Gli psicologi affermano: ”Win for Life è come una droga pesante”

Win for Life l’ultimo gioco di casa Sisal sta riscuotendo sicuramente un successo clamoroso dimostrato dagli incassi giornalieri.
Ma c’è il rovescio della medaglia, un gioco che sembra innocuo, “tanto spendo un euro”!
Daniela Capitanucci, psicologa e psicoterapeuta, nonché presidente dell’associazione And (Azzardo e nuove dipendenze),dice “Cosa c’è di peggio di un ‘gioco pericoloso’? Un gioco che si presenta come innocuo, positivo, perfino tranquillizzante, e poi non lo è. Di fronte al quale si abbassano le difese”.
Un gioco geniale per chi lo ha ideato, ma disastroso per chi vi partecipa.
L’alettante vincita di un vitalizio di 4000 euro, la beneficenza per i terremotati d’Abruzzo, l’apparente piccola spesa per una giocata, il pensiero di non dover gestire una somma esorbitante in caso di vincita, lo fanno sembrare un gioco “buono”, ma
“Non esistono giochi d’azzardo “buoni”, ma solo giochi d’azzardo più o meno “pesanti”, proprio come le droghe, e Win for life ha tutte le caratteristiche per essere catalogato tra le più pericolose”. continua la psicologa Daniela Capitanucci
“Prima di tutto c’è il meccanismo dell’estrazione oraria. Ripetitività e feedback immediato creano dipendenza e favoriscono un atteggiamento compulsivo al gioco. Se posso sapere ogni ora se ho vinto o perso, sono portato a ‘riprovarci’ subito. Perfino se ho vinto una somma più bassa del montepremi, perché scatta il desiderio di ‘reinvestire’ la cifra istantaneamente. È un meccanismo tra i più ‘subdoli, in più c’è la facilità delle regole, che può capire anche un bambino, e il grande numero di ricevitorie in cui si può andare a giocare”
Ci avevano detto che L’Abruzzo sarebbe stato ricostruito senza far pagare un euro di tasse ai cittadini? Hanno quindi inventato un intelligentissimo modo per spremerci senza accorgecene.
Allora cos’è Win for life se non “una tassa mascherata” oltre a essere una droga?