ALCOL: GIOVANI CERCANO SBALLO PER POTENZIARE DROGHE
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aprile 29, 2010
Alcol più sostanze stupefacenti uguale sballo assicurato. E’ il nuovo modo di consumare alcol tra i giovani, che usano i drink per enfatizzare gli effetti delle sostanze stupefacenti e le stesse sostanze, soprattutto la cocaina, per riprendersi dai postumi dell’ubriacatura, il giorno dopo lo sballo.
Ma non è l’unico nuovo fenomeno di consumo, c’é anche il botellon, il cui richiamo solitamente viaggia su Facebook, in emulazione delle serate della movida spagnola, dove ci si ritrova in strada, a decine e centinaia, con il bicchiere pronto per cocktail artigianali a basso costo, fatti di vino di scarsa qualità e superalcolici. Questi nuovi modi di bere si aggiungono al già noto binge drinking, (cioé bere sei bevande alcoliche in una volta sola), sbarcato qualche anno fa in Italia dal Nord Europa.
In occasione dell’Alchol Prevention Day, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Istat hanno tracciato il quadro del consumo di alcol in Italia, indicando giovani e anziani come categorie più a rischio, all’interno di un quadro nazionale di consumo al di sopra della media mondiale, con 10,7 litri procapite annui e in cui si registrano 4 milioni di italiani che almeno una volta all’anno si sono ubriacati.
Stando ai dati, oltre un milione di ragazzi tra gli 11 e i 24 anni adotta comportamenti di consumo a rischio, compreso il binge drinking, con picchi di incidenza anche tre volte superiori per i maschi e rileva un incremento dei ricoveri per intossicazione alcolica per gli under 14, passato dal 13,8% del 2008, al 17,7% del 2009 (+ 28%). Nel caso degli over 65, secondo l’Iss, in Italia ci sono 3 milioni di persone con modalità di consumo a rischio. Sono soprattutto maschi (48,1% contro il 13,1% delle donne) che, tra le bevande prediligono il vino, consumato quotidianamente. Giovani e anziani sono anche i segmenti che destano le maggiori preoccupazioni quando si parla rischi legati alla guida.
A livello nazionale, 1 su 10 non disdegna di mettersi alla guida dopo aver bevuto ma rispetto al numero di decessi a causa di incidenti, i dati mostrano che è uguale al di sotto dei 24 anni e sopra i 65. “Non avrebbe senso diminuire a zero l’alcolemia alla guida per i giovani sino ai 21 anni – sottolinea Emanuele Scafato, dell’Iss – senza diminuire a zero l’alcolemia per gli ultra65enni, visto che la fisiologia degli anziani, in termini di metabolismo dell’alcol è sovrapponibile a quella degli adolescenti, con una capacità di metabolizzazione di un solo bicchiere al giorno”.
COMMENTO della D.sa GRAZIOLI
O si vive a cento all’ora, o la vita non ha più senso. E’ sempre più difficile riuscire a sentirsi “vivi” senza l’ausilio di sostanze.
tags: alcool, dipendenze, giovani
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Bertone: legame tra pedofilia e omosessualità.
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aprile 24, 2010
Non c’è alcun legame tra la questione del celibato dei preti e i casi di pedofilia. Piuttosto, la connessione è tra omosessualità e abusi sessuali. A sostenerlo è stato il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, intervenuto dal Cile, sulla bufera che sta investendo la Chiesa.
“Numerosi psichiatri e psicologi – ha detto il numero due del Vaticano – hanno dimostrato che non esiste relazione tra celibato e pedofilia, ma molti altri, e mi è stato confermato anche recentemente, hanno dimostrato che esiste un legame tra omosessualità e pedofilia. Questa è la verità e là sta il problema“.
Commento della D.sa Grazioli:
Fortunate le ” BAMBINE” che, se è vero quanto afferma il Card. Bertone, non saranno mai oggetto di sguardi ed atti pedofili !
Peccato che nei fatti di cronaca non ci siano distinzioni tra bambini e bambine abusate….
Se le vittime di abusi sessuali da parte dei preti sono bambini maschi, ciò è dovuto al fatto che solitamente i preti hanno a che fare con gruppi di ragazzini piuttosto che di ragazzine.
Affermare che la pedofilia è parente dell’omosessualità significa affermare che l’omosessualità è una perversione tanto quanto la pedofilia, affermazione assolutamente arbitraria e contraria alla nomenclatura del DSM-4 che è il manuale dei disturbi mentali riconosciuto dalla Comunità scientifica internazionale.
SALUTE, S.GIOVANNI: ANORESSIA E OBESITÀ, IN 5 ANNI +38% PRESTAZIONI
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aprile 14, 2010
“Anche per l’esercizio 2009 si è riscontrato un aumento delle prestazioni ambulatoriali relative ai disturbi del comportamento alimentare che sono passate da 4947 del 2005 a 6863 del 2009 con un incremento assoluto di 1916 prestazioni e in termini percentuali del 38,73.
In altri parole le patologie connesse allo sviluppo psicofisico, in particolare per le giovani donne (anoressia e obesità) trovano un riferimento certo nelle attività del Complesso ospedaliero San Giovanni – Addolorata”. Così in una nota Luigi D’Elia, direttore generale dell’azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata. “L’importanza delle patologie connesse con i disturbi alimentari – ha dichiarato Marcello Marcelli, direttore dell’Unità operativa Complessa Scienze dell’Alimentazione – per i riflessi sociali che determinano ha richiesto la realizzazione di un’equipe composta, oltre che da medici esperti in Scienze dell’Alimentazione, da dietiste con laurea magistrale e anche da psichiatri e psicologi”. “Il campo applicativo dell’Unità operativa Scienze dell’alimentazione dell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata comprende: grande obesità ed alterazioni comportamentali legate all’obesità: bulimia, ednos (compulsive binging, night eating disorder, cho craving); malnutrizione ed alterazioni comportamentali legate alla malnutrizione per difetto: anoressia nervosa, wasting sindrome in patologie cachettizzanti, malnutrizione in pre e post operatorio. L’attuale casistica comprende per il 60% grande obesità, per il 20% disturbi del comportamento alimentare, per il 20% malnutrizione-cachessia. Nell’ambito di tale struttura sono state attivate le procedure per i PAC specialistici di peculiare interesse. Le patologie trattate dall’Unità operativa Complessa Scienze dell’Alimentazione del Complesso ospedaliero San Giovanni – Addolorata sono di rilevanza epidemica: obesità, sindrome metabolica, celiachia. Altre sono di stretta pertinenza specialistica: disturbi del comportamento alimentare, cachessia-malnutrizione”. (omniroma.it)


