La lettura come cura
Posted by admin on
gennaio 20, 2010
La lettura come cura. Per esempio della depressione. O preziosa alleata in un momento di sofferenza. Gli esperti consigliano saggi e romanzi, soprattutto i classici. E indicano a quali condizioni può funzionare.
«La società attraversa un momento di malessere e c’è anche una crescente sfiducia nelle istituzioni, un desiderio di sviluppare percorsi di ricerca personale. Il libro ci appare come un amico in grado di “prenderci per mano” e aiutarci a trovare ciò che cerchiamo», spiega la psicologa Barbara Rossi, curatrice di un testo di recente pubblicazione sul tema, Biblioterapia (Edizioni la Meridiana). Soprattutto in Gran Bretagna, un numero crescente di pazienti esce dai servizi di salute mentale non con una ricetta, ma con il titolo di un manuale che dovrebbe alleviare ansia, depressione o altri disturbi. E ci sono anche studi scientifici, come quelli apparsi sulla rivista Behaviour Research and Therapy o sul Journal of Clinical Psychology, che mostrano come la lettura giusta possa avere effetti terapeutici. In Inghilterra è stata addirittura compilata una lista di 35 testi giudicati efficaci almeno come primo intervento, in attesa di avviare una terapia. «Un po’ ovunque stanno nascendo opportunità per utilizzare i libri nei momenti difficili. C’è un consenso diffuso sul fatto che siano utili», spiega Rossi. «Alcuni studi mostrano che quando leggiamo si attivano nel nostro cervello le aree deputate ad analizzare le immagini. Possiamo pensare dunque che la lettura ci aiuti a recuperare competenze psichiche che ci aiutano a risolvere i nostri problemi».
«Mi capita, quando possibile, di suggerire letture al posto dei farmaci», aggiunge Andrea Bolognesi, psichiatra e omeopata. «Oggi si tende a medicalizzare il malessere esistenziale, affrontando paure e disagi a colpi di farmaco. In casi come questi ho ottenuto buoni risultati con i libri». Non c’è bisogno di affrontare una terapia per trarre giovamento dalla lettura, ma una guida esperta può essere di aiuto. «Si può leggere per svago, per pensare, per imparare cose nuove o per stare meglio. Se la lettura è intesa come una cura, dobbiamo ricordarci che non può sostituire un rapporto terapeutico», spiega Rossi. «Capita invece che la lettura di un libro e la psicoterapia possano arricchirsi e potenziarsi, e quindi diventare un importante mezzo per il proprio benessere».
«Essendo un insegnante, propongo i libri non come terapia ma come percorso esistenziale, “cura” nel senso in cui usavano questo temine classici come Seneca. Per cercare di sviluppare l’empatia, imparare a mettersi al posto dell’altro», spiega Manuela Racci, docente presso la cattedra on-line di Biblioterapia di Accademia-Opera a Roma. Riconoscersi in altre storie può aiutare a mettere la propria vicenda in prospettiva: «Il libro è un incontro-confronto con un altro diverso da noi», spiega Rossi. «Vedere come altri hanno risolto la nostra stessa difficoltà ci aiuta a ritrovare la speranza e la motivazione a provarci». Può farci sentire meno soli (non sono l’unico a vivere certe esperienze), o semplicemente distrarci, magari fornire suggerimenti utili. In particolare se la lettura è affiancata dal lavoro con un terapeuta. «C’è chi costruisce da solo un proprio percorso di crescita attraverso le letture», spiega Bolognesi. «In terapia, quando ci sono difficoltà esistenziali che non possono essere superate autonomamente, i libri possono aiutare a trovare le parole per esprimere le proprie emozioni, agevolare e arricchire il rapporto terapeuta/paziente: attraverso la lettura emergono temi che una persona avrebbe difficoltà ad affrontare spontaneamente».
3 Responses to “La lettura come cura”
imparato molto
By tool on mar 17, 2010
è quello che dicevo nel mio post: che fai tu luna in ciel
http://fuma62.blogspot.com/2010/07/dimmi-che-fai-tu-luna-in-ciel.html
By silvia on set 2, 2010
In passato ho trovato sollievo alla depressione nella lettura di un buon libro. Sia quelli a scopo di svago sia quelli che parlano di strumenti (coping) per fronteggiare la depressione come ad esempio il libro ‘Al termine dello stress’ di Donald Meichenbaum.
By Salvio on nov 7, 2010