Archive for settembre, 2010

Gay: Polverini lancia campagna informativa contro omofobia

‘Condanno assolutamente questi atti di intolleranza ma siccome sono presidente di questa regione non posso limitarmi a condannare. Stiamo gia’ lavorando con le associazioni degli omosessuali, abbiamo sostenuto la loro linea diretta per chi vuole appunto comunicare una situazione di disagio. Dobbiamo insieme alle forze dell’ordine evidentemente guardare e sorvegliare meglio il territorio ma soprattutto mi faro’ carico di coinvolgere i sindaci e i presidenti delle Province perche’ intendo mettere in campo anche una campagna informativa importante che passi sia attraverso canali normali di pubblicita’ ma anche io credo indirizzata alle scuole”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, a margine dell’assemblea annuale dell’Acer.

”Su questo – ha aggiunto – mi faro’ carico di contattare nei prossimi giorni appunto sindaci e presidenti di Province. La situazione e’ troppo grave nella nostra regione perche’ ormai questi casi accadono quasi quotidianamente. La presenza mia del sindaco di Roma e del presidente della Provincia sabato scorso al Gay Village andava in questa direzione. Bisogna dare segnali positivi, bisogna mettere in campo strumenti innovativi”.

Fonte : Libero-news.it

Stress da primo giorno di scuola per genitori ansiosi

Stress da primo giorno di scuola? Si’, ma per i genitori. Mamme e papa’ sono “ansiosi piu’ dei figli, e possono compromettere il loro giusto inserimento in classe. La famiglia, infatti, conta tantissimo nelle capacita’ dei bambini di ambientarsi, soprattutto in prima elementare. E il primo giorno di scuola lascia il segno”. Lo dice Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, presidente dell’Eurodap, Associazione europea disturbi da attacchi di panico.

“Oggi, nella maggior parte dei casi, i genitori seppur adulti sono incapaci di controllare le loro ansie. Vivono il primo giorno di scuola dei figli con agitazione, preoccupazione – dice l’esperta – Cosi’ inconsapevolmente spaventano il figlio dicendogli di stare attento, di ubbidire alla maestra. Cosi’ il bambino vive il primo giorno di scuola con tensione, arriva in classe irrigidito. Ha paura del confronto con i compagni e crede che l’insegnante sara’ severa, che li giudichera’”, afferma la Vinciguerra.

“Il bambino comincia a vivere la scuola come un qualcosa di troppo grande per lui, difficile da sostenere – continua la psicologa, anche direttore dell’Uiap, Unita’ italiana attacchi di panico, presso la Paideia di Roma – e vivra’ probabilmente un inserimento non semplice. Tutto questo nella maggior parte e’ dovuto all’ansia dei genitori. Puo’ accadere che i figli sentano troppo il peso delle aspettative di mamma e papa’ rispetto alle loro prestazioni e ai comportamenti a scuola e non si sentano all’altezza”.

Fonte : DirettaNews

Lavorare fino alla morte, per lui raddoppia rischio cuore

Schiavi della scrivania, ‘costretti’ dal lavoro a rinunciare a ogni forma di attività fisica? Occhio, perché in questo modo si rischia letteralmente di uccidersi di lavoro. Per gli uomini pigri, che lavorano troppo a lungo, raddoppia infatti il rischio di morire per un problema al cuore. L’allarme arriva da uno studio danese, condotto analizzando i dati di oltre 5mila uomini dai 40 ai 59 anni, che lavoravano per 14 compagnie diverse. La loro salute e le loro abitudini a livello di attività fisica sono state monitorate per oltre 30 anni. Secondo la ricerca, pubblicata su ‘Heart’, gli uomini pigri che lavorano oltre 45 ore a settimana presentano un rischio di incappare in cardiopatie killer che è più del doppio rispetto a quello di coetanei ugualmente pigri, ma anche meno stakanovisti. A conti fatti, pero’, l’attività fisica sembra cruciale per la salute maschile, dal momento che per gli uomini più sportivi i rischi legati al superlavoro si azzerano. Nel corso della ricerca, spiegano gli studiosi del National Research Center for the Working Environment danese, si sono registrati 587 decessi per malattie cardiovascolari. Ebbene: i più pigri sono risultati a maggior rischio, specie se lavoravano molte ore al giorno. Dallo studio è emersa però una buona notizia per gli appassionati di fitness. Gli uomini più sportivi sono risultati meno a rischio di morire sia per cause cardiovascolari, che per altri motivi. E questo anche se lavoravano tantissimo. Anche quelli moderatamente attivi hanno mostrato una sorta di protezione in più, rispetto ai ‘colleghi’ scrupolosi in ufficio, ma allergici agli sport. Insomma, secondo i ricercatori sembra proprio che il lavoro, anche quello intellettuale, comporti un aumento del ritmo cardiaco e della pressione. Insomma, mette a dura prova la salute di cuore e vasi. Ma per chi fa molto fitness gli effetti negativi delle ‘maratone’ in ufficio si riducono drasticamente fino ad azzerarsi, mentre l’organismo recupera prima. Così i lavoratori più sportivi sono anche meno stanchi, irritabili e dormono meglio.

Fonte : AdnKronos

Depressione post partum anche per i neo padri

depressione post partum anche per i papà?

La depressione post-partum non e’ solo ‘donna’ ma ne soffrono anche i papa’: un padre su cinque prova almeno un episodio di depressione soprattutto nel primo anno di vita del bambino.

Le madri comunque restano le piu’ sensibili alla patologia: ne soffre una su tre. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista ‘Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine’, secondo cui il rischio persiste per entrambi i genitori fino a che il piccolo non abbia compiuto i 12 anni d’eta’.

I ricercatori hanno monitorato 86.957 famiglie tra il 1993 e il 2007, ed e’ emerso che nel periodo che va dalla nascita di un figlio ai suoi 12 anni, ben 19.286 madri hanno sofferto di un totale di 25.176 episodi di depressione, e 8.012 padri di un totale di 9.683. Il tasso di depressione era del 7,53 per cento l’anno tra le madri e del 2,69 tra i padri.

Il periodo piu’ a rischio e’ il primo anno di vita del bambino in cui il 13,93 per cento delle madri e il 3,56 dei padri fa esperienza di depressione.

Tra i fattori che possono aumentare il rischio di problemi psichici, i ricercatori del Medical research Council di Londra segnalano condizioni di particolare disagio, come quelle dei baby-genitori o di coloro che hanno pochi strumenti di sostegno economici e sociale alle spalle

Fonte : Agi.it

Milanesi con l’ossessione dello shopping

Dipendenza da Internet, gioco d’azzardo, shopping compulsivo e ossessione per il sesso: sono queste le nuove “addiction” che affliggono gli italiani. “La fascia di età più esposta al rischio di sviluppare questi disturbi comportamentali ed emotivi è quella compresa tra i 14 e i 45 anni e ad essere maggiormente colpiti sono gli uomini”, spiega lo psicologo Stefano Benemeglio (www.ipnosibenemeglio.com), autore di numerosi studi sul comportamento umano già a partire dagli Anni Sessanta, nonché fondatore dell’onlus Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche (www.accademianalogica.com).

“Le sfaccettature del disturbo -prosegue lo psicologo- sono molteplici: c’è chi si fa travolgere da Internet fino a diventarne dipendente e chi si fa coinvolgere dal gioco d’azzardo: ma si tratta sempre di uno stesso fenomeno che caratterizza la nostra epoca. E per risolvere questi problemi sempre più persone si rivolgono all’ipnosi”. Secondo l’Accademia Internazionale “Stefano Benemeglio delle Discipline Analogiche”, onlus che si propone di contribuire allo sviluppo del potenziale umano del singolo individuo e al recupero della qualitÖ della vita, almeno 3 italiani su 100 sono dipendenti da Internet, dall’acquisto dell’oggetto inutile, dal gioco d’azzardo e dal sesso ad ogni costo. “L’opinione pubblica spesso crede che la dipendenza sia solo quella legata agli stupefacenti, all’alcol o al fumo. Ma non è così: ci sono dipendenze subdole, scambiate per cattive abitudini di cui vediamo solo la punta di un iceberg.

Le quattro nuove dipendenze che affliggono gli italiani sono abitudini che generalmente si possono classificare tra i comportamenti naturali e normali, ma diventano un disturbo comportamentale quando l’individuo non riesce più a farne a meno”, spiega lo psicologo Stefano Benemeglio. La dipendenza in maggior crescita nella Capitale è l’Internet Addiction Disorder (dipendenza da Internet), una sindrome -forse la più tipica del nuovo millennio- legata ad una sudditanza alla tecnologia da cui sono affette molte persone che passano ore e ore davanti al computer. Il gioco d’azzardo affligge invece soprattutto i veneziani: 4 cittadini su 100 hanno questa forma di dipendenza, di cui un terzo è donna. Gli adulti preferiscono il casinò e la bisca clandestina, mentre i giovani scelgono le macchinette, il video poker e i gratta e vinci. Un’altra dipendenza sempre più diffusa soprattutto tra i milanesi è quella dello shopping compulsivo. Si tratta di un’ossessione che colpisce soprattutto le donne, che sono più esposte degli uomini agli acquisti voluttuari. C’è gente che spende più delle proprie possibilità e acquista di tutto, anche oggetti che non rientrano nei propri gusti.

“L’individuo affetto da questa mania si gratifica andando in un supermarket e uscendo con il carrello pieno di cose inutili e con il portafoglio vuoto. Ma nel cervello c’è un’immensa soddisfazione, una soddisfazione che dura poco, fino all’ingresso al prossimo supermarket” precisa Stefano Benemeglio. Per quanto riguarda invece la “sex addiction”, sono vittime di questa dipendenza soprattutto i napoletani: il 2 per cento. Si tratta di un disturbo comportamentale che si abbina spesso con altre dipendenze: ad esempio molti sesso-dipendenti sono anche rete-dipendenti. Ci sono diversi casi di donne affette da questa ossessione, ma sono soprattutto gli uomini ad esserne colpiti.

Fonte : AffariItaliani.it