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	<title>Psicoterapeutico Blog &#187; sesso</title>
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	<description>Rassegna stampa del Sito PSICOTERAPEUTICO.COM</description>
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		<title>Sempre più maschi e anche senza soldi ecco i nuovi schiavi dello shopping</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 17:13:40 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Comprare, comprare, comprare. Di tutto, sempre, per cause di forza maggiore. Anche se non si potrebbe, anche se il conto in banca non è lo stesso di Victoria Beckham. I saldi invogliano, ma anche il prezzo pieno gratifica. Si chiama shopping compulsivo: è il nome di un una patologia che affligge il 5 per cento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.psicoterapeutico.com/wpgrazioli/wp-content/uploads/Shopping-14.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-520" title="Shopping 14" src="http://www.psicoterapeutico.com/wpgrazioli/wp-content/uploads/Shopping-14-228x300.jpg" alt="" width="228" height="300" /></a></p>
<p>Comprare, comprare, comprare. Di tutto, sempre, per cause di forza maggiore. Anche se non si potrebbe, anche se il conto in banca non è lo stesso di Victoria Beckham. I saldi invogliano, ma anche il prezzo pieno gratifica. Si chiama shopping compulsivo: è il nome di un una patologia che affligge il 5 per cento degli italiani, l&#8217;85 per cento sono donne. C&#8217;è un centro specializzato in Italia che se ne occupa, molti ospedali e medici cominciano ad attrezzarsi. Perché è difficile capire: dove finisce il piacere e inizia la malattia?</p>
<p>Non solo scarpe e borse, non solo firmato: per lo shopper ossessivo basta che sia merce. Lo shopping compulsivo non è riconosciuto come un disordine dall&#8217;American Psychiatric Association nel Dsm-IV, il manuale diagnostico e statistico per i disturbi mentali accettato a livello internazionale per la classificazione delle malattie psichiche. Ma secondo molti tecnici lo sarà: è rapido e forte il fenomeno, interclassista e trasversale, globalizzato. Solo in Italia nell&#8217;ultimo decennio i compratori più che incalliti sono aumentati del 10 per cento, e accanto alle signore sono comparsi numerosi (+6 per cento) anche gli uomini.</p>
<p>Shopping addiction. Nuove dipendenze e noi nuovi &#8220;drogati&#8221;: da internet, dai cellulari, dal gioco d&#8217;azzardo o dal cyber sex. La fenomenologia delle compulsioni nell&#8217;era della disponibilità è varia e spesso non facile da classificare. Finché è l&#8217;ex Spice girl che fa incetta di abiti da sera in maniera seriale e scarpe tacco 12, sembra tutto normale. O quasi: è ricca, dunque può scialacquare. Eppure anche lei si pente dopo aver comprato regali di Natale per un milione di euro: «Ho speso troppo. Il consumismo è come una droga. Più si ha e più si vuole avere». Nei suoi recenti giorni milanesi, è stata fotografata per vetrine: «Quando vado a Milano non so resistere. Gli oggetti in quelle meravigliose boutique mi dicono &#8220;comprami ti prego comprami&#8221;». L&#8217;alibi è buono: «Aiuta l&#8217;economia». Dichiarazioni (al periodico Girl) cui è seguita l&#8217;ipotesi che la signora abbia chiesto l&#8217;aiuto di uno psicologo inglese per guarire.<br />
Non sarebbe la sola tra le star. Si è detto a un certo punto di Lady D, ricorsa a un medico dell&#8217;anima dopo essere arrivata a spendere anche 200mila sterline a settimana in vestiti, scarpe, borse e accessori. Nelle sue 60 stanze-armadio oltre tremila capi d&#8217;alta moda, il cui valore stimato dalla rivista People sarebbe stato di circa 2 milioni di dollari. Anche Paris Hilton avrebbe fatto ricorso a uno specialista, e così Lindsay Lohan. Britney Spears, Daria Zhukova, Eva Longoria, Christina Aguilera, Celine Dion e Camilla Parker Bowles continuerebbero invece a praticare inconsapevolmente la loro manìa.</p>
<p>Ma le anonime shopaholic, chi sono? «Gente comune, soprattutto 35-40enni, che non arriva alla quarta settimana del mese ma che finisce anche per commettere illeciti pur di comprare». Cesare Guerreschi è il fondatore e presidente della Siipac, la società italiana di intervento sulle patologie compulsive, il primo centro in Italia a occuparsi delle nuove dipendenze, 4 sedi e la principale a Bolzano, cominciarono nel 1999 con i problemi legati al gioco d&#8217;azzardo. «Abbiamo allargato il campo: dai disordini alimentari alle dipendenze dal lavoro, sesso, tecnologie. E appunto i disturbi legati allo shopping, patologia in verità già registrata dallo psichiatra svizzero Bleuler e poi da Freud con il termine &#8220;oniomania&#8221;. Coercizione psichica all&#8217;atto dell&#8217;acquisto: per placare ansia e depressione». Hanno una comunità alla Siipac, dove i pazienti entrano per disintossicarsi: «Terapia psicologica, farmacologica, reinserimento sociale: molti perdono il lavoro e gli affetti». La vita consumata, sold out.</p>
<h2><span style="color: #333399;">Commento della dott. Grazioli</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><em>Ogni società ha i suoi “disturbi”. La nostra società consumista e  tecnologica, dedita all’immagine e all’apparenza, alla bellezza e  giovinezza ad ogni costo, sicura del suo diritto alla felicità, riempie i suoi  vuoti con lo shopping compulsivo, internet addction, il bisturi estetico sempre in azione e la palestra quasi seconda casa, il sesso che invece farci felici ci rende infelici, l’elenco purtroppo è ancora lungo. Uomini  e donne  in questo siamo uguali, condividiamo gli stessi mali e gli stessi rimedi.</em></span></p>
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