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	<title>Psicoterapeutico Blog &#187; shopping compulsivo</title>
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	<description>Rassegna stampa del Sito PSICOTERAPEUTICO.COM</description>
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		<title>Milanesi con l&#8217;ossessione dello shopping</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 15:50:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[depressione]]></category>
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		<description><![CDATA[Dipendenza da Internet, gioco d'azzardo, shopping compulsivo e ossessione per il sesso: sono queste le nuove "addiction" che affliggono gli italiani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.psicoterapeutico.com/wpgrazioli/wp-content/uploads/shopping.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-661" title="shopping" src="http://www.psicoterapeutico.com/wpgrazioli/wp-content/uploads/shopping-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a>Dipendenza da Internet, gioco d&#8217;azzardo, shopping compulsivo e ossessione per il sesso</strong>: sono queste le nuove &#8220;addiction&#8221; che affliggono gli italiani. &#8220;La fascia di età più esposta al rischio di sviluppare questi disturbi comportamentali ed emotivi è quella compresa tra i 14 e i 45 anni e ad essere maggiormente colpiti sono gli uomini&#8221;, spiega lo psicologo Stefano Benemeglio (www.ipnosibenemeglio.com), autore di numerosi studi sul comportamento umano già a partire dagli Anni Sessanta, nonché fondatore dell&#8217;onlus Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche (www.accademianalogica.com).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le sfaccettature del disturbo -prosegue lo psicologo- sono molteplici: c&#8217;è chi si fa travolgere da Internet fino a diventarne dipendente e chi si fa coinvolgere dal gioco d&#8217;azzardo: ma si tratta sempre di uno stesso fenomeno che caratterizza la nostra epoca. E per risolvere questi problemi sempre più persone si rivolgono all&#8217;ipnosi&#8221;. Secondo l&#8217;Accademia Internazionale &#8220;Stefano Benemeglio delle Discipline Analogiche&#8221;, onlus che si propone di contribuire allo sviluppo del potenziale umano del singolo individuo e al recupero della qualitÖ della vita, almeno 3 italiani su 100 sono dipendenti da Internet, dall&#8217;acquisto dell&#8217;oggetto inutile, dal gioco d&#8217;azzardo e dal sesso ad ogni costo. &#8220;L&#8217;opinione pubblica spesso crede che la dipendenza sia solo quella legata agli stupefacenti, all&#8217;alcol o al fumo. Ma non è così: ci sono dipendenze subdole, scambiate per cattive abitudini di cui vediamo solo la punta di un iceberg.</p>
<p style="text-align: justify;">Le quattro nuove dipendenze che affliggono gli italiani sono abitudini che generalmente si possono classificare tra i comportamenti naturali e normali, ma diventano un disturbo comportamentale quando l&#8217;individuo non riesce più a farne a meno&#8221;, spiega lo psicologo Stefano Benemeglio. La dipendenza in maggior crescita nella Capitale è l&#8217;Internet Addiction Disorder (dipendenza da Internet), una sindrome -forse la più tipica del nuovo millennio- legata ad una sudditanza alla tecnologia da cui sono affette molte persone che passano ore e ore davanti al computer. Il gioco d&#8217;azzardo affligge invece soprattutto i veneziani: 4 cittadini su 100 hanno questa forma di dipendenza, di cui un terzo è donna. Gli adulti preferiscono il casinò e la bisca clandestina, mentre i giovani scelgono le macchinette, il video poker e i gratta e vinci. Un&#8217;altra dipendenza sempre più diffusa soprattutto tra i milanesi è quella dello shopping compulsivo. Si tratta di un&#8217;ossessione che colpisce soprattutto le donne, che sono più esposte degli uomini agli acquisti voluttuari. C&#8217;è gente che spende più delle proprie possibilità e acquista di tutto, anche oggetti che non rientrano nei propri gusti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;individuo affetto da questa mania si gratifica andando in un supermarket e uscendo con il carrello pieno di cose inutili e con il portafoglio vuoto. Ma nel cervello c&#8217;è un&#8217;immensa soddisfazione, una soddisfazione che dura poco, fino all&#8217;ingresso al prossimo supermarket&#8221; precisa Stefano Benemeglio. Per quanto riguarda invece la &#8220;sex addiction&#8221;, sono vittime di questa dipendenza soprattutto i napoletani: il 2 per cento. Si tratta di un disturbo comportamentale che si abbina spesso con altre dipendenze: ad esempio molti sesso-dipendenti sono anche rete-dipendenti. Ci sono diversi casi di donne affette da questa ossessione, ma sono soprattutto gli uomini ad esserne colpiti.</p>
<p><strong>Fonte : AffariItaliani.it</strong></p>
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		<title>Sempre più maschi e anche senza soldi ecco i nuovi schiavi dello shopping</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 17:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[disfunzioni sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza patologica]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Comprare, comprare, comprare. Di tutto, sempre, per cause di forza maggiore. Anche se non si potrebbe, anche se il conto in banca non è lo stesso di Victoria Beckham. I saldi invogliano, ma anche il prezzo pieno gratifica. Si chiama shopping compulsivo: è il nome di un una patologia che affligge il 5 per cento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.psicoterapeutico.com/wpgrazioli/wp-content/uploads/Shopping-14.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-520" title="Shopping 14" src="http://www.psicoterapeutico.com/wpgrazioli/wp-content/uploads/Shopping-14-228x300.jpg" alt="" width="228" height="300" /></a></p>
<p>Comprare, comprare, comprare. Di tutto, sempre, per cause di forza maggiore. Anche se non si potrebbe, anche se il conto in banca non è lo stesso di Victoria Beckham. I saldi invogliano, ma anche il prezzo pieno gratifica. Si chiama shopping compulsivo: è il nome di un una patologia che affligge il 5 per cento degli italiani, l&#8217;85 per cento sono donne. C&#8217;è un centro specializzato in Italia che se ne occupa, molti ospedali e medici cominciano ad attrezzarsi. Perché è difficile capire: dove finisce il piacere e inizia la malattia?</p>
<p>Non solo scarpe e borse, non solo firmato: per lo shopper ossessivo basta che sia merce. Lo shopping compulsivo non è riconosciuto come un disordine dall&#8217;American Psychiatric Association nel Dsm-IV, il manuale diagnostico e statistico per i disturbi mentali accettato a livello internazionale per la classificazione delle malattie psichiche. Ma secondo molti tecnici lo sarà: è rapido e forte il fenomeno, interclassista e trasversale, globalizzato. Solo in Italia nell&#8217;ultimo decennio i compratori più che incalliti sono aumentati del 10 per cento, e accanto alle signore sono comparsi numerosi (+6 per cento) anche gli uomini.</p>
<p>Shopping addiction. Nuove dipendenze e noi nuovi &#8220;drogati&#8221;: da internet, dai cellulari, dal gioco d&#8217;azzardo o dal cyber sex. La fenomenologia delle compulsioni nell&#8217;era della disponibilità è varia e spesso non facile da classificare. Finché è l&#8217;ex Spice girl che fa incetta di abiti da sera in maniera seriale e scarpe tacco 12, sembra tutto normale. O quasi: è ricca, dunque può scialacquare. Eppure anche lei si pente dopo aver comprato regali di Natale per un milione di euro: «Ho speso troppo. Il consumismo è come una droga. Più si ha e più si vuole avere». Nei suoi recenti giorni milanesi, è stata fotografata per vetrine: «Quando vado a Milano non so resistere. Gli oggetti in quelle meravigliose boutique mi dicono &#8220;comprami ti prego comprami&#8221;». L&#8217;alibi è buono: «Aiuta l&#8217;economia». Dichiarazioni (al periodico Girl) cui è seguita l&#8217;ipotesi che la signora abbia chiesto l&#8217;aiuto di uno psicologo inglese per guarire.<br />
Non sarebbe la sola tra le star. Si è detto a un certo punto di Lady D, ricorsa a un medico dell&#8217;anima dopo essere arrivata a spendere anche 200mila sterline a settimana in vestiti, scarpe, borse e accessori. Nelle sue 60 stanze-armadio oltre tremila capi d&#8217;alta moda, il cui valore stimato dalla rivista People sarebbe stato di circa 2 milioni di dollari. Anche Paris Hilton avrebbe fatto ricorso a uno specialista, e così Lindsay Lohan. Britney Spears, Daria Zhukova, Eva Longoria, Christina Aguilera, Celine Dion e Camilla Parker Bowles continuerebbero invece a praticare inconsapevolmente la loro manìa.</p>
<p>Ma le anonime shopaholic, chi sono? «Gente comune, soprattutto 35-40enni, che non arriva alla quarta settimana del mese ma che finisce anche per commettere illeciti pur di comprare». Cesare Guerreschi è il fondatore e presidente della Siipac, la società italiana di intervento sulle patologie compulsive, il primo centro in Italia a occuparsi delle nuove dipendenze, 4 sedi e la principale a Bolzano, cominciarono nel 1999 con i problemi legati al gioco d&#8217;azzardo. «Abbiamo allargato il campo: dai disordini alimentari alle dipendenze dal lavoro, sesso, tecnologie. E appunto i disturbi legati allo shopping, patologia in verità già registrata dallo psichiatra svizzero Bleuler e poi da Freud con il termine &#8220;oniomania&#8221;. Coercizione psichica all&#8217;atto dell&#8217;acquisto: per placare ansia e depressione». Hanno una comunità alla Siipac, dove i pazienti entrano per disintossicarsi: «Terapia psicologica, farmacologica, reinserimento sociale: molti perdono il lavoro e gli affetti». La vita consumata, sold out.</p>
<h2><span style="color: #333399;">Commento della dott. Grazioli</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ogni società ha i suoi “disturbi”. La nostra società consumista e  tecnologica, dedita all’immagine e all’apparenza, alla bellezza e  giovinezza ad ogni costo, sicura del suo diritto alla felicità, riempie i suoi  vuoti con lo shopping compulsivo, internet addction, il bisturi estetico sempre in azione e la palestra quasi seconda casa, il sesso che invece farci felici ci rende infelici, l’elenco purtroppo è ancora lungo. Uomini  e donne  in questo siamo uguali, condividiamo gli stessi mali e gli stessi rimedi.</em></span></p>
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