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acile: se è avvenuto, ci ritroviamo naturalmente dotati di una specie di terzo occhio, che invece di guardare fuori, guarda dentro, e monitorizza e analizza nelle loro motivazioni più profonde e spesso nascoste, le emozioni, le reazioni e i pensieri che abbiamo in determinate situazioni.
i faccio un esempio: nel corso della nostra seduta settimanale abbiamo parlato dei nostri problemi di lavoro, di quanto ci sentiamo arrabbiati e frustrati ogni volta che…., ed è emerso che forse dietro a tanta rabbia e impotenza c’è una nostra difficoltà a sentirci adeguati oppure la paura di affermare la nostra idea, abbiamo anche scoperto che in realtà queste cose si verificano anche in altre situazioni, quando…. e perché…..
possibile che nei giorni seguenti riproviamo le stesse emozioni, ma questa volta ci soffermiamo su di esse in modo diverso, le mettiamo in relazione con quanto emerso nella seduta, e diciamo a noi stessi: “E’ proprio vero ho paura…” oppure “ Non è vero, non ho paura, ma mi sento imprigionato, ne devo parlare nella prossima seduta.”
uesti monologhi interiori che saranno i nostri compagni di viaggio durante tutta la psicoterapia, indicano che lo psicoterapeuta è diventato una persona importante nella nostra vita, è cioè diventato una figura importante del nostro mondo interno, come lo sono i nostri genitori e le altre persone significative della nostra vita.
ive sullo sfondo della nostra mente, pronto a balzare in primo piano ogni volta che un pensiero, un’emozione, un evento ci riportano nella sua stanza, che è diventata un nostro specialissimo spazio- tempo e lui, il nostro interlocutore “preferito”.
a psicoterapia allora non funziona solo nell’ora e nel luogo delle sedute settimanali, ma è sempre in essere, durante tutta la settimana, in ogni ora del giorno.
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mpariamo a conoscerci veramente, ad avere consapevolezza dei nostri desideri e moventi, anche i più nascosti e segreti, delle nostre paure irrisolte che continuiamo a guardare con gli occhi del bambino che siamo stati, dei sensi di colpa che ci tormentano, e tutto questo lo facciamo con grande onestà, non ci è più possibile nasconderci dietro confortanti razionalizzazioni e alibi.
Impariamo anche, che le paure si dissolvono ogni volta che le guardiamo in faccia e non scappiamo, perché sono solo fantasmi che abitano la nostra mente, impariamo che dietro a ogni nostra mancanza o “difetto”, si nasconde una qualità o risorsa inutilizzata, che non c’è il vuoto senza il pieno, l’inizio senza la fine, impariamo che i contrari si toccano e sono le due facce della stessa medaglia, impariamo cioè che se, per esempio, siamo lenti, non saremo rapidi, ma di certo saremo precisi.
nostro male diventa allora il nostro bene
copriamo che il risultato di una psicoterapia riuscita non è assicurare di stare bene, ma paradossalmente quello di imparare a stare male.
Chi fa una psicoterapia, in sostanza, impara a stare male.
ella vita, infatti, capiterà sempre qualcosa che ci farà stare male, l’importante è non “disfarsi”, non andare in pezzi, ma restare interi e andare avanti anche se col cuore dolorante, perché ormai sappiamo che passerà, e noi finalmente abbiamo imparato ad aspettare e a confortarci e nutrirci con quanto di buono continuiamo ad avere.
mparare a stare male significa conoscere sempre meglio quali sono le nostre isole di fragilità, perché ciò che conosciamo bene lo sappiamo trattare, ammansire, svuotare del suo potere su di noi, non ne siamo più soprafatti.
accio un esempio: invitiamo per la prima volta a cena un amico e gli prepariamo un piatto di pesce, ma purtroppo non mangia pesce, la volta successiva passiamo alla carne, ma non mangia neppure la carne, perché è vegetariano. Adesso sappiamo come “trattare” il nostro amico, come farlo stare bene.
llo stesso modo nel corso di una psicoterapia impariamo a conoscere e “trattare” ogni parte di noi, e a farci stare bene.
a conoscenza è sinonimo di potere, è l’ignoto che ci spaventa, il noto è in nostro potere, per quanto possa essere spaventoso possiamo sempre trovare e inventare le armi adatte a fronteggiarlo.
a limpida consapevolezza conquistata accompagnata a un’onestà sempre più rigorosa con se stessi e con gli altri ci libera dai nostri fantasmi, che finalmente vediamo essere solo fantasmi privi di sostanza, e ci regala la possibilità di essere finalmente noi stessi e come tali muoverci nel mondo e costruire la nostra vita.