Attacchi di panico, anche la Kostner confessa di soffrirne: la psicologa ci spiega di cosa si tratta

La respirazione diventa difficile, le membra si irrigidiscono e intorno la realtà si deforma; una sensazione intensa di paura si impadronisce della persona e sembra quasi di morire: sono alcuni sintomi del cosiddetto attacco di panico. In molti ne soffrono, e può capitare anche ad atleti famosi. L’ultima a confessare di doverci fare i conti è stata la campionessa di pattinaggio sul ghiaccio Carolina Kostner, ma prima di lei ne aveva parlato Federica Pellegrini, campionessa olimpica di nuoto e detentrice dei record mondiali nei 200 e nei 400 sl. Per questo Carolina ha deciso di seguire la strada di Fede e rivolgersi allo stesso psicologo che l’ha aiutata. “Lei è un esempio – dice la Kostner – perché sa combattere e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno”. La pattinatrice seguirà quindi le orme della sirena e cercherà più serenità cambiando l’allenatore e il luogo dove allenarsi: andrà a Los Angeles. “Ho cercato di trovare un posto – ha detto l’azzurra al Tg1 – dove prepararmi bene ed essere serena. E’ una sfida che può cambiare la mia esistenza”. Oltre a contribuire a farle superare il problema che la tormenta. Ma cos’è questa patologia, a volte sottovalutata, che può condizionare pesantemente la vita di una persona? “L’attacco di panico – spiega la dottoressa Gladys Bounous, docente di Psicologia all’Università di Torino (SUISM) e responsabile formazione presso l’Unità Operativa di Psicologia dello Sport – rientra nei disturbi d’ansia. Insorge all’improvviso con sintomi che sono solitamente paura, agitazione, irrigidimento muscolare, tachicardia, malessere intenso e diffuso. Il tutto dura poco (in genere meno di 30 minuti) ma è una esperienza bruttissima che lascia scossi”.

Non è difficile crederci, visto che molti descrivono quei momenti come una “sensazione di morte imminente”. Qualcosa di veramente orrendo. Inoltre scatta la cosiddetta “paura della paura”, cioè il terrore continuo che ricapiti di nuovo, quando meno te lo aspetti. Così, all’ansia si aggiunge ansia. Che si possa essere aggrediti da questi sintomi anche quando si è campioni sportivi non deve sorprendere. Le cause possono essere varie, per esempio “la paura di perdere o, al contrario, quella di vincere – specifica la psicologa – Gli atleti, del resto, si muovono in contesti di forte pressione che possono determinare stati ansiosi, anche se in genere sono abituati a sopportare. Tuttavia, davanti alle attese delle società, dei tifosi e dei mass media, ci può essere chi, particolarmente sensibile, subisce conseguenze sfavorevoli”.

La prima cosa da fare, in questi casi, è cercare di “identificare il fattore scatenante degli attacchi, che può essere legato anche a motivi extra-sportivi”. Se tutto attiene alla sfera sportiva dovrà “intervenire lo psicologo dello sport, altrimenti può servire un intervento clinico”. Nel caso di un atleta, in genere, è opportuno “spiegargli cosa gli sta succedendo – aggiunge Gladys Bounous – e consigliargli le modalità con cui reagire. Al proposito risultano molto efficaci tecniche che aiutino a rimanere concentrati sul presente, oppure tecniche respiratorie e di rilassamento muscolare”. In genere, quando si ha a che fare con campioni dello sport, non c’è bisogno di ricorrere ai farmaci. L’ostacolo attiene quasi sempre a difficoltà psicologiche “che l’atleta deve imparare a superare”.

Fa bene quindi Carolina Kostner a cercare l’aiuto di un buon psicoterapeuta per lasciarsi alle spalle i momenti di cui ha parlato in tv. Del resto in Italia ci sono ottimi specialisti. “La psicologia dello sport è una disciplina giovane – afferma la Bounous – ma il primo convegno al mondo sulla materia si è svolto proprio a Roma. Poi c’è stato uno sviluppo soprattutto all’estero, ma l’Italia non ha nulla da invidiare a nessuno, quanto a competenze professionali”. Che poi la bravissima campionessa di Bolzano abbia deciso di dare un taglio e trasferirsi all’estero è comprensibile: “Spesso alla necessità terapeutica si unisce la voglia di dare una svolta netta alla propria vita

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