Matrimonio tomba dell’amore? No combatte ansia e stress
Posted by editore on
gennaio 3, 2010

Sarà pure la tomba dell’amore, ma certo il matrimonio non nuoce alla salute. In barba ai detrattori della vita a due, convolare a nozze fa bene alla salute, riducendo i rischi di ansia e depressione. La buona notizia per chi è in odore di altare arriva da uno studio condotto su circa 35 mila persone di 15 differenti Paesi. Ma attenzione, avvisano gli studiosi capitanti da Kate Scott dell’università neozelandese dell’Otago, se l’idillio finisce allora sono guai. Se un’unione arriva al capolinea o il coniuge perde la vita, infatti, il rischio di soffrire di problemi di salute mentale lievita pericolosamente.
La ricerca, che ha guadagnato le pagine del British Journal of Psychological Medicine, è basata su sondaggi condotti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) negli ultimi 10 anni. E rivela che una fede all’anulare fa bene alla salute di lei ma anche a quella di lui, a differenza di quanto indicato da precedenti studi. Ma se il matrimonio naufraga il pericolo di cadere nel ‘male oscuro’ è maggiore per lui, mentre lei è più a rischio abuso di alcol e droghe
.
“Abbiamo potuto analizzare – spiega Scott – cosa accade alla salute mentale per chi è alle prese con il matrimonio, attuando un confronto sia con chi non si è mai sposato sia con i casi in cui l’unione è finita. Ciò che rende unica e più solida questa indagine – fa infine notare la ricercatrice – è il fatto che il campione è estremamente vasto e comprende tanti Paesi. Inoltre ci consente di disporre di dati non solo sulla depressione, ma anche sull’ansia e sui disturbi da abuso di sostanze”.
tags: Ansia, matrimonio, stress
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La single infelice e il sogno di un marito
Posted by editore on
luglio 26, 2009
Una quarantenne scrive al forum «Così è la vita». Ma gli uomini replicano duri: «Chissà quanti no avrà detto»
Vedi anche “Single o zitella” in psicoterapeutico.com

Erano anni probabilmente che una donna, tanto meno una quarantenne, per paura di sembrare ridicola, di venire sbeffeggiata, di essere presa per un reperto d’altri tempi, non osava più dichiarare: vorrei tanto sposarmi. Un outing – quasi – abbastanza coraggioso, insomma.
Il matrimonio – lo si è sentito affermare fino allo sfinimento da indagini conoscitive, da psicologi e sociologi – non era, infatti, da un pezzo più in testa ai desideri delle ragazze e delle donne, a quanto pare innanzitutto interessate a realizzare se stesse prima nello studio e poi nel lavoro. Il messaggio di Paola viene dunque a infrangere in un certo modo un tabù in nome del quale sognare un marito così, semplicemente, come lo sognavano le nostre nonne e bisnonne era fino a oggi considerato materia buona per un romanzo rosa. E il coro delle donne ribadiva con fermezza il concetto: sposarmi? No grazie. Non rientra tra le mie aspirazioni dover dividere il letto con un uomo che russa, che legge fino a notte fonda o che si rigira senza posa nelle lenzuola; e tanto meno lavare i suoi calzini.
Ma che i tempi siano cambiati – sia pure in tutt’altro senso – lo lasciano intendere anche le reazioni che la lettera di Paola ha suscitato nel forum. Se mai avesse osato pensare (ma non è probabile) di trovare per questa via qualche corteggiatore, magari, chissà, perfino uno «straccio» di fidanzato, deve essere rimasta molto amaramente delusa. Se infatti le reazioni delle donne sono state per lo più abbastanza tiepide e anche scontate, del genere, appunto: «Sposarmi? No grazie, prima voglio studiare, viaggiare, lavorare», quelle degli uomini sono invece state stizzose, malevole, quando non addirittura violente. Di corteggiatori, insomma, di cuori solitari che colgono l’occasione per gettare un amo, nemmeno l’ombra.
Fatte le debite eccezioni – di alcuni, per esempio, che si sono dichiarati altrettanto sconsolatamente soli e desiderosi di trovare infine la donna giusta da sposare – gli uomini del forum si sono accaniti contro la povera Paola come se avesse voluto prenderli in giro con il suo sogno matrimoniale. Chissà quanti «no» ha detto la signora, ritenendosi troppo preziosa per tutta una serie di ottimi corteggiatori. Chissà quanto si ritiene perfetta, lei, e mediocri e buoni a nulla, invece, gli uomini che hanno osato farsi avanti con lei. Chissà quanto è stata sessualmente promiscua e quanti fidanzati ha sperimentato prima di rimanere sola. Di sicuro ha posto la carriera tra i suoi primi e massimi obbiettivi, di sicuro attribuisce agli uomini la colpa di tutti i suoi guai e della triste situazione nella quale si trova ora, di sicuro non ha mai prestato attenzione ai bisogni degli uomini, di sicuro – ecco l’offesa massima e sanguinosa – è una femminista!
Sono giovani o anziani, cosa fanno, dove vivono e da dove vengono gli uomini che esprimono tale acredine nei confronti di una donna che ha osato raccontare il suo sogno matrimoniale di quarantenne? Non si sa, perché di loro si conosce solo un nickname. Certo è che sono purtroppo assai numerosi, che considerano le donne una specie di nemico pubblico del quale diffidare e dal quale difendersi, e che giudicano il femminismo il peggiore dei mali, la catastrofe responsabile di ogni loro problema. Questa, almeno, è l’impressione che se ne ha leggendo i messaggi che hanno inviato al forum. Scrivono tutti quanti «le donne», tendendo a riunire nell’invettiva l’intero genere femminile. Ciascuno ha, tuttavia, per sua fortuna – così sembra – trovato un esemplare non femminista e non carrierista con il quale è fidanzato o sposato con soddisfazione. Ogni speranza, perciò, dopotutto, forse non è perduta; per Paola e per le altre.
Fonte. Corriere della Sera