Realtà virtuale contro obesità e anoressia

Cura per abbuffate compulsive e visione distorta del corpo

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(Adnkronos Salute) – Indossare un caschetto e ritrovarsi su un’isola deserta, seduti in riva a un lago, oppure davanti a uno specchio a contemplare la propria immagine riflessa. Sono solo alcuni dei possibili scenari virtuali che i medici dell’Istituto auxologico italiano hanno a disposizione per curare l’ansia dei pazienti ‘oversize’ o per aiutare le giovani anoressiche ad accettare il loro corpo. Filo conduttore: tecnologie da fantascienza che diventano armi per i camici bianchi impegnati nella lotta ai disturbi alimentari. Di realtà virtuale e cyberterapia si parlerà da domenica a martedì a Verbania, in occasione del meeting internazionale ‘Cybertherapy e Cyberpsychology Conference’, organizzato per la prima volta in Italia con 200 ricercatori da tutti i continenti. “La realtà virtuale può fare molto”, dichiara oggi a Milano Giuseppe Riva, psicologo dell’Istituto auxologico italiano e co-organizzatore del meeting con l’americana Brenda Wiederhold. “Aiuta, ad esempio, le ragazze con problemi di anoressia a vedere e accettare la loro immagine reale. Si parte da una visione distorta del corpo, così come appare agli occhi ‘malati’ della paziente. Poi comincia un percorso assistito, che gradualmente corregge l’immagine fino ad avvicinarsi a quella reale”. Stessa tecnologia, ma applicazione diversa, per combattere i disturbi d’ansia che spesso affliggono le persone colpite da obesità. La strategia dell’Istituto auxologico: insegnare tecniche di rilassamento che non hanno il cibo come protagonista. Un’alternativa alle ‘abbuffate compulsive’, unico mezzo da loro conosciuto per gestire l’ansia. I pazienti vengono catapultati in uno scenario da sogno. “Tutto, intorno, ispira relax: l’acqua, mentre il respiro rallenta, smette di incresparsi, il fuoco lentamente si spegne – racconta l’esperto – e il paziente impara a usare altre tecniche di rilassamento come, appunto, intervenire sul respiro. Abbiamo osservato che unire la realtà virtuale alla terapia alimentare aumenta l’efficacia della cura a lungo termine”. La tecnologia è al servizio delle terapie anti-obesità anche per il controllo a distanza dei pazienti. E’ sempre targata Istituto auxologico italiano la strategia che punta sulla telemedicina per aiutare gli ‘oversize’ nella lunga strada verso il peso forma. Dalla webcam alla videoconferenza con l’equipe che li ha seguiti in ospedale. Nell’inventario delle tecnologie impiegate anche un braccialetto per il monitoraggio delle condizioni di salute: i pazienti lo indossano 24 ore su 24 e trasmettono costantemente i dati all’ospedale attraverso la porta Usb di un computer. Il rapporto con i medici si mantiene attraverso Internet e il cellulare, dove via sms arrivano le indicazioni per la dieta. Risultato: il paziente è molto più collaborativo, continua a perdere peso anche fuori dall’ospedale e si riduce anche la spesa per il servizio sanitario, visto che le visite e i giorni di ricovero vengono abbattuti. Finora i trattamenti che usano la realtà virtuale sono stati inseriti in progetti di ricerca, ma non sono diventati routine nella pratica clinica. A usufruirne sono stati circa 250 pazienti obesi. “E’ una questione di finanziamenti – conclude Riva – Non esiste un Drg per la realtà virtuale. Ed è al momento impossibile erogare la terapia a carico del Ssn. Prevedo che passerà ancora qualche anno”.