Ansia da esami

Ogni volta che dobbiamo affrontare una prova/esame della vita, si risvegliano le nostre paure più profonde, i fantasmi che abitano la nostra mente. Cosa fare per metterli a tacere?
D. Grazioli

david200Ancora due giorni e poi si entra nell’incubo della maturità. Si fa presto a dire di non avere paura, tutti e dico tutti, abbiamo vissuto il terrore panico dell’esame di maturità.
Vediamo allora come fare per diminuire almeno un poco questa grande paura.
La paura che è uguale per tutti nelle sue manifestazioni, ha tuttavia origini e significati diversi a seconda dello studente che sei e sei stato.


Sei il ragazzo diligente che ha sempre studiato, preparato compiti e lezioni e ottenuto buoni risultati, questa volta però sei spaventatissimo, perché è troppo quello che devi ricordare e sapere, sei sicuro di non farcela, di non avere studiato abbastanza….
Hai la sensazione che la tua preparazione sia come il formaggio coi buchi, “buchi neri” che inesorabili aspettano che tu ci cada dentro.

Se sei così, la tua medicina è il confronto: interroga i tuoi compagni e fatti interrogare da loro, assisti ai loro esami. Scoprirai che quasi sempre ne sai più di loro, scoprirai che i buchi solo apparentemente sono vuoti, perché quello che hai imparato e studiato si è depositato strato dopo strato nella tua memoria.
Non sai niente fino a quando non ti serve: sono le domande, gli stimoli adeguati a risvegliare le tracce ricche di conoscenze della tua memoria.
Ricordati: sei tu il vero esaminatore inflessibile, non i professori che non chiedono, né si aspettano da te, ciò che tu così severamente pretendi da te stesso.
Smettila di confidare nel tuo giudizio, offuscato da assurde pretese di perfezione, affidati al giudizio e alla valutazione degli altri che sono sicuramente più obiettivi e limpidi.



Sei il tipico studente senza lode e senza infamia, te la cavi, in alcune materie anche molto bene, in altre meno, ma alla fine ce l’hai sempre fatta.
I tuoi genitori nel corso degli anni hanno dovuto ascoltare dai tuoi insegnanti ogni volta lo stesso ritornello: “Potrebbe fare di più, se solo si impegnasse….”
E tu non capisci, non sei d’accordo, perché non è vero che non ti impegni, studi invece, ti sforzi, ma non sempre la tua fatica è ricompensata, e questo ti delude, ti fa passare la voglia e spesso lasci perdere.
Caro ragazzo il tuo problema è la fiducia in te stesso, poca, non accetti le sfide, non te ne accorgi, ma ti accontenti. Se i tuoi insegnanti hanno visto in te delle potenzialità inespresse, sta tranquillo che ci sono, è il loro mestiere capire queste cose.
Questa volta però, la sfida è arrivata davvero, perciò metti subito da parte i tuoi soliti “non ci riesco, non sono capace.”, capovolgili, falli diventare “ce la farò, e anche bene!”, non fermarti ed abbatterti alla prima difficoltà, tenta, riprova, non abbandonare la partita.
Non è l’esame che devi temere, ma la mancanza di fiducia nelle tue possibilità.
Hai il terrore del foglio bianco che sembra riflettere il vuoto che senti in testa, sbagli, la tua testa non è vuota, è solo occupata dalla tua enorme paura di non essere capace, che seppellisce ogni cosa, anche quelle di cui sei sicuro e che sai bene.
Non è questo il tuo problema, il tuo problema è la resa, devi avere paura di non avere il coraggio di andare a fondo, di non provare e riprovare fino allo sfinimento, perché chi non cede, vince.
La cosa importante non è la domanda di cui non sai la risposta, ma quella a cui sai rispondere e puoi farlo bene, concentrati su quella e dimostra quanto vali. In bocca al lupo.


Questi sono due esempi per indicare come di fronte alle prove/esami della vita, e di certo la maturità è per molti la prima grande prova, ognuno di noi sia guidato, tenuto con forza per mano dai fantasmi che abitano la sua mente.
E allora prima di tutto si deve mettere a tacere il demone che ci abita e che sussurra a ciascuno il suo “terrore”: “Non sei capace, non ce la farai mai” dice ad uno, “Non è fatto bene, non basta, mancano delle cose”, dice a un altro, “Fregatene, la tua vita è altrove” dice a un altro ancora. A ciascuno il suo.
Rispondete, tappategli la bocca, trovate i fatti che lo smentiscono, perché se siete arrivati alle soglie della maturità, sicuramente ci sono.
Adesso, che finalmente lo avete zittito, potete pensare all’esame.



Psicologa Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Daniela Grazioli

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