SALUTE, S.GIOVANNI: ANORESSIA E OBESITÀ, IN 5 ANNI +38% PRESTAZIONI
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aprile 14, 2010
“Anche per l’esercizio 2009 si è riscontrato un aumento delle prestazioni ambulatoriali relative ai disturbi del comportamento alimentare che sono passate da 4947 del 2005 a 6863 del 2009 con un incremento assoluto di 1916 prestazioni e in termini percentuali del 38,73.
In altri parole le patologie connesse allo sviluppo psicofisico, in particolare per le giovani donne (anoressia e obesità) trovano un riferimento certo nelle attività del Complesso ospedaliero San Giovanni – Addolorata”. Così in una nota Luigi D’Elia, direttore generale dell’azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata. “L’importanza delle patologie connesse con i disturbi alimentari – ha dichiarato Marcello Marcelli, direttore dell’Unità operativa Complessa Scienze dell’Alimentazione – per i riflessi sociali che determinano ha richiesto la realizzazione di un’equipe composta, oltre che da medici esperti in Scienze dell’Alimentazione, da dietiste con laurea magistrale e anche da psichiatri e psicologi”. “Il campo applicativo dell’Unità operativa Scienze dell’alimentazione dell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata comprende: grande obesità ed alterazioni comportamentali legate all’obesità: bulimia, ednos (compulsive binging, night eating disorder, cho craving); malnutrizione ed alterazioni comportamentali legate alla malnutrizione per difetto: anoressia nervosa, wasting sindrome in patologie cachettizzanti, malnutrizione in pre e post operatorio. L’attuale casistica comprende per il 60% grande obesità, per il 20% disturbi del comportamento alimentare, per il 20% malnutrizione-cachessia. Nell’ambito di tale struttura sono state attivate le procedure per i PAC specialistici di peculiare interesse. Le patologie trattate dall’Unità operativa Complessa Scienze dell’Alimentazione del Complesso ospedaliero San Giovanni – Addolorata sono di rilevanza epidemica: obesità, sindrome metabolica, celiachia. Altre sono di stretta pertinenza specialistica: disturbi del comportamento alimentare, cachessia-malnutrizione”. (omniroma.it)
«Un’avvertenza sulle foto ritoccate»
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ottobre 3, 2009

«Attenzione: quest’immagine è ritoccata»: potrebbe recitare proprio così la dicitura posta in fondo ad una pubblicità con un’avvenente modella. L’intento è serio: Valérie Boyer, deputata del partito conservatore UMP di Nicolas Sarkozy, assieme a una cinquantina di colleghi parlamentari, ha proposto all’Assemblea francese una legge per combattere quella che considerano «un’immagine distorta dei corpi femminili nei mass media». Una piaga sempre più dilagante soprattutto nel marketing, che provoca un fenomeno che sta mietendo numerose vittime tra le donne: l’anoressia e la bulimia.
«REALTA’ CHE NON ESISTE» – «Questa è un’immagine ritoccata per modificare l’apparenza fisica di una persona», è l’avvertenza che Boyer vorrebbe leggere in futuro. La deputata ha già presentato in passato un disegno di legge sulla magrezza eccessiva e l’obesità. «Vogliamo combattere l’immagine stereotipata che tutte le donne siano giovani e magre», ha spiegato. Secondo la politica francese «queste foto possono indurre le persone a credere ad una realtà che attualmente non esiste: molte persone giovani, soprattutto ragazze, non conoscono la differenza tra virtuale e reale e possono sviluppare dei complessi fin da giovanissime – ciò porta in alcuni casi all’anoressia e alla bulimia, oltre a gravi problemi di salute», ha aggiunto. Per la firmataria si tratta innanzitutto di «un modo per proteggere il consumatore». La legge, che la settimana scorsa ha avuto la sua prima lettura nel parlamento francese, dovrebbe avere una portata più ampia: non solo foto utilizzate nella pubblicità di giornali e magazine – dal provvedimento sarebbero interessate anche le immagini di tabelloni pubblicitari, quelle stampate sui prodotti alimentari e di bellezza e quelle delle campagne elettorali. «Non è un tentativo di danneggiare la creatività dei fotografi o delle campagne pubblicitarie, ma di mettere in guardia i consumatori che quello che stanno osservando in quel preciso istante può essere reale oppure no».
I CASI – Gli utenti e i redattori di siti e blog sono avvertiti, e con loro giornalisti, pubblicitari e direttori di casting. Le foto ritoccate digitalmente sono spesso state oggetto di dibattito in Francia: due anni fa il settimanale Paris Match ha ritoccato una foto del presidente Sarkozy scattata durante le vacanze americane per attenuare le maniglie dell’amore accentuate dalla particolare posizione. La first lady Carla Bruni è stata spesso vittima del ritocco al computer nella sua passata carriera di top model. L’uso del cancellino su fianchi e vita di modelle, cantanti, attrici, e politici non più una novità. Tra le centinaia che si vedono tutti i giorni, i recenti scatti sexy alla top model Claudia Schiffer sarebbero però una felice eccezione alla regola: l’ex modella tedesca ha sfidato recentemente gli obiettivi dei fotografi posando a 39 anni – in forma smagliante e affascinate – per la copertina della rivista inglese “Tank” – a detta degli esperti non ritoccata al pc.
Realtà virtuale contro obesità e anoressia
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giugno 27, 2009
Cura per abbuffate compulsive e visione distorta del corpo

(Adnkronos Salute) – Indossare un caschetto e ritrovarsi su un’isola deserta, seduti in riva a un lago, oppure davanti a uno specchio a contemplare la propria immagine riflessa. Sono solo alcuni dei possibili scenari virtuali che i medici dell’Istituto auxologico italiano hanno a disposizione per curare l’ansia dei pazienti ‘oversize’ o per aiutare le giovani anoressiche ad accettare il loro corpo. Filo conduttore: tecnologie da fantascienza che diventano armi per i camici bianchi impegnati nella lotta ai disturbi alimentari. Di realtà virtuale e cyberterapia si parlerà da domenica a martedì a Verbania, in occasione del meeting internazionale ‘Cybertherapy e Cyberpsychology Conference’, organizzato per la prima volta in Italia con 200 ricercatori da tutti i continenti. “La realtà virtuale può fare molto”, dichiara oggi a Milano Giuseppe Riva, psicologo dell’Istituto auxologico italiano e co-organizzatore del meeting con l’americana Brenda Wiederhold. “Aiuta, ad esempio, le ragazze con problemi di anoressia a vedere e accettare la loro immagine reale. Si parte da una visione distorta del corpo, così come appare agli occhi ‘malati’ della paziente. Poi comincia un percorso assistito, che gradualmente corregge l’immagine fino ad avvicinarsi a quella reale”. Stessa tecnologia, ma applicazione diversa, per combattere i disturbi d’ansia che spesso affliggono le persone colpite da obesità. La strategia dell’Istituto auxologico: insegnare tecniche di rilassamento che non hanno il cibo come protagonista. Un’alternativa alle ‘abbuffate compulsive’, unico mezzo da loro conosciuto per gestire l’ansia. I pazienti vengono catapultati in uno scenario da sogno. “Tutto, intorno, ispira relax: l’acqua, mentre il respiro rallenta, smette di incresparsi, il fuoco lentamente si spegne – racconta l’esperto – e il paziente impara a usare altre tecniche di rilassamento come, appunto, intervenire sul respiro. Abbiamo osservato che unire la realtà virtuale alla terapia alimentare aumenta l’efficacia della cura a lungo termine”. La tecnologia è al servizio delle terapie anti-obesità anche per il controllo a distanza dei pazienti. E’ sempre targata Istituto auxologico italiano la strategia che punta sulla telemedicina per aiutare gli ‘oversize’ nella lunga strada verso il peso forma. Dalla webcam alla videoconferenza con l’equipe che li ha seguiti in ospedale. Nell’inventario delle tecnologie impiegate anche un braccialetto per il monitoraggio delle condizioni di salute: i pazienti lo indossano 24 ore su 24 e trasmettono costantemente i dati all’ospedale attraverso la porta Usb di un computer. Il rapporto con i medici si mantiene attraverso Internet e il cellulare, dove via sms arrivano le indicazioni per la dieta. Risultato: il paziente è molto più collaborativo, continua a perdere peso anche fuori dall’ospedale e si riduce anche la spesa per il servizio sanitario, visto che le visite e i giorni di ricovero vengono abbattuti. Finora i trattamenti che usano la realtà virtuale sono stati inseriti in progetti di ricerca, ma non sono diventati routine nella pratica clinica. A usufruirne sono stati circa 250 pazienti obesi. “E’ una questione di finanziamenti – conclude Riva – Non esiste un Drg per la realtà virtuale. Ed è al momento impossibile erogare la terapia a carico del Ssn. Prevedo che passerà ancora qualche anno”.
tags: anoressia, obesità, realtà virtuale
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Anoressia e bulimia: a Modena 200 nuovi casi all’anno
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giugno 27, 2009

Solo nel territorio di Modena si contano 200 nuovi casi all’anno tra anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari. E, mentre si abbassa l’eta’ dei colpiti, tra i maschi spunta una nuova patologia, la “vigoressia”. In provincia di Modena l’Ausl stima circa 110-180 casi di anoressia nervosa, 350-800 casi di bulimia nervosa, e fra i 500 e i 2.000 casi di forme intermedie. E, un fenomeno raro ma in aumento fra i maschi e’ la vigoressia, legata all’eccessiva preoccupazione per l’aspetto del proprio corpo. Si tratta di un atteggiamento che puo’ assumere connotati patologici, portando a un’alimentazione scorretta, all’assunzione inadeguata di integratori e al conseguente manifestarsi di seri problemi di salute.
In generale, comunque, la frequenza di questi disturbi cresce: colpiscono maggiormente pazienti donne e ragazze (ma anche maschi, e in forma piu’ grave), con incidenza maggiore nella fascia di eta’ fra i 14 e i 25 anni, pure se ne sono vittime anche soggetti piu’ piccoli e piu’ anziani, con casi di pazienti di eta’ fino a 60 anni. Anche l’Organizzazione mondiale della sanita’ ormai le considera malattie ed e’ riconosciuto che la loro diffusione e’ favorita da aspetti culturali e mediatici, tra cui la pubblicita’ per la magrezza e modelli di salutismo, miti nello sport, nella danza e nel mondo dello spettacolo. Queste patologie, oltre a causare grande sofferenza fisica e psichica e gravi difficolta’ per le famiglie, portano complicanze mediche e psicologiche rilevanti fino al decesso nel 4-18% dei casi.
Vero e’, spiega l’Ausl modenese, che il percorso dedicato, intensivo e appropriato consente oggi la guarigione fino al 60-70% dei casi, a differenza di 10 anni fa quandi il successo era sotto il 50%. A Modena, non a caso, l’Ausl ha attivato gia’ da tre anni un e’quipe per i disturbi del comportamento alimentare, che ha sede al Nuovo Ospedale S.Agostino-Estense. Ne fanno parte medici e nutrizionisti dell’ospedale e del dipartimento di salute mentale.
Il team si riunisce una volta alla settimana, esamina i casi dei pazienti, effettua la diagnosi e propone il programma terapeutico interdisciplinare. In questo modo fino a oggi sono stati presi in carico circa 70 casi all’anno. Anche in virtu’ di questo, l’azienda ha organizzato un convegno che si terra’ domani e che e’ dedicato all’approccio interdisciplinare di e’quipe a queste malattie. L’iniziativa, oltre all’aggiornamento sugli aspetti clinici, vuole presentare il nuovo modello organizzativo della Regione Emilia Romagna per la diagnosi e la terapia. L’obiettivo infatti e’ attivare in tutte le province uno specifico sistema di cura ispirato a linee guida comuni. Il convegno, che avra’ inizio alle 9 e si concludera’ alle 19 nell’auditorium del Centro Famiglia di Nazareth (in via Formigina 319) sara’ aperto dal direttore generale dell’Ausl di Modena Giuseppe Caroli.
