Archive for the ‘psicoterapia’ Category

Prendiamo il toro per le corna Capitolo 3

Ogni giorno che passa diventate sempre più consapevoli di che cosa è fatta la vostra paura, da dove viene, a che cosa si collega come si annuncia.

combattiamo la paura

Da nemico ignoto ed oscuro si trasforma a poco , a poco nel nemico di cui conoscete e prevedete le mosse.

Comprendete che cosa vi accade quando per esempio lei/lui è arrabbiato con voi (ansia da separazione), oppure quando vi trovate di fronte a un nuovo compito (ansia da prestazione). Aspettate le emozioni e le sensazioni che ad una  ad una incominceranno a crescere a dismisura dentro di voi, sono tutte “brutte” e angoscianti, ma sapete anche che se state “ferme”, se non andate “oltre” col pensiero, passano, si allontanano e si porteranno via la nebbia e l’ansia che vi avvolge.

Complimenti! Avete vinto la prima battaglia.

Psicoterapia – Attacchi di panico – Video

IL VIAGGIO

Il viaggio a lieto fine nella terapia

Non ricordo esattamente come e quando sono giunta nel suo studio, ma ho ben ferme nella mia memoria le sensazioni dell’incontenibile ansia, dello sconforto, della paura, ed il senso di non farcela a contenere tutti questi stati d’animo, che nelle prime sedute mi invadevano e  opprimevano.

In seguito si sono placate ed io ho incominciato il mio “viaggio”, sì perché per me i nostri appuntamenti settimanali sono state le tappe di un lungo  viaggio, fuori e dentro di me,  la cui  meta, all’inizio oscura ed ignota, è stata la scoperta di me stessa, la consapevolezza dei miei limiti, il capire come smettere di farmi del male, il riconoscimento delle mie esorbitanti emozioni, l’imparare a contenerle, a conviverci e a trasformarle in un momento di crescita per me e per chi mi è vicino.

La parte più faticosa, è stato l’inizio,  decidere di intraprendere  questo cammino e   riuscire ad avere abbastanza fiducia in lei da sceglierla come compagna di avventura, poi è diventata la mia “bussola interiore”, il mio “navigatore satellitare” che a poco a poco mi portava a scoprire la mia forza segreta.

Ogni nostro incontro, o meglio ogni tappa del viaggio, era  un percorso semplice e preciso, io parlavo e raccontavo i miei stati d’animo, le mie paure, le scoperte che facevo dentro di me e nei rapporti con le persone a cui voglio bene. Alcune volte mi sembrava un’inutile  perdita di tempo, ma poi alla fine tutto appariva più chiaro,  e capivo quello che mi stava accadendo.

Ogni ostacolo da affrontare, ogni cancello da aprire erano allo stesso tempo momenti di gioia e dolore, la vittoria si confondeva con la sconfitta e la sconfitta con la vittoria , comunque  erano sempre momenti  di  evoluzione interiore.

Man mano i nostri incontri sono diventati degli appuntamenti, piacevoli, aspettati, dai quali uscivo rinfrancata, come fossero dei bagni di fiducia, tranquilla  nuotavo nella vasca del mio “Io” più profondo senza alcuna fatica, con assoluta naturalezza.

Quando razionalmente pensavo alla trasformazione che avveniva dentro di me, mi dicevo. “non è possibile, dove è andato tutto il tuo conformismo, il tuo perbenismo… come è bello e prezioso quello che vai scoprendo e che per anni è stato  nascosto e sedimentato  dentro di te” e una sensazione di leggerezza accompagnava le mie giornate.

Quando ho incominciato a  prendere coscienza delle  scelte affettive fatte per comodità e sicurezza è stato dolorosissimo, sconvolgente, ma il suo modo di tenermi per mano  ha fatto sì che piano, piano le mie crisi d’ansia si dissolvessero.

Non so se  siano completamente scomparse, se mai le riproverò, se sono in agguato dietro l’angolo delle mie insicurezze ancora presenti, ma so, con assoluta certezza, che ora  ho la ricetta per contenerle, ho la mappa con il percorso da seguire per uscire da quegli stati d’animo che prima mi sembravano invivibili insopportabili.

In alcune sedute avevo l’impressione che la mia vita  fosse come un tappeto che io  guardavo dal retro: vedevo così un insieme di nodi e fili ingarbugliati tra loro.

Mi sembrava che invece lei vedesse con chiarezza il tappeto, nei suoi disegni, colori e sfumature e sapientemente, un po’ alla volta, con molto tatto e delicatezza li faceva scoprire anche a me.

Ho il ricordo di alcune sue “frasi-pietre miliari” che nei momenti bui mi hanno sostenuto, come ad esempio “ resistere è vincere” ed io imparavo “ l’attesa”.

Nel tempo, senza che me ne accorgessi, nasceva  in me la consapevolezza di poter iniziare a camminare  da sola, solo piccole tappe, prendevo fiato  e poi,  mi fermavo per parlarne con lei. In seguito abbiamo deciso che potevo  provare a correre.

Così, proprio io, che per anni avevo zoppicato tra anoressia affettiva e costante senso di inadeguatezza , mi sono messa a   correre, a stare dentro la “vita”.

I miei pensieri non erano più recriminatori, pessimisti e negativi, ma proiettati verso il futuro e nei nostri incontri non parlavo più del passato, ma del presente. E’ cambiato anche   il mio modo di rapportami agli altri.  Mi sento davvero una persona migliore, riesco a contenermi, a far sì che le emozioni e l’ansia non mi devastino e annientino come un tempo e, sorpresa delle sorprese, sono addirittura in grado di essere un momento di tranquillità e rassicurazione per chi mi  avvicina, non più solo  adrenalina ed energia pura.

Come in ogni viaggio che si rispetti conservo delle fotografie: sono le immagini dei traguardi di volta, in volta raggiunti,  in cui a fatica sono riuscita insieme a lei, a scollinare il mio orgoglio, il mio rancore, le mie paure, il mio ottuso conformismo e a raggiungere i  tramonti romantici dei miei sentimenti più veri.

Prendiamo il toro per le corna. Capitolo 2

Non facciamoci pervadere dall'ansia. Combattiamola

Ci sono momenti in cui la vostra ansia/paura è tutto, invade ogni fibra del vostro corpo e ogni angolo della vostra mente, in questi momenti non si lascia cogliere ed osservare, è lei, la padrona.
Ma poi ci sono tanti altri momenti in cui si acquieta, si addormenta, in questi momenti la potete affrontare, fatela uscire allo scoperto e “tenetela” nella vostra mente, “pensatela”, passate in rassegna che cosa vi spaventa e terrorizza dell’abbandono per esempio, o della brutta figura, o
di che altro vi angoscia.

Che significato hanno per voi queste cose, di che cosa sono fatte, quali emozioni, pensieri, sensazioni? Ne avete fatto davvero esperienza, cioè siete stati abbandonati, o ferocemente criticati, o sono solo fantasmi che abitano la vostra mente?

In quali situazioni vi sentite abbandonati o esposti, nudi agli occhi degli altri?

Adesso i padroni siete voi, la “paura” è prigioniera nella vostra mente che la ispeziona e viviseziona.

Depressione: pillole o parole

Depressione

In un articolo apparso su “Dica 33” viene riportato il risultato di uno studio effettuato  su oltre seimila pazienti  che evidenzia come la psicoterapia sia un trattamento valido contro la depressione, al pari di un farmaco ed efficace anche sui pazienti ai quali gli antidepressivi non portano a risultati.

Il commento più adeguato a tale notizia, mi sembra un antico insegnamento cinese che dice  che  un pensiero, un’idea può dare origine a un comportamento, un comportamento può diventare un’abitudine e più abitudini formano un “carattere”.

E’ proprio così una pillola può risolvere un sintomo, ma non potrà mai cambiare un “carattere” nei suoi aspetti disfunzionali  di cui i sintomi sono il segno.

Il “carattere” potrà cambiare invece attraverso uno scambio, una cura di “parole” e affetti, quale è la psicoterapia, perché attraverso tale relazione  nasceranno idee che diventeranno comportamenti….

Stress da lavoro: come si dovrà scoprirlo

MILANO – Carichi di lavoro e ritmi troppo pesanti, il capo che non dà un attimo di tregua, l’ansia di fare tutto in poco tempo e, magari, come se non bastasse, anche la paura di perdere il posto. Prima o poi alla maggior parte di noi è capitato di sentirsi “sotto stress”: non per questo siamo tutti malati. Ma le continue tensioni che s’insinuano tra scrivanie e catene di montaggio possono alla lunga minare la salute psicofisica. E se non si riesce più a reggere un’intensa pressione o si reagisce in modo insolito in una particolare fase della vita, ci si può ammalare di stress da lavoro. Nel nostro Paese ne soffre più di un lavoratore su quattro, secondo l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.

da Corriere.it Leggi l’articolo completo qui

Adolescenti e videogiochi : il gioco ossessivo provoca depressione ed ansia

videogiochi causano depressione e ansia?

Sono tantissimi gli adolescenti, e non solo, che trascorrono ore ed ore davanti ai videogiochi. Altrettanto numerose sono le ricerche che si susseguono da quando il videogioco è diventato un vero e prorio fenomeno culturale di massa. L’ultima, americana, è stata guidata da Douglas Gentile della Iowa State University e pubblicata sulla rivista ‘Pediatrics’. In base a questo studio, esiste una relazione tra videogiochi e depressione ed ansia.

In particolare, lo studio ha coinvolto 3mila ragzzi per circa due anni ed è arrivato alla conclusione che il gioco ossessivo, ‘patologico’, come si legge sul ‘New York Times’ online, è legato all’insorgenza di sintomi di depressione, ansia, fobie sociali nonché ad un calo del rendimento scolastico. Gli adolescenti che hanno dei problemi possono facilmente rifugiarsi nel gioco che, a sua volta, può aumentare l’isolamento. Dovrebbe essere compito dei genitori regolare l’uso dei videogiochi da parte dei loro figli e capire quando il gioco rischia di diventare un’ossessione.

Fonte : italia-news.it

Commento della D.sa Grazioli

Lasciamoli crescere

Lasciamoli crescere e facciamo un passo indietro, è normale che gli adolescenti cerchino sempre più tempo per stare soli o fuori casa, ed è normale che gli adulti, tutti gli adulti genitori compresi, divengano il nemico da sconfiggere, da provocare, l’antagonista per eccellenza che permette al bruco di diventare farfalla.

Il videogioco, la wii, facebock eec ecc altro non sono che il diario segreto dei nostri tempi, la televisione con i telefilm demenziali, le cuffiette con la musica a palla che ci iniettavamo la sera o il pomeriggio chiusi nella nostra stanza, le telefonate fiume con l’amica del cuore: sono gli strumenti di transito per l’evasione, per l’identificazione con il gruppo, per la condivisione, per il modello più o meno corretto da seguire e imitare.

E allora facciamo un passo indietro: smettiamo di giudicare e sentenziare, ma osserviamo, vigiliamo, dedichiamo tempo e soprattutto ascoltiamo.

Il gioco in sé non porta all’isolamento e alla depressione, l’adolescente si isola per crearsi i suoi mondi le sue storie, le sue realtà.  La depressione nasce quando, “bambini”, si è lasciati nella solitudine e ancora non si hanno gli strumenti necessari ad elaborarla.

Non si può formare e consolidare, allora, quel “nucleo caldo” che è la miglior difesa contro la depressione, quel “nucleo caldo” che sarà il posto al quale l’adolescente saprà di poter far ricorso nei momenti di tristezza e/o difficoltà.

Depressione, se farmaco non va meglio la psicoterapia

Depressione

La cosiddetta terapia della parola, è un trattamento valido contro la depressione, al pari di un farmaco, ed efficace anche sui pazienti sui quali gli antidepressivi non portano a risultati. Lo dimostra una revisione di studi clinici condotti globalmente su oltre 6000 pazienti, pubblicata sul Journal of general internal medicine.

La terapia della parola consiste in un percorso con lo psicoterapeuta in cui il paziente racconta le proprie ansie, le fonti di stress e insieme allo psicoterapeuta riesce a ricomporre le situazioni ed a lavorarci sopra, correggendo gli atteggiamenti negativi. Il coordinatore della ricerca Ranak Trivedi della University of Washington School of Public Health, ha spiegato che è stata usato con successo sui soggetti su cui i farmaci non hanno fatto effetto.

A differenza di un farmaco, non ha effetti collaterali e, sempre a differenza di un antidepressivo che spesso deve esser preso a vita dal paziente, a un certo punto si può interrompere.

Fonte : dica33.it

COMMENTO  DELLA D.SA GRAZIOLI

Un’antica storia cinese insegna che un pensiero, un’idea può dare origine a un comportamento, un comportamento può diventare un’abitudine e più abitudini formano un “carattere”.

Ora una pillola può risolvere un sintomo, ma non potrà mai cambiare un “carattere” nei suoi aspetti disfunzionali di cui i sintomi sono il segno.

Potrà cambiare invece attraverso uno scambio, una cura di “parole” e affetti, quale è la psicoterapia, perché attraverso tale relazione nasceranno idee che diventeranno comportamenti……

Psicoterapia: chi scegliere?

La scelta dello psicoterapeuta

Quando una persona decide di consultare uno psicoterapeuta o intraprendere una psicoterapia, quasi sempre si trova di fronte al difficile problema di quale terapeuta scegliere e  di quale orientamento.

La decisione  è importante: chi andrà bene per me, quale tecnica e teoria è più adatta a risolvere il mio problema?. Non posso permettermi di sbagliare, sto per fare un investimento in termini di tempo, denaro e fatica non indifferente.

Come fare, a chi chiedere?

In effetti il panorama delle scuole e delle terapie psicologiche è estremamente variegato ed è difficile  per chi non è del settore orientarsi tra tutte le voci presenti nel campo della salute mentale.

Prima di tutto è assolutamente necessario consultare l’elenco degli psicoterapeuti iscritti all’ordine degli psicologi o dei medici per essere sicuri di  rivolgersi a un terapeuta la cui  preparazione,  competenza e professionalità siano garantite. Non è, infatti, possibile iscriversi all’Ordine se non si hanno i titoli di studio richiesti, se non si è fatto un tirocinio adeguato e, superato l’esame di stato che abilita all’esercizio della professione.

Fatto questo, scegliete pure senza paura,  vi spiego perché.

Un fattore determinante per il successo di una psicoterapia, a qualunque indirizzo teorico appartenga, è la forza dell’alleanza terapeutica,  elemento indispensabile in qualsivoglia psicoterapia .  Numerosi studi e ricerche sull’efficacia di psicoterapie appartenenti a indirizzi teorici diversi, hanno  rilevato  come la natura dell’alleanza terapeutica che si stabilisce nella fase iniziale della terapia, sia probabilmente il miglior fattore predittivo circa l’esito della terapia.

Ora l’alleanza terapeutica  nasce solo nell’ambito  di una relazione terapeutica, deve avere cioè  precise e specifiche caratteristiche, tuttavia per quanto particolare possa essere  è pur  sempre una relazione, cioè un incontro tra due persone.

E un incontro tra due persone, anche se ben definite nei rispettivi ruoli e nello spazio e nel tempo che possono condividere, è  in ogni caso l’ incontro tra due sensibilità e personalità.

Ogni psicoterapia, di qualunque tipo sia,  richiede che si stabilisca tra i due  protagonisti, una relazione calda e sincera, che è il contenitore necessario allo svolgersi del processo terapeutico, in sua assenza infatti non può esservi alcuna terapia.

Se le cose stanno così, le personalità e le particolari sensibilità del terapeuta e del paziente, elementi ineliminabili, non sono indifferenti, ma entrano di peso nel determinare la qualità della relazione e perciò l’efficacia della terapia

Il terapeuta deve essere visto, sentito, vissuto, dal paziente come qualcuno che ha a cuore la sua situazione, qualcuno che non giudica e che si impegna insieme a lui nella comprensione del significato dei suoi sintomi. Se ciò accade,  la relazione evolve, il paziente  impara ad avere fiducia nel terapeuta anche rispetto ai suoi sentimenti più intimi e privati, si sente accolto.

Sono così gettate le basi dell’alleanza terapeutica e il cammino può incominciare.

Tutto questo discorso per dire che dopo essersi assicurati sulla serietà e professionalità del terapeuta, si può scegliere in base ai più diversi criteri, come il costo delle sedute, la vicinanza a casa o al lavoro, l’orario o altro ancora, perchè ciò che conta sarà la qualità della relazione che si stabilirà con il vostro terapeuta, e questo non dipende solo dalla sua capacità, esperienza e “bravura”, ma anche dal suo particolare modo di essere  la persona che è.

In altre parole la psicoterapia, oltre che essere una teoria da cui discende una pratica, teoria e pratica comunicabili, è anche un’arte, è cioè un’espressione assolutamente personale di chi la esercita.

Perciò non abbiate paura di sbagliare, perché nel giro di poche sedute avrete modo di capire e “sentire” se chi avete scelto  va bene per voi, e lo capirete perché se va bene, in breve tempo il vostro terapeuta  diventerà una persona importante del vostro mondo interno, un costante punto di riferimento che anche quando non c’è, sentirete al vostro fianco nel cammino  intrapreso.

di Daniela Grazioli

Psicoterapia : perchè sceglierla