzi, quando il bambino diventato adulto, dovrà fronteggiare una nuova perdita, che inevitabilmente riporterà a galla gli antichi sentimenti di abbandono e sgomento e dissolverà le sue deboli difese.

In conclusione, possiamo dire che in alcune persone a causa della loro storia esiste un’ipersensibilità di fondo nei confronti della perdita e quando nella loro vita si devono confrontare con una nuova perdita, tale esperienza li precipita nell’abisso di un tempo, in altre parole nella depressione patologica.



Psicologa Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Daniela Grazioli

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