Gioco d’azzardo, 1800 dannati a Modena
Posted by editore on
maggio 15, 2009
«Il fenomeno è in crescita. E ci sono famiglie completamente rovinate»
A Modena 1800 schiavi del gioco d’azzardo. Il dato è fornito direttamente dall’ordine degli psicologi. Casi accertati, quindi, si presume. Per altri addetti ai lavori sono di più. E il “sommerso” spaventa. Vito Zironi, della specifica associazione Papa Giovanni: «C’è un mondo nascosto, coperto ancora dalla vergogna, dalla mancanza di informazioni. La nostra associazione è attiva a Reggio da dieci anni, a Modema da sei. L’Usl ha aperto da due anni e mezzo un ambulatorio per giocatori patologici. Ben venga ora l’ordine degli psicologi: l’attenzione è ancora bassa».
Così Vito Zironi, referente per Modena dell’associazione Papa Giovanni XXIII che si occupa del recupero delle persone malate di gioco, giovani e meno giovani che hanno formato nel tempo una dipendenza dal gioco d’azzardo tale da coprirsi di debiti, una vita devastata economicamente e soprattutto affettivamente, con distruzione dei legami famigliari, perdita del lavoro, perdita delle amicizie. Una distruzione tipica di chi ha sviluppato una dipendenza o da una sostanza, droga o alcol, o dal gioco d’azzardo.
Gioco d’azzardo: non c’è distinzione, se non nella frequenza, tra un tipo di gioco o un altro. Bingo, tombola, schedine di ogni tipo, sala corse, scommesse alla luce del sole oppure clandestine, il poker e il videopoker: sono tutti giochi, sì, ma giochi d’azzardo. Ovunque c’è l’azzardo, ovunque si metta in gioco del denaro, si scommetta qualcosa ecco che scatta il pericolo intrinseco del gioco. Il “brivido” che diventa malattia.
Lo spunto per fare il punto modenese sulla piaga legata all’azzardo è dato dall’intervento, a livello regionale e locale, dell’ordine degli psicologi, a fronte dei segnali inequivocabili che vengono dalle forze dell’ordine su questo problema. Retate della Finanza e denunce per gioco d’azzardo, i sequestri di macchinette perché truccate e il caso avvenuto a Porto Garibaldi dove a chiamare i finanzieri sono state le mogli degli uomini ossessionati dalle slot. «Secondo recenti indagini – sostiene l’ordine regionale degli psicologi – in Emilia Romagna si stima che una percentuale tra l’1 e il 3% dei giocatori sviluppi problemi di gioco d’azzardo patologico. A Modena e provincia di Modena circa 1.800 persone presentano problemi legati al controllo del gioco e difficoltà economiche, relazionali e psicologiche a questo correlate. Le fasce più colpite – sempre secondo gli psicologi – risultano, tra le donne, le casalinghe e le lavoratrici autonome; e, tra gli uomini, i disoccupati o i lavoratori autonomi che hanno un frequente contatto col denaro e con la vendita. A questi si aggiungono altri fattori di rischio che rendono alcune persone più vulnerabili: la presenza di familiari che hanno avuto problemi col gioco; la perdita o la separazione dei genitori con l’eventualmente connessa perdita di rapporto e “sano controllo” sul figlio; l’iniziazione al gioco in età adolescenziale; la scarsa educazione al risparmio da parte della famiglia di origine. Ad intervenire come fattori di rischio ci sono poi anche alcune caratteristiche di personalità come ad esempio la tendenza a ricercare il pericolo e/o le esperienze eccitanti ed una certa irrazionalità del pensiero che porta il giocatore a sovrastimare le vincite e dimenticare le perdite».
«Le fiabe per sviluppare l’autostima»: manuale creativo per genitori e insegnanti
di Redazione
Chi, almeno una volta nella vita, non ha sofferto un complesso di inferiorità? E chi, sempre una volta divenuto genitore, non desidera infondere nei propri figli la sicurezza in sé e l’amor proprio? Ma l’autostima non è di frequente un dono innato. Piuttosto è una conquista. Lo sanno bene Elvezia Benini e Giancarlo Malombra, la prima psicologa e psicoterapeuta esperta nella formazione di insegnanti e genitori e docente di Psicopatologia nelle professioni di aiuto, il secondo dirigente scolastico e professore di Psicologia Sociale che tra le molteplici attività che svolgono – in coppia nel lavoro e nella vita – hanno trovato il tempo di scrivere il libro «Le fiabe per aumentare l’autostima. Un aiuto per grandi e piccini», riproponendo per la seconda volta la fortunata intuizione di far scivolare sulle ali della fantasia contenuti importanti per la formazione individuale. Così dopo «Le fiabe per affrontare i distacchi della vita» sul dolore da elaborare di fronte alla morte o all’abbandono, arriva un nuovo volume dove il racconto è ancora lo stratagemma per un approfondimento sistematico di temi quali l’incontro con l’altro, i complessi, lo sguardo altrui, i pregiudizi.
Ogni racconto è preceduto e seguito da capitoli di spiegazione che analizzano i personaggi e ne rivelano l’archetipo rimandando quindi ad altre situazioni della vita. Sia Elvezia sia Giancarlo sanno come affrontare la tensione di chi si percepisce imperfetto, e perciò non si accetta. La bellezza delle fiabe, delle loro fiabe in particolare, è che si possono leggere a vari livelli e chiunque può coglierne un insegnamento. E si può apprezzare il meglio della propria esistenza come ne «Il coniglio di peluche», o sapere che tutti hanno un ruolo importante come per «La scimmietta che si succhiava il pollice» per essere più veri. E più sereni. Il testo è corredato da illustrazioni della pittrice Lia Foggetti e da un’appendice con esercizi di potenziamento dell’autostima.
«Le fiabe per sviluppare l’autostima» di Elvezia Benini e Giancarlo Malombra Franco Angeli Le Comete, 163 pagine
Gazzetta di Modena Stefano Totaro
2 Responses to “Gioco d’azzardo, 1800 dannati a Modena”
Very nice site!
By Pharmc424 on set 18, 2009
Many many qaultiy points there.
By Honeysuckle on gen 14, 2012