Archive for the ‘relazioni di coppia’ Category

Matrimoni gay in Italia: arriva la sentenza della Cassazione

Dopo giorni di polemiche politiche da medioevo, sui matrimoni gay in Italia si pronuncia la Corte di Cassazione, la quale sancisce che la coppia omosessuale è ‘titolare del diritto alla vita famigliare‘ come qualsiasi altra coppia coniugata formata da marito e moglie.
La sentenza giunge dopo che Suprema Corte si è trovata a dover affrontare il caso di una coppia gay della provincia di Roma che aveva contratto il matrimonio all’Aja nei Paesi Bassi e chiedeva la trascrizione del matrimonio nel nostro Paese.

La trascrizione delle nozze celebrate all’estero non si potrà effettuare in Italia, recita la sentenza, che in compenso mette nero su bianco il fatto che le coppie gay possono, anzi devono godere degli stessi diritti che la legge garantisce a qualsiasi coppia etero.

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Fonte: http://donna.tuttogratis.it

PSICOLOGIA: PER UOMINI DISCUTERE DEI PROBLEMI E’ UNA PERDITA DI TEMPO

Per il sesso maschile discutere dei problemi e’ una perdita di tempo. A dimostrarlo e’ uno studio che sara’ pubblicato dalla rivista Child Development condotto dagli psicologi dell’Universita’ del Missouri di Columbia (Stati Uniti). ”Per anni gli psicologi hanno sostenuto che uomini e ragazzi vorrebbero parlare dei propri problemi, ma che si tratterrebbero per paura dell’imbarazzo o di sembrare deboli – spiega Amanda Rose, coautrice della ricerca -. Ma le risposte che abbiamo ottenuto dai ragazzi suggeriscono, piuttosto, che non credono che parlare dei problemi sia particolarmente utile”. Al contrario, le ragazze credono che discutere dei problemi le fara’ sentire capite, amate e meno sole.

 

Fonte : ASCA

Coppia: la crisi economica aumenta l’infedeltà

Le infedeltà di coppia sono sempre più diffuse, ma non crediate abbia a che fare con la sempre maggiore libertà di cui godiamo o della crisi dei valori tradizionali ,  tradiamo per panico.

Un fenomeno, quello della combinazione stress/crisi di panico, che la psicologa scova anche in fenomeni che generalmente associamo a personalità determinate, magari persino un po’ immorali, come il tradimento. Invece la crisi economica, il precariato, spingono tra le braccia di un’altra persona esattamente come spingono alla depressione

L’Abbandono

La solitudine

erano una volta le zitelle

e zitelle erano le donne che nessun uomo aveva voluto, oppure le donne che, perduto il loro amore, avevano scelto di vivere nel suo ricordo.

ell’immaginario c’erano due tipi di zitelle: quelle segaligne e severe, inacidite dall’invidia e dal livore e quelle ingenue e infantili, tutte trine e merletti, la zia dolce ed affettuosa dei bambini di tutta la famiglia.

Oggi le zitelle sono scomparse, al loro posto ci sono le singles per scelta. Acide o tenere, le donne sole che non si sono mai sposate, sono tutte singles per scelta. E nell’immaginario la single per scelta, è una donna autonoma e indipendente, con una vita divertente e brillante, con la possibilità di spendere, è una donna libera insomma.

ibera di fare cosa? A volte solo di lavorare per vivere, a volte solo di essere sola, a volte di vivere pienamente, dipende dal carattere della persona, dalla sua storia.Ma questi sono gli scherzi dell’immaginario.La libertà da qualsiasi legame o vincolo, questo bene così agognato nel nostro tempo, è come ogni altra cosa una medaglia a due facce, che mi ricorda tanto il vecchio detto: “Chi ha i denti non ha il pane, chi ha il pane non ha i denti.

L’amore ai tempi di Facebook e Twitter

uando ero una ragazzina, i ragazzi e le ragazze invece dell’happy-hour… andavano avanti e indietro per via Montenapoleone, facevano una “vasca”, si diceva così. Ogni paese e città aveva la sua “vasca”: a Bergamo c’era il Sentierone,  in altre città i portici o il sagrato della chiesa, la domenica mattina. Tutti questi andirivieni avevano lo scopo di “farsi vedere” e di “guardare”.
ragazzi, fermi in piccoli gruppi, guardavano le ragazze che andavano avanti e indietro ridendo tra loro, imbarazzate  da quegli sguardi. Erano sguardi “fisici”, che si sentivano sulla pelle, si infilavano veloci tra le pieghe della gonna o della camicetta, se puntavano le gambe, sembrava di essere solo gambe, se ti squadravano, li sentivi giudicanti scivolarti addosso.
arole: pochissime, superficiali, di convenienza, la comunicazione era soprattutto “fisica”, passava attraverso il corpo, era fatta di sguardi, sfioramenti, rossori, risatine, esibizioni. Le emozioni non avevano parole, mute, restavano intrappolate dentro il corpo, niente era dichiarato o svelato con la parola.


ggi invece si clicca, si chatta, ci si incontra nella piazza virtuale, insomma soprattutto si parla, con chi non si sa bene, perché poi incontrarsi è davvero complicato, però si comunica! Non c’è emozione, impressione, desiderio, moto dell’anima che non possa essere analizzato, sezionato, smascherato, dichiarato, “chattato”, spedito via-email.

eduti davanti al computer, a qualunque ora del giorno o della notte, completamente soli, senza vedere o scambiare due parole con nessuno, possiamo comunicare ininterrottamente col mondo intero. Un universo di parole “disincarnate”, completamente avulse, separate, staccate, dai soggetti che le scrivono e le leggono, scomparsa anche la voce, ultimo baluardo dotato di una qualche fisicità legata alla persona in carne e ossa, resta solo il grande dio-comunicazione.


ivinità senza contenuti, perché irrilevanti: chi si venera è l’informazione e non importa quale, chi si adora è la comunicazione e non importa con chi; i suoi sacerdoti sono i grandi “comunicatori”, i nuovi eroi del nostro tempo, che anche se non dicono niente, sono bravissimi, perché lo dicono bene.

Tradire e confessare

tradimento

Negare sempre. Questo prevede il manuale del perfetto traditore. Negare anche quando le corna sono evidenti, negare anche di fronte all’amante, negare anche se colti sul fatto. Basta farlo con convinzione, avere spirito di inventiva, trovare buone scuse. Il tradito, d’altra parte, non aspetta altro che una balla a cui aggrapparsi per poter perdonare e riprendersi il partner. Eppure ci sono persone che, una volta commesso il fattaccio, devono confessare a tutti i costi. Quel peso sulla coscienza, quel segreto così grande, quell’esperienza così forte… Per qualcuno la confessione è il primo passo verso una vera e sincera riunificazione. Imprescindibile. Per altri è solo un modo per sgravarsi la coscienza, un ennesimo atto di egoismo, un modo per ferire (gravemente) il partner. Gli hai fatto le corna? Almeno abbi la decenza di tenertelo per te.

Per tutte quelle che non hanno un’amica con cui confidarsi o che vogliono a tutti i costi confessare il proprio tradimento, c’è un sito apposta: Cheatconfession.com, per evitare di procurare un dolore all’amato. Nato per raccogliere le rivelazioni anonime di chi ha cornificato, il sito ora raccoglie anche le lacrimevoli confidenze di chi è stato cornificato. Poi c’è la sezione “indecisi”: ho un’occasione d’oro per fare sesso con un altro, che faccio mi ci butto o mi trattengo? E sotto ogni commento lasciato, i lettori possono votare: sì vai e colpisci, oppure no, non tradirlo.

Ma perché le donne tradiscono ? Le testimonianze parlano chiaro: perché si sentono trascurate in primis; poi perché ne hanno voglia, per lussuria, esattamente come avviene negli uomini; per vendetta, dopo essersi prese le corna, le fanno a loro volta per far capire al partner quanto hanno sofferto (siamo sicuri che questo metodo sia davvero “salvacoppia”?); perché si sentono sole o annoiate; e infine perché hanno voglia di sentirsi desiderate e seduttive e non c’è niente come quel brivido lungo la schiena che sa dare un’iniezione di sicurezza. Qua e là, però, ci sono sempre più casi di donne che tradiscono per non mandare a monte un matrimonio dopo aver scoperto che il proprio marito è gay o – peggio – dopo averlo beccato a letto con il suo migliore amico. Uno choc.

Ecco alcune delle storie raccontate da donne che hanno tradito o stanno tradendo i loro uomini. C’è l’insegnante di scuola materna che si è ritrovata tra le braccia di un papà: «Quando lui mi ha infilato le mani sotto la gonna non o saputo resistere. È così passionale! Come faccio a rinunciare a lui? Ormai è una droga. Una volta lo stavamo facendo in classe doposcuola e ci hanno quasi beccati». C’è la studentessa che è andata qualche mese a fare un’esperienza all’estero e ora si sta per sposare con il cornificato: «Quella sera volevo lasciarlo via Skype, ma non c’è l’ho fatta. Così l’ho tradito, ma a mia discolpa devo dire che il rapporto tra noi in quel momento era di stanca. Ora ci stiamo per sposare, pensate che debba dirgli tutta la verità prima delle nozze?». C’è quella che non ha saputo resistere all’ex ma ora è pentitissima: «Il mio attuale fidanzato mi ha aiutata a lasciare il mio ex, che era un violento. L’ho rivisto dopo tanto tempo, doveva restituirmi delle cose mie che aveva ancora e ci sono finita a letto. Mi ha fatto apprezzare il mio attuale uomo un milione di volte, le capacità del mio ex a letto sono pessime. Ora però con il mio amore mi sento una cacca. Che faccio, taccio?». C’è la donna sposata con l’uomo sposato: «Lui ama sua moglie ma non fanno sesso come vorrebbe, io amo mio marito ma il sesso tra noi è una noiosa routine. Così ci siamo trovati e l’intesa erotica tra noi fa scintille. Adoro le e-mail nel cuore della notte, i messaggi, gli appuntamenti settimanali. Che bello sentirsi desiderata da un altro uomo!».

Fonte: Libero.it

Se i tempi di lui non coincidono con i tuoi

Il binomio fa rabbrividire solo a pronunciarlo: eiaculazione precoce. Succede che sotto le lenzuola i tempi di lui non coincidono con quelli di lei, per essere poetici. Succede che lui in pochi secondi arriva all’orgasmo e lei è solo all’inizio, per essere chiari.

Succede che la coppia si allontana, che lui ha paura di fare cilecca un’altra volta ed evita il rapporto sessuale, che lei si sente frustrata, rifiutata, insoddisfatta.

Si tratta di una vera e propria piaga sociale: ne soffre il 20 per cento degli italiani, praticamente un uomo su cinque, e tocca la fascia di età che va dai 20 ai 50 anni, ovvero quella che dovrebbe godere di una vita sessuale più intensa e attiva.

Guarire si può, questo va detto a chiare lettere. Spesso gli uomini, per imbarazzo, tendono a non fare nulla, a pensare che prima o poi la situazione si risolverà da sè, ad attribuire tutto a un momento di stress, a non andare da uno specialista. Errore grosso come una casa.

Cosa succede al corpo di lui

Nell’80% dei casi l’eiaculazione si verifica entro 30-60 secondi dall’inizio del rapporto; nel 20% dei casi tra 60 e 120 secondi. Nel 70% degli uomini l’eiaculazione rimane precoce per tutta la vita se non curata; nel 30% dei casi peggiora con l’avanzare dell’età. «Per comprendere il disagio vissuto dal maschio di fronte ad un problema legato all’eiaculazione, è necessario considerare che si tratta del modo in cui ogni maschio si esprime sessualmente – ha spiegato Vincenzo Gentile, presidente della Sia (Società italiana di andrologia) -. È un disturbo particolarmente complesso che va affrontato con il supporto dell’andrologo, l’unico specialista in grado di valutare l’opportunità di associare tra loro varie terapie, eventualmente avvalendosi anche della collaborazione di uno psico-sessuologo e coinvolgendo il partner sessuale».

Cosa succede a lei

Non raggiunge l’orgasmo, il rapporto sessuale è insoddisfacente, l’incontro di coppia si trasforma in rabbia, frustrazione, delusione. Quando lui poi evita di affrontare apertamente il problema, di chiedere aiuto e di curarsi, lei si sente inevitabilmente ancor più rifiutata. «Quindi non sono abbastanza importante per lui da farsi curare?» si chiede lei. Oppure «Magari ha un’altra donna con cui non ha problemi?».

Come affrontare il problema

Uno studio internazionale condotto in Usa, Gran Bretagna e Italia, ha dimostrato come solo il 9% dei pazienti con eiaculazione precoce consulta il medico.

Risulta quindi evidente come questa condizione, in grado di danneggiare seriamente la relazione di coppia, rimanga per lo più sommersa a causa di evidenti barriere psicologiche, tabù culturali e, soprattutto, disinformazione.

Lo stesso studio evidenzia, nei soggetti affetti dal disturbo, una frequente associazione con condizioni psicologiche di intenso stress, ansia e depressione.

«La frequente associazione della eiaculazione precoce con altre disfunzioni sessuali, quali il calo di desiderio e la disfunzione erettile – ha sottolineato il dottor Bruno Giammusso – conferma la pesante ricaduta psicologica che la precocità eiaculatoria determina nell’individuo e, conseguentemente, nella coppia.

A tal proposito va sottolineato il ruolo della partner nella gestione della patologia, se è vero che una recente indagine ha rivelato come il 75% degli uomini che consulta il medico per un problema di eiaculazione precoce lo fa dietro suggerimento e per iniziativa della partner».

L’informazione corretta

Sebbene sia più informato degli altri europei (ha cercato di saperne di più nel 65% dei casi), e ricavi chiarimenti soprattutto da internet (il 54%), il maschio italiano ritiene ancora erroneamente che l’ep di cui soffre sia solo un problema psicologico e non anche una condizione medica efficacemente affrontabile con nuovi specifici trattamenti farmacologici.

Per questo, solo un terzo dei maschi con ep, in Italia, ha parlato del suo problema con un esperto (28%). Secondo “pe confidential survey”, i maschi italiani con Ep sono addirittura più preoccupati delle loro stesse partner, della soddisfazione sessuale e della stabilità della coppia (il 55% contro il 29%).

Il farmaco più nuovo

Sembra essere efficace e sicuro il primo farmaco che sia stato messo a punto contro l’eiaculazione precoce. Ad annunciarlo sono state le aziende che hanno sviluppato la molecola, la Sciele Pharma della Shionogi Company del gruppo Plethora Solutions Holdings. Il farmaco per ora non ha un nome commerciale ma solo una sigla: PSD502.

I risultati, hanno dimostrato che gli uomini che sono stati trattati con il farmaco cinque minuti prima del rapporto sono stati in grado di ritardare l’eiaculazione fino a cinque volte di più di quelli che hanno utilizzato il placebo. Inoltre, i pazienti e partner in entrambi gli studi hanno riportato miglioramenti significativi in termini di soddisfazione sessuale, e il farmaco è stato ben tollerato.

Il farmaco è una formulazione di due medicinali commercializzati: lidocaina e prilocaina dispensati da un aerosol che va applicato direttamente sul glande. «Si è accertato – spiega Vincenzo Mirone – come il processo dell’eiaculazione sia sotto controllo del sistema nervoso centrale. Alla base agiscono meccanismi neurobiologici mediati da diversi neurotrasmettitori con specifiche competenze.

Tra questi, la serotonina: è in grado di controllare l’eiaculazione e la risposta sessuale maschile. Studi recenti hanno messo in luce l’associazione tra l’Ep e ridotti livelli di serotonina. Pertanto, un aumento di serotonina a livello del sistema nervoso centrale è in grado di inibire l’eiaculazione ritardandola». E questo ruolo è affidato, nel farmaco ora disponibile anche sul mercato italiano, alla dapoxetina, molecola in grado di agire sulla produzione di serotonina. Aumentandola.

Da chi farsi aiutare?

Da uno specialista sicuramente. Da un urologo innanzitutto, per stabilire insieme se si tratta di un problema più fisico o psicologico, più temporale o protratto. Poi da uno psicoterapeuta, individuale o di coppia, per cancellare il disagio. Infine dalla propria partner, nel momento dell’incontro utilizzando preservativi ritardanti (ne esistono molti in commercio) e praticando la tecnica “stop & go”.

Ovvero interrompendo il rapporto ogni volta che lui sente di essere vicino a non sapersi più controllare. Per aumentare i tempi di durata.

Quando è solo veloce e quando davvero precoce?

«Di solito la durata media di un rapporto è stima tra i tre e i sette minuti – ha precisato il direttore della Clinica urologica dell’Università di Cagliari Antonello de Lisa – e si può parlare di EP quando si scende sotto il minuto o, appunto, quando l’eiaculazione arriva prima della penetrazione.

Il problema, com’è comprensibile, non riguarda solo il singolo, che si sente inadeguato, ma si estende anche alla vita di coppia. Se escludiamo i casi in cui la patologia è dovuta a disfunzioni fisiche, come infiammazioni o accentuata sensibilità, in 8 casi su 10 le cause sono di tipo psicologico e il soggetto sarà quindi trattato con terapie psicocomportamentali.

Nei casi più gravi, invece, si passa all’uso del farmaco che aiuta il paziente ad avere una prestazione considerata standard». Viene spesso sottolineata l’importanza di un costante contatto tra pazienti e specialisti, «non solo per l’efficacia del trattamento, ma anche perché riteniamo – ha detto De Lisa – che la patologia sia sottostimata.

Per questo, anche alle minime avvisaglie, è importante parlare con uno specialista, sia esso un andrologo o urologo». Uomo avvisato…

Fonte : Libero News

Sono gay e mia moglie non lo sa

C’è chi non riesce a dirlo e chi non vuole, chi si reprime e chi vive la propria sessualità di nascosto. Non sono pochi gli uomini che non riescono a confessare alla propria partner (moglie o convivente che sia) di essere gay. Ecco le loro storie

«Io sono gay da sempre eppure riesco anche a fare il marito. A 40 anni sono ancora talmente bello da potermi permettere una relazione sessuale stabile con un ragazzo di 19 anni senza pagarlo.

E spesso mi capitano scappatelle con altri under 30, in qualche caso sposati a loro volta. Quando mi guardano le donne non le contraccambio.

Non le illudo perché non mi attraggono mai. Mi basta mia mogle, che può stare tranquilla e che amo più come una sorella. Una persona importante che mi ha dato 2 splendidi figli.

È vero che lei non immagina i miei gusti sessuali ma non è mica l’unica! Buona parte delle mogli e delle fidanzate non immaginano che il loro uomo può scindere il sesso dall’amore. Usciamo dalla chimera dell’amore stabile e sereno. Sono soltanto favole».

Una testimonianza a muso duro, aperta e sincera fino a fare male. Questo è il racconto di Luigi, un nostro lettore che ci ha inviato la sua storia qualche tempo fa. E non è l’unico uomo (marito, convivente, fidanzato, scegliete voi l’etichetta adatta) a condurre una vita apparentemente etero e assere in realtà omosex.

Lo vuole la società, oppure è la paura di uscire allo scoperto. Fatto sta che in tanti si trovano una moglie, mettono su casa e magari pure famiglia e poi conducono una vita segreta, fatta di rappori sessuali occasionali con altri uomini o di relazioni più o meno stabili.

In questo modo nessuno è costretto a fare coming out, nessuno è costretto a prendere atto, nessuno soffre (o almeno così si cerca di far credere). Insomma, molte donne si ritrovano un marito gay senza saperlo. Perché? Ce lo spiega bene Gio, regalandoci la sua storia: «Nessuna donna potrà mai soddisfare un uomo come potrebbe fare un altro uomo. L’uomo è più perverso e sessualmente attivo della donna (inutile prendersi in giro).

È un gioco sottile, tanto più appagante quanto più vi si cela il segreto. Bigottismo e divieti non alimentano il timore ma stimolano assai più il desiderio di fare.

Sono un giovane 28enne e parlo con esperienza. Ho avuto rapporti ed esperienze stupende SOLO con uomini sposati, insospettabili padri di figli».

Conferma Marco: «Io son sposato con figli, non son felice con la moglie, da un anno non abbiamo rapporti. Sin da piccolo ho sempre avuto attrazione per gli uomini anziani.

In questa fase di crisi, ho voluto mettere in atto la fantasia (prima era saltuaria, ora predominante..) un paio di volte. Almeno mi son tolto lo sfizio. Prefersico riprendere con mia moglie,e mantenere rapporti amicizia con queste persone, alcune sposate con figli».

Insomma, è quasi come se non si trattasse di essere gay 24 ore al giorno, ma solo saltuariamente. Per questo si mente alle mogli. «Nulla di nuovo, è la pura realtà… Anche se, a volte, siamo troppo ipocriti per ammetterla» chiosa Paolo. Alcune donne vivono ignorando completamente “il vizietto” del marito.

Altre intuiscono o scoporono e tacciono, come ci racconta Marcobsx: «Gli etero sono pura fantasia, non esistono. Io faccio sesso con altri mariti come me, è molto bello, siamo in tantissimi per fortuna. Le donne stiano zitte, ne conosco tante sposate che hanno l’amica del cuore e di letto. Quanta ipocrisia, godetevi la vita che è meglio per tutti».

Tacere e sorvolare dunque?

O scoperchiare tutto e farla finita?

Commento della dott. D. Grazioli

Le confidenze raccolte in questo articolo mi offrono lo spunto per un paio di  osservazioni su alcune delle affermazioni fatte.

“L’uomo può scindere il sesso dall’amore. Usciamo dalla chimera dell’amore stabile e sereno. Sono soltanto favole.”

Credo che anche molte donne allo stesso modo di molti uomini possano scindere il sesso dall’amore. Il sesso è una pulsione, l’amore un sentimento, uniti danno luogo a una relazione con l’altro, da solo, il sesso  da luogo a una scarica e a un godimento dove l’altro è ridotto a oggetto di consumo, non esiste come individuo..

In questo caso il gay è uguale all’etero che frequenta abitualmente le prostitute, ambedue vivono la loro sessualità come un’imperiosa esigenza rivolta ad ottenere un godimento che prescinde dallo scambio con l’altro. Piacere monadico, solitario simile alla masturbazione.

Credo , che il bisogno e il desiderio profondi di un uomo, non importa  se gay o etero, sia quello di avere una relazione, con una donna se etero,  con un altro uomo se gay, come appunto le lotte per i pacs e i matrimoni gay testimoniano.

“Gli etero sono pura fantasia, non esistono.”

Forse. E’ possibile che anche per l’etero più convinto esista al mondo un uomo capace di farlo vibrare e risvegliare la sua parte omosessuale, allo stesso modo il medesimo “accidente” può  capitare anche al gay più ostinato

Nell’uomo,  affetti,  sentimenti,  tendenze sono  intimamente legati ai propri opposti, così nell’amore si annida l’odio, nella vendetta il perdono etc..

Formano coppie più o meno stabili, in alcuni casi un membro della coppia si manifesta ed esprime apertamente, mentre l’altro dorme e sembra non esistere fino a quando circostanze, eventi particolari non lo risvegliano dal suo letargo,  in altri casi si mescolano e alternano sulla scena della vita dell’uomo.

In Italia un omicidio in famiglia ogni 2 giorni

Matrimonialisti, situazioni non risolte uccidono piu’ di mafia

- L’Italia è prima in Europa per gli omicidi in famiglia (in media uno ogni due giorni) e nei casi di separazione e divorzi l’assegnazione della casa è la causa scatenante di litigi, anche violenti. E’ l’allarme che lancia oggi l’associazione degli avvocati matrimonialisti, commentando quanto avvenuto nel mantovano e sottolineando che le vicende matrimoniali, allorché sfociano in insanabili contrasti, possano produrre fatti di sangue ancora più plateali ed eclatanti di quelli prodotti dalla malavita organizzata. In Italia – secondo i matrimonialisti che citano i dati del criminologo Vincenzo Mastronardi – si consuma un omicidio in famiglia in media ogni 2 giorni, 2 ore, 20 minuti e 41 secondi.

Il movente è passionale nel 25,9% degli omicidi; seguono contrasti personali nel 21,8% dei casi, i disturbi psichici nel 16,15% dei casi, le liti per l’assegnazione della casa coniugale nel 15% dei casi, le ragioni economiche (assegni di mantenimento o restituzioni di somme) nell’8% dei casi. Si registra sempre di più un movente legato a fattori economici e soprattutto all’assegnazione della casa coniugale che oggi sta per diventare il vero “pomo della discordia”, ancor di più di quello dell’affidamento e della gestione dei figli. Le nuove povertà prodotte dalla separazione e la lunghezza insopportabile dei processi sono altre ragioni che contribuiscono a determinare le stragi familiari. “Il trend – dice il presidente nazionale dell’associazione, Gian Ettore Gassani – è destinato ad aumentare in proporzione all’aumento di separazioni e divorzi.

Troppe volte le coppie in crisi sono lasciate al loro destino in un momento, come quello della separazione o divorzio, che rappresenta per molti un lutto di difficile sopportazione ed elaborazione. Nel 30% dei casi le separazioni sono accompagnate da reati intrafamiliari, molti dei quali sfociano successivamente in gesti estremi. Gli italiani, a differenza della stragrande maggioranza dei cittadini stranieri, vedono nella separazione una vergogna o un affronto, molte volte da lavare con il sangue e giammai come una scelta di vita o un rimedio. I reati intrafamiliari (maltrattamenti e abusi) nel 60% dei casi sono prescritti o quando vi è condanna viene inflitta al colpevole una pena del tutto simbolica”.

Secondo Gassani, “esiste una generalizzata consapevolezza di quasi totale impunità quando i reati vengono commessi all’interno della mura domestiche, molto simile a quella dei reati commessi all’interno degli stadi. Occorre potenziare i centri antiviolenza ed introdurre, specie nelle separazioni più conflittuali, percorsi di mediazione familiare e/o l’ausilio di psicoterapeuti della coppia specializzati nella prevenzione delle violenze familiari”. Anche perché “forme di violenza verbale all’interno della vita matrimoniale non devono e non possono più essere sottovalutate. Nel 65% dei casi di omicidio o strage in famiglia vi erano stati già pericolosisegnali di violenza o minacce, negligentemente sottovalutate da chi di dovere”, conclude Gassani.

COMMENTO della dott. D. Grazioli

L’inconsapevolezza e l’incapacità di gestire le proprie emozioni è una bomba sempre pronta ad esplodere