Anoressia e bulimia: a Modena 200 nuovi casi all’anno

Solo nel territorio di Modena si contano 200 nuovi casi all’anno tra anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari. E, mentre si abbassa l’eta’ dei colpiti, tra i maschi spunta una nuova patologia, la “vigoressia”. In provincia di Modena l’Ausl stima circa 110-180 casi di anoressia nervosa, 350-800 casi di bulimia nervosa, e fra i 500 e i 2.000 casi di forme intermedie. E, un fenomeno raro ma in aumento fra i maschi e’ la vigoressia, legata all’eccessiva preoccupazione per l’aspetto del proprio corpo. Si tratta di un atteggiamento che puo’ assumere connotati patologici, portando a un’alimentazione scorretta, all’assunzione inadeguata di integratori e al conseguente manifestarsi di seri problemi di salute.
In generale, comunque, la frequenza di questi disturbi cresce: colpiscono maggiormente pazienti donne e ragazze (ma anche maschi, e in forma piu’ grave), con incidenza maggiore nella fascia di eta’ fra i 14 e i 25 anni, pure se ne sono vittime anche soggetti piu’ piccoli e piu’ anziani, con casi di pazienti di eta’ fino a 60 anni. Anche l’Organizzazione mondiale della sanita’ ormai le considera malattie ed e’ riconosciuto che la loro diffusione e’ favorita da aspetti culturali e mediatici, tra cui la pubblicita’ per la magrezza e modelli di salutismo, miti nello sport, nella danza e nel mondo dello spettacolo. Queste patologie, oltre a causare grande sofferenza fisica e psichica e gravi difficolta’ per le famiglie, portano complicanze mediche e psicologiche rilevanti fino al decesso nel 4-18% dei casi.
Vero e’, spiega l’Ausl modenese, che il percorso dedicato, intensivo e appropriato consente oggi la guarigione fino al 60-70% dei casi, a differenza di 10 anni fa quandi il successo era sotto il 50%. A Modena, non a caso, l’Ausl ha attivato gia’ da tre anni un e’quipe per i disturbi del comportamento alimentare, che ha sede al Nuovo Ospedale S.Agostino-Estense. Ne fanno parte medici e nutrizionisti dell’ospedale e del dipartimento di salute mentale.
Il team si riunisce una volta alla settimana, esamina i casi dei pazienti, effettua la diagnosi e propone il programma terapeutico interdisciplinare. In questo modo fino a oggi sono stati presi in carico circa 70 casi all’anno. Anche in virtu’ di questo, l’azienda ha organizzato un convegno che si terra’ domani e che e’ dedicato all’approccio interdisciplinare di e’quipe a queste malattie. L’iniziativa, oltre all’aggiornamento sugli aspetti clinici, vuole presentare il nuovo modello organizzativo della Regione Emilia Romagna per la diagnosi e la terapia. L’obiettivo infatti e’ attivare in tutte le province uno specifico sistema di cura ispirato a linee guida comuni. Il convegno, che avra’ inizio alle 9 e si concludera’ alle 19 nell’auditorium del Centro Famiglia di Nazareth (in via Formigina 319) sara’ aperto dal direttore generale dell’Ausl di Modena Giuseppe Caroli.
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