SALUTE, S.GIOVANNI: ANORESSIA E OBESITÀ, IN 5 ANNI +38% PRESTAZIONI

“Anche per l’esercizio 2009 si è riscontrato un aumento delle prestazioni ambulatoriali relative ai disturbi del comportamento alimentare che sono passate da 4947 del 2005 a 6863 del 2009 con un incremento assoluto di 1916 prestazioni e in termini percentuali del 38,73.

In altri parole le patologie connesse allo sviluppo psicofisico, in particolare per le giovani donne (anoressia e obesità) trovano un riferimento certo nelle attività del Complesso ospedaliero San Giovanni – Addolorata”. Così in una nota Luigi D’Elia, direttore generale dell’azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata. “L’importanza delle patologie connesse con i disturbi alimentari – ha dichiarato Marcello Marcelli, direttore dell’Unità operativa Complessa Scienze dell’Alimentazione – per i riflessi sociali che determinano ha richiesto la realizzazione di un’equipe composta, oltre che da medici esperti in Scienze dell’Alimentazione, da dietiste con laurea magistrale e anche da psichiatri e psicologi”. “Il campo applicativo dell’Unità operativa Scienze dell’alimentazione dell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata comprende: grande obesità ed alterazioni comportamentali legate all’obesità: bulimia, ednos (compulsive binging, night eating disorder, cho craving); malnutrizione ed alterazioni comportamentali legate alla malnutrizione per difetto: anoressia nervosa, wasting sindrome in patologie cachettizzanti, malnutrizione in pre e post operatorio. L’attuale casistica comprende per il 60% grande obesità, per il 20% disturbi del comportamento alimentare, per il 20% malnutrizione-cachessia. Nell’ambito di tale struttura sono state attivate le procedure per i PAC specialistici di peculiare interesse. Le patologie trattate dall’Unità operativa Complessa Scienze dell’Alimentazione del Complesso ospedaliero San Giovanni – Addolorata sono di rilevanza epidemica: obesità, sindrome metabolica, celiachia. Altre sono di stretta pertinenza specialistica: disturbi del comportamento alimentare, cachessia-malnutrizione”. (omniroma.it)

Realtà virtuale contro obesità e anoressia

Cura per abbuffate compulsive e visione distorta del corpo

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(Adnkronos Salute) – Indossare un caschetto e ritrovarsi su un’isola deserta, seduti in riva a un lago, oppure davanti a uno specchio a contemplare la propria immagine riflessa. Sono solo alcuni dei possibili scenari virtuali che i medici dell’Istituto auxologico italiano hanno a disposizione per curare l’ansia dei pazienti ‘oversize’ o per aiutare le giovani anoressiche ad accettare il loro corpo. Filo conduttore: tecnologie da fantascienza che diventano armi per i camici bianchi impegnati nella lotta ai disturbi alimentari. Di realtà virtuale e cyberterapia si parlerà da domenica a martedì a Verbania, in occasione del meeting internazionale ‘Cybertherapy e Cyberpsychology Conference’, organizzato per la prima volta in Italia con 200 ricercatori da tutti i continenti. “La realtà virtuale può fare molto”, dichiara oggi a Milano Giuseppe Riva, psicologo dell’Istituto auxologico italiano e co-organizzatore del meeting con l’americana Brenda Wiederhold. “Aiuta, ad esempio, le ragazze con problemi di anoressia a vedere e accettare la loro immagine reale. Si parte da una visione distorta del corpo, così come appare agli occhi ‘malati’ della paziente. Poi comincia un percorso assistito, che gradualmente corregge l’immagine fino ad avvicinarsi a quella reale”. Stessa tecnologia, ma applicazione diversa, per combattere i disturbi d’ansia che spesso affliggono le persone colpite da obesità. La strategia dell’Istituto auxologico: insegnare tecniche di rilassamento che non hanno il cibo come protagonista. Un’alternativa alle ‘abbuffate compulsive’, unico mezzo da loro conosciuto per gestire l’ansia. I pazienti vengono catapultati in uno scenario da sogno. “Tutto, intorno, ispira relax: l’acqua, mentre il respiro rallenta, smette di incresparsi, il fuoco lentamente si spegne – racconta l’esperto – e il paziente impara a usare altre tecniche di rilassamento come, appunto, intervenire sul respiro. Abbiamo osservato che unire la realtà virtuale alla terapia alimentare aumenta l’efficacia della cura a lungo termine”. La tecnologia è al servizio delle terapie anti-obesità anche per il controllo a distanza dei pazienti. E’ sempre targata Istituto auxologico italiano la strategia che punta sulla telemedicina per aiutare gli ‘oversize’ nella lunga strada verso il peso forma. Dalla webcam alla videoconferenza con l’equipe che li ha seguiti in ospedale. Nell’inventario delle tecnologie impiegate anche un braccialetto per il monitoraggio delle condizioni di salute: i pazienti lo indossano 24 ore su 24 e trasmettono costantemente i dati all’ospedale attraverso la porta Usb di un computer. Il rapporto con i medici si mantiene attraverso Internet e il cellulare, dove via sms arrivano le indicazioni per la dieta. Risultato: il paziente è molto più collaborativo, continua a perdere peso anche fuori dall’ospedale e si riduce anche la spesa per il servizio sanitario, visto che le visite e i giorni di ricovero vengono abbattuti. Finora i trattamenti che usano la realtà virtuale sono stati inseriti in progetti di ricerca, ma non sono diventati routine nella pratica clinica. A usufruirne sono stati circa 250 pazienti obesi. “E’ una questione di finanziamenti – conclude Riva – Non esiste un Drg per la realtà virtuale. Ed è al momento impossibile erogare la terapia a carico del Ssn. Prevedo che passerà ancora qualche anno”.