Mi sentivo un vuoto dentro: era la depressione post partum
Posted by editore on
luglio 29, 2009
: tre mesi dopo la nascita di mio figlio,
il disturbo delle neomamme ha sfiorato anche me
Quando è nato Louis Thomas piangevo di gioia. Una gravidanza è la cosa più incredibile e allo stesso tempo più naturale che ti possa capitare nella vita. Non capisco quelle donne che la vivono quasi come una maledizione, con ansie, timori, fatica estrema. Per me, quelli col pancione sono stati nove mesi di serenità, di benessere. A essere sincera, il momento più duro è arrivato dopo il parto. Il più classico dei disturbi delle neomamme ha sfi orato anche me, un po’ in ritardo forse rispetto ai tempi canonici. Chiamatelo come volete, maternity blues o depressione post partum: mi è piovuto addosso circa tre mesi dopo quell’indimenticabile 28 dicembre 2007. Non avevo ancora ripreso a lavorare e mi riposavo a casa, a Torino. Gigi Buffon, il mio compagno, aveva poco tempo per me e Louis. Tra ritiri e allenamenti con la Juventus, era sempre in giro per l’Italia. Quando andava bene tornava solo la sera.
Di giorno parlavo solo con i muri
Il problema era la solitudine. Nei giorni dopo il parto sei come una regina: familiari e amici ti stanno intorno, ti coccolano, cercano di esaudire ogni tuo desiderio. Poi, quando si torna alla vita normale, occorrono nervi saldi. E invece io mi rendevo conto che, sebbene Thomas occupasse la maggior parte del mio tempo, dentro mi sentivo vuota. La mia famiglia abita a Praga. Chiamavo mia madre al telefono e le chiedevo aiuto. Ma era un sollievo che durava qualche mi nuto. Nei pomeriggi che sembravano non fi nire mai, in quella Torino che non sentivo mia, potevo parlare e sfogarmi solo con i muri. Rimpiangevo le amiche di Milano, la città dove avevo sempre vissuto in Italia. Prendere la macchina e correre da loro? Con un cucciolo di tre mesi spostarsi è un dramma. Io, che di natura sono una precisina, andavo in panico al solo pensiero di muovermi con cambi, biberon, coperte, pannolini. Anche il fatto di non potermi organizzare come volessi perché dovevo badare a un’altra creatura mi mandava in crisi. Mi sentivo ingabbiata, l’umore era ballerino, mi irritavo per un nonnulla, la notte facevo fatica ad addormentarmi e ogni tanto ci scappava qualche lacrima.
Mi ha salvata Gigi
Che strano, mi rimproveravo. Proprio tu, Alena, che avevi vissuto così bene la gravidanza. Neanche una nausea o una cistite, mangiavo quello che volevo, al massimo stavo attenta alla tartare di manzo per paura di prendermi la toxoplasmosi, facevo sport fi no a due settimane prima del parto. Dai giorni di buio sono uscita grazie al supporto di Gigi e delle nostre famiglie. Una sera ho vuotato il sacco e ne ho parlato con lui. E’ stata una liberazione. Abbiamo deciso di far venire mia madre da Praga. Per un po’ si è stabilita da noi, poi ho passato del tempo a casa dei suoceri.
Mi preparo al nuovo miracolo In estate il disagio è passato. Ringrazio Gigi per ogni carezza in più, per la tranquillità che ha saputo trasmettemi in qui momenti più che per il cambio di una decina di pannolini. Ora Louis avrà un fratellino o una sorellina, per scaramanzia non rivelo la data prevista per la nascita. Sono emozionata al pensiero di quest’altro miracolo nella mia vita. Spero che il mio corpo reagisca come ha fatto quando in grembo portavo Thomas, spero di poter fare un altro parto naturale. E questa volta cercherò di non restare da sola nei mesi successivi alla nascita.
Corriere salute
Poco sonno e depressione post-parto
Posted by editore on
luglio 2, 2009

Ci sarebbe un legame tra il poco sonno e la depressione post-parto. Così suggerisce un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Sleep”.
Secondo ricercatori Norvegesi, il sonno e la depressione sarebbero legati a doppio filo; cioè la depressione può aggravare la già compromessa qualità del sonno, così come la difficoltà a dormire è sintomo di depressione.
Lo studio è stato condotto su 2.830 donne che hanno partorito presso l’Ospedale Universitario di Stavanger in Norvegia, tra l’ottobre 2005 e settembre 2006. La psichiatra dr. Karen Dørheim e colleghi hanno constatato che nel totale quasi il 60% delle donne ha avuto esperienze di cattiva qualità del sonno dopo il parto, di cui il 16,5% ha avuto sintomi depressivi in seguito. Per cui i disturbi del sonno e la qualità di questo sono stati associati alla depressione.
Nonostante ciò, un altro dato che emerge dallo studio è che nel 21% dei casi la depressione post-parto sofferta dalle donne oggetto della ricerca non era un fatto a sé, in quanto le stesse donne hanno riferito di aver avuto sintomi di depressione già durante la gravidanza, mentre un 46% ha riportato almeno un episodio depressivo, o almeno i sintomi di questo, nella propria storia, antecedente il concepimento. Questo fatto suggerisce altresì che le donne con diagnosi di depressione post-parto non sono necessariamente legate a una segnalazione di sintomi cronici dovuti alla privazione di sonno.
Analizzando i dati, i ricercatori suggeriscono che dopo un paio di mesi dal parto la depressione è stata associata alla mancanza di adeguato sonno in relazione ad altri fattori di rischio come una scarsa o cattiva relazione con il partner, la depressione già durante la gestazione ed eventi particolarmente stressanti.
Tuttavia, è indubbio che dopo il parto la donna è sottoposta a cambiamenti radicali nel proprio vivere quotidiano e a questo si associano anche la mancanza di sonno dovuta ai ritmi del neonato, fanno notare i ricercatori. Tutto questo influisce sia sul fisico che sulla psiche, per cui sintomi come mancanza d’energia, stanchezza e nervosismo sono comuni.