Tradire e confessare
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luglio 3, 2010
Negare sempre. Questo prevede il manuale del perfetto traditore. Negare anche quando le corna sono evidenti, negare anche di fronte all’amante, negare anche se colti sul fatto. Basta farlo con convinzione, avere spirito di inventiva, trovare buone scuse. Il tradito, d’altra parte, non aspetta altro che una balla a cui aggrapparsi per poter perdonare e riprendersi il partner. Eppure ci sono persone che, una volta commesso il fattaccio, devono confessare a tutti i costi. Quel peso sulla coscienza, quel segreto così grande, quell’esperienza così forte… Per qualcuno la confessione è il primo passo verso una vera e sincera riunificazione. Imprescindibile. Per altri è solo un modo per sgravarsi la coscienza, un ennesimo atto di egoismo, un modo per ferire (gravemente) il partner. Gli hai fatto le corna? Almeno abbi la decenza di tenertelo per te.
Per tutte quelle che non hanno un’amica con cui confidarsi o che vogliono a tutti i costi confessare il proprio tradimento, c’è un sito apposta: Cheatconfession.com, per evitare di procurare un dolore all’amato. Nato per raccogliere le rivelazioni anonime di chi ha cornificato, il sito ora raccoglie anche le lacrimevoli confidenze di chi è stato cornificato. Poi c’è la sezione “indecisi”: ho un’occasione d’oro per fare sesso con un altro, che faccio mi ci butto o mi trattengo? E sotto ogni commento lasciato, i lettori possono votare: sì vai e colpisci, oppure no, non tradirlo.
Ma perché le donne tradiscono ? Le testimonianze parlano chiaro: perché si sentono trascurate in primis; poi perché ne hanno voglia, per lussuria, esattamente come avviene negli uomini; per vendetta, dopo essersi prese le corna, le fanno a loro volta per far capire al partner quanto hanno sofferto (siamo sicuri che questo metodo sia davvero “salvacoppia”?); perché si sentono sole o annoiate; e infine perché hanno voglia di sentirsi desiderate e seduttive e non c’è niente come quel brivido lungo la schiena che sa dare un’iniezione di sicurezza. Qua e là, però, ci sono sempre più casi di donne che tradiscono per non mandare a monte un matrimonio dopo aver scoperto che il proprio marito è gay o – peggio – dopo averlo beccato a letto con il suo migliore amico. Uno choc.
Ecco alcune delle storie raccontate da donne che hanno tradito o stanno tradendo i loro uomini. C’è l’insegnante di scuola materna che si è ritrovata tra le braccia di un papà: «Quando lui mi ha infilato le mani sotto la gonna non o saputo resistere. È così passionale! Come faccio a rinunciare a lui? Ormai è una droga. Una volta lo stavamo facendo in classe doposcuola e ci hanno quasi beccati». C’è la studentessa che è andata qualche mese a fare un’esperienza all’estero e ora si sta per sposare con il cornificato: «Quella sera volevo lasciarlo via Skype, ma non c’è l’ho fatta. Così l’ho tradito, ma a mia discolpa devo dire che il rapporto tra noi in quel momento era di stanca. Ora ci stiamo per sposare, pensate che debba dirgli tutta la verità prima delle nozze?». C’è quella che non ha saputo resistere all’ex ma ora è pentitissima: «Il mio attuale fidanzato mi ha aiutata a lasciare il mio ex, che era un violento. L’ho rivisto dopo tanto tempo, doveva restituirmi delle cose mie che aveva ancora e ci sono finita a letto. Mi ha fatto apprezzare il mio attuale uomo un milione di volte, le capacità del mio ex a letto sono pessime. Ora però con il mio amore mi sento una cacca. Che faccio, taccio?». C’è la donna sposata con l’uomo sposato: «Lui ama sua moglie ma non fanno sesso come vorrebbe, io amo mio marito ma il sesso tra noi è una noiosa routine. Così ci siamo trovati e l’intesa erotica tra noi fa scintille. Adoro le e-mail nel cuore della notte, i messaggi, gli appuntamenti settimanali. Che bello sentirsi desiderata da un altro uomo!».
Fonte: Libero.it
tags: amore, coppia, cupido, intimità, storie, tradimento
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SESSO: DISFUNZIONE ERETTILE, LA COMPLICITÀ È LA CHIAVE PER LA FELICITÀ DI COPPIA
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settembre 21, 2009
Passione, amore, complicità e disponibilità al dialogo: ecco il collante che tiene unita la coppia, anche di fronte ai problemi legati alla sessualità come la disfunzione erettile. Ad affermarlo sono gli abitanti del Lazio nell’ambito della ricerca “Gli italiani, i rapporti sessuali e la disfunzione erettile” condotta da AstraRicerche con il supporto di Lilly.
Il sondaggio ha coinvolto 4 milioni di uomini tra i 30 e i 60 anni residenti in Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna. Alla domanda “Quali condizioni rendono i rapporti sessuali più validi e soddisfacenti”, il 77% ha risposto “se i partner si amano”, il 71% “se i partner rispettano le esigenze e i desideri dell’altro” e il 69% “se i partner fanno l’amore con passione”.
Nel Lazio, in particolare, la coppia risulta saldamente unita, e uomini e donne hanno le idee ben chiare anche nel caso in cui si dovesse presentare un disturbo come la disfunzione erettile (DE): da Viterbo a Frosinone passando per Rieti, Roma e Latina, la ricerca presenta l’immagine di una coppia pronta ad affrontare unita i problemi che possono insorgere nella vita sessuale. Alla richiesta di indicare “quali situazioni rendono la coppia più felice”, il 52% ha risposto “se ciascun partner conosce bene gli eventuali problemi e difficoltà dell’altro”, e il 59% ha risposto “se i partner discutono serenamente degli eventuali problemi e difficoltà dell’altro”.
“Se lui ha dei problemi, lei se ne interessa. Il problema, cioè, diventa della coppia – commenta il presidente di AstraRicerche Enrico Finzi -. Si tratta di un importante passo avanti perché la donna rappresenta un elemento cardine nella gestione della disfunzione erettile. La patologia, infatti, non riguarda solo l’uomo bensì entrambi e mina il rapporto di coppia, che necessita di complicità e naturalezza”.
Fonte : ASCA (salute.asca.it)
tags: coppia
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La single infelice e il sogno di un marito
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luglio 26, 2009
Una quarantenne scrive al forum «Così è la vita». Ma gli uomini replicano duri: «Chissà quanti no avrà detto»
Vedi anche “Single o zitella” in psicoterapeutico.com

Erano anni probabilmente che una donna, tanto meno una quarantenne, per paura di sembrare ridicola, di venire sbeffeggiata, di essere presa per un reperto d’altri tempi, non osava più dichiarare: vorrei tanto sposarmi. Un outing – quasi – abbastanza coraggioso, insomma.
Il matrimonio – lo si è sentito affermare fino allo sfinimento da indagini conoscitive, da psicologi e sociologi – non era, infatti, da un pezzo più in testa ai desideri delle ragazze e delle donne, a quanto pare innanzitutto interessate a realizzare se stesse prima nello studio e poi nel lavoro. Il messaggio di Paola viene dunque a infrangere in un certo modo un tabù in nome del quale sognare un marito così, semplicemente, come lo sognavano le nostre nonne e bisnonne era fino a oggi considerato materia buona per un romanzo rosa. E il coro delle donne ribadiva con fermezza il concetto: sposarmi? No grazie. Non rientra tra le mie aspirazioni dover dividere il letto con un uomo che russa, che legge fino a notte fonda o che si rigira senza posa nelle lenzuola; e tanto meno lavare i suoi calzini.
Ma che i tempi siano cambiati – sia pure in tutt’altro senso – lo lasciano intendere anche le reazioni che la lettera di Paola ha suscitato nel forum. Se mai avesse osato pensare (ma non è probabile) di trovare per questa via qualche corteggiatore, magari, chissà, perfino uno «straccio» di fidanzato, deve essere rimasta molto amaramente delusa. Se infatti le reazioni delle donne sono state per lo più abbastanza tiepide e anche scontate, del genere, appunto: «Sposarmi? No grazie, prima voglio studiare, viaggiare, lavorare», quelle degli uomini sono invece state stizzose, malevole, quando non addirittura violente. Di corteggiatori, insomma, di cuori solitari che colgono l’occasione per gettare un amo, nemmeno l’ombra.
Fatte le debite eccezioni – di alcuni, per esempio, che si sono dichiarati altrettanto sconsolatamente soli e desiderosi di trovare infine la donna giusta da sposare – gli uomini del forum si sono accaniti contro la povera Paola come se avesse voluto prenderli in giro con il suo sogno matrimoniale. Chissà quanti «no» ha detto la signora, ritenendosi troppo preziosa per tutta una serie di ottimi corteggiatori. Chissà quanto si ritiene perfetta, lei, e mediocri e buoni a nulla, invece, gli uomini che hanno osato farsi avanti con lei. Chissà quanto è stata sessualmente promiscua e quanti fidanzati ha sperimentato prima di rimanere sola. Di sicuro ha posto la carriera tra i suoi primi e massimi obbiettivi, di sicuro attribuisce agli uomini la colpa di tutti i suoi guai e della triste situazione nella quale si trova ora, di sicuro non ha mai prestato attenzione ai bisogni degli uomini, di sicuro – ecco l’offesa massima e sanguinosa – è una femminista!
Sono giovani o anziani, cosa fanno, dove vivono e da dove vengono gli uomini che esprimono tale acredine nei confronti di una donna che ha osato raccontare il suo sogno matrimoniale di quarantenne? Non si sa, perché di loro si conosce solo un nickname. Certo è che sono purtroppo assai numerosi, che considerano le donne una specie di nemico pubblico del quale diffidare e dal quale difendersi, e che giudicano il femminismo il peggiore dei mali, la catastrofe responsabile di ogni loro problema. Questa, almeno, è l’impressione che se ne ha leggendo i messaggi che hanno inviato al forum. Scrivono tutti quanti «le donne», tendendo a riunire nell’invettiva l’intero genere femminile. Ciascuno ha, tuttavia, per sua fortuna – così sembra – trovato un esemplare non femminista e non carrierista con il quale è fidanzato o sposato con soddisfazione. Ogni speranza, perciò, dopotutto, forse non è perduta; per Paola e per le altre.
Fonte. Corriere della Sera
tags: coppia, matrimonio, single, solitudine
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Coppia: il bello sta negli opposti
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maggio 27, 2009
Si sceglie con il cuore e…con il naso
Ci sono coppie in cui i due partner sono così diversi uno dall’altro da far chiedere a chi li osserva come facciano i due a stare insieme. Eppure, si sa, spesso gli opposti si attraggono. Lo dice la saggezza popolare, ma ora anche la scienza lo conferma, come rimostra una ricerca che ha indagato a fondo i meccanismi nascosti che entrano in gioco quando scegliamo un compagno e ci innamoriamo. Un gruppo di genetisti brasiliani ha scoperto che alla base della reciproca attrazione stanno alcuni fattori genetici, ma anche… di naso.
Il team di Maria de Graca Bicalho, responsabile del Laboratorio di immunogenetica dell’University of Parana, spiega che al centro della calamita che regola l’attrazione sessuale c’è il “complesso maggiore di istocompatibilità”, indicato anche con la sigla Mhc: si tratta di una parte del Dna fondamentale per il sistema immunitario.
La ricercatrice ha spiegato a Vienna, in occasione della conferenza annuale dell’European Society of Human Genetics, di aver scoperto che le persone con diversi complessi di istocompatibilità sono più inclini a scegliersi l’un l’altra. Si tratta di un “trucco” messo in atto da Madre Natura per assicurare alla coppia una prole più sana, spiegano gli studiosi brasiliani.
Quando al modo in cui si nascondono gli indizi per scegliere con sicurezza l’altra metà della mela, la scelta avverrebbe in base all’odore corporeo. In pratica, “annusiamo” il miglior possibile compagno, rilevando le tracce cruciali nascoste nel suo odore, oppure anche “leggendo” i segni nascosti nella struttura del suo volto.
Gli esperti sono giunti a questa conclusione dopo aver confrontato i profili genetici di 90 coppie sposate con quelli di 152 coppie “fasulle”, create a caso. Gli studiosi hanno così scoperto che i geni del Mhc delle coppie reali erano molto più dissimili tra loro di quanto non fossero le coppie casuali. Quindi, secondo gli scienziati brasiliani, quando scegliamo un partner, la nostra natura ci spinge a scegliere chi ci garantisce una futura prole con il sistema immunitario il più efficiente possibile. E in questo, il segreto sta nella diversità.
Il Mhc si colloca in una regione genetica situata sul cromosoma 6, e ha un ruolo chiave sia nel sistema immunitario che nella riproduzione. Alcuni studi precedenti hanno, infatti, dimostrato che le coppie con un Mhc simile presentano un rischio molto maggiore di non portare a termine una gravidanza.
“Anche se può essere intrigante pensare che gli esseri umani scelgano i propri partner per via delle loro somiglianze, la nostra ricerca – assicura l’esperta – ha dimostrato chiaramente che sono le differenze il segreto del successo della riproduzione e che la spinta del subconscio verso figli sani è importante per la scelta del partner. Vogliamo andare avanti con il nostro studio, indagando sulle influenze sociali e culturali, ma anche quelle biologiche, che entrano in gioco nella scelta del partner”. I ricercatori si aspettavano infatti che gli aspetti culturali svolgessero un ruolo importante nella scelta del partner, ma sono rimasti stupiti nello scoprire quanto peso ha il ruolo esercitato dai fattori genetici.
“Certamente non sottoscrivo la teoria che una variante genetica di una persona possa guidare il suo comportamento. Ma pensiamo anche che non deve essere sottovalutato l’aspetto evoluzionistico dell’inconscio nella scelta del partner. Questo – conclude la scienziata – ha un ruolo importante da svolgere nel garantire una sana riproduzione, contribuendo a garantire che i bambini nascano con un sistema immunitario forte in grado di far fronte alle infezioni.”


