Il divorzio fa ammalare gli uomini

Il divorzio è una realtà sempre più diffusa, arrivarci è molto difficile e spesso questa decisione è preceduta da mesi, se non addirittura anni, di insoddisfazione, tristezza e astio. Le cause che possono condurre al divorzio sono tante ma una delle più frequenti è certamente l’infedeltà che noi donne spesso subiamo, fino a quando non decidiamo che dalla vita vogliamo più di un paio di corna ed una perfetta finta famiglia da sfoggiare. La buona notizia, che sono certa procurerà una risatina in molte lettrici, è che gli uomini subiscono il divorzio fino ad ammalarsi e andare in depressione!

La psicologa Paola Vinciguerra, presidente dell’Eurodap ci spiega: “Il divorzio può far ammalare. A risentirne sono soprattutto gli uomini che subiscono una separazione: potrebbero cominciare a soffrire di ansia generalizzata e paura, con il rischio che questi disturbi si possano trasformare in attacchi di panico e depressione”.

Secondo i dati raccolti dalla psicologa 3 uomini su 10 che sono in cura per depressione e disturbi dell’umore, sono reduci da un divorzio, la situazione ovviamente si aggrava se il mal capitato marito oltre a mandare all’aria il rapporto con la moglie lo ha fatto anche con i figli.

Fonte : pourfemme.it

OTTO MILIONI DI ITALIANI CON ATTACCHI PANICO

Ansia, tachicardia, respiro mozzato, l’incapacita’ di fare le cose piu’ semplici, dal guidare al fare la spesa. Sono otto milioni gli italiani che soffrono di attacchi di panico, in pratica un italiano su sette. Un esercito silenzioso e sofferente che spesso non trova la forza di confidarsi, di farsi aiutare da un esperto, di curarsi. Di una malattia spesso taciuta, e che colpisce le donne quanto gli uomini (tra i quali e’ in netto aumento, persino tra i manager) parla il libro ‘Gli attacchi di panico. Clinica, ricerca e terapia’ (Liguori editore) scritto dalla psicologa Paola Vinciguerra, presidente dell’EURODAP (Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico) e direttore del Centro U.I.A.P. (Unita’ italiana attacchi di panico) insieme alla giornalista di Sky Tonia Cartolano. Il disturbo si manifesta generalmente tra i 15 e i 35 anni, con una seconda punta d’insorgenza tra i 44 e i 55; diffuso in misura maggiore nella popolazione femminile, e’ in aumento tra gli uomini, soprattutto professionisti e manager. Un male dei nostri tempi: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’, ricorda la psicologa, entro il 2020 sara’ la seconda patologia piu’ diffusa al mondo dopo i disturbi cardiovascolari. Eppure il disturbo da attacchi di panico (DAP) e’ ancora visto con pregiudizio, quando non con vera e propria ignoranza anche da parte della classe medica: un malato in media arriva a contattare anche dieci specialisti prima di riuscire ad avere una diagnosi, e solo una persona su quattro riceve il trattamento di cui ha bisogno. Non a caso un capitolo del libro e’ dedicato alle fobie partendo dai racconti di chi ne ha realmente sofferto cosi’ da permettere al lettore di capire e riconoscere questo tipo di disturbo. Inoltre e’ stata trattata l’ansia, con particolare attenzione ai due fenomeni che maggiormente affliggono i giovani: l’ansia da prestazione e quella da esame. Per entrambe spesso non si riesce a trovare un adeguato interlocutore neanche tra i pari e, seppur vissute come invalidanti, difficilmente vengono sottoposte a uno specialista. Un capitolo del volume non poteva non essere dedicato a chi quotidianamente, con amore e apprensione, divide la propria vita con un malato di DAP: la famiglia. “Avere in casa una persona sofferente di attacchi di panico – spiega la Vinciguerra – puo’ voler dire non potersi recare mai al cinema insieme, o al ristorante, talvolta non si possono fare vacanze, o prendere l’aereo, a volte neanche imboccare un’autostrada. E vicino a queste persone, talvolta proprio piu’ amate perche’ piu’ fragili, fondamentale dovra’ essere l’apporto discreto ma costante dei familiari. Spingere ad affrontare, ma mai costringere; e poi lavorare insieme, perche’ il DAP e’ una malattia che va curata con la collaborazione di piu’ attori”. A introdurre il libro, la testimonianza diretta del cantante Max Pezzali, la cui moglie Martina ha sofferto per anni di questo disturbo. Liberarsi del panico, scrive Pezzali, “e’ un percorso lungo e complesso. Ora pero’ Martina ha ricominciato ad andare al supermercato, ad accompagnare la figlia a scuola. E’ ritornata alla guida. Alla guida della sua vita”

Fonte : Agi.it