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 Domanda:  
 Data:

29-03-2009

22:47:14

masimocampisi
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salve ho 36 anni e soffro di ansia da circa 6 anni sto facendo una terapia psicologica e prendo da circa 4 mesi zoloft50. sono arrivato ai farmaci perche' avevo ormai l'ansia alle stelle con attacchi di panico,e sono molto sugestionabile, tanto che erano in me ormai radicati pernsieri ossessivi, quali quello di impazzire. le chiedo umilmente se e' giusto continuare la cura farmacologica?

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signor Masimo, in primavera è meglio non interrompere alcuna cura farmacologica, perché nelle stagioni di mezzo i disturbi psicologici tendono ad intensificarsi. In seguito sarà con il suo psicologo che deciderà se deve o meno smettere i farmaci. Avere una ditta e una famiglia comporta molte responsabilità, ma anche molte gratificazioni, se non ci sono gravi problemi, perciò non è “normale” che lei abbia paura d’impazzire, perché la sua condizione è condivisa praticamente da quasi tutti coloro che lavorano ed hanno figli.


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 Data:

17-03-2009

21:26:52

Sofia
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Buonasera Dottoressa, mi chiamo Sofia. Da quattro mesi quando devo andare a lavorare mi viene un terribile mal di testa. Quando finisco di lavorare o quando sono in ferie non ne soffro mai. Ho fatto tutti gli esami e non ho niente di fisico. Mio fratello Angelo vorrebbe che provassi a parlare con uno psicologo, ma io non so a chi rivolgermi. Mi può aiutare per favore? Grazie mille

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signorina Sonia, se i controlli medici hanno escluso una causa fisica al suo disturbo, questa va ricercata in ambito psicologico. E’ molto probabile che il suo mal di testa sia la manifestazione di un rifiuto o una paura che non è detto siano necessariamente legate al lavoro. In ogni caso devono essere ricercate e svelate, mi sembra quindi opportuno il consiglio di suo fratello di parlarne con un esperto. Per essere sicura di rivolgersi ad un professionista serio e preparato si rivolga all’ordine degli psicologi della sua regione.


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 Data:

15-03-2009

12:55:21

Valentina
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Buongiorno mi chiamo Valentina, sono single da 3 mesi dopo una relazione di 8 anni... Lui non mi vuole più vedere, ma io non faccio che pensare a lui, non riesco ad uscire con li amici, ho una paura terribile a stare con un ragazzo. Cosa devo fare? Mi aiuti per favore

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signorina Valentina, una relazione di 8 anni è qualcosa d’importante e 3 mesi di separazione sono davvero pochi per elaborare e assimilare la sua fine. Quando una storia finisce chi se ne va, non se ne va da solo, ma si porta via anche pezzi di chi lascia, il quale con difficoltà e dolore dovrà riconquistarli a se stesso. Per esempio le innumerevoli sicurezze costruite nel corso del rapporto di coppia. Per adesso non c’è molto da fare, deve solo costringersi ad uscire, senza cedere alla tentazione di chiudersi in se stessa, resistere e andare avanti devono essere le sue parole magiche.


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 Data:

15-03-2009

12:57:34

Giovanni
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Buongiorno gentilissima dottoressa. Ho 50 anni, sono divorziato con un figlio di 15 anni. Purtroppo lui non vuole vedermi, mi dà la colpa della separazione, e fa di tutto per farmi male, non fisico si intende, ma moralmente. Cosa devo fare, come posso ricucire il rapporto con il mio ragazzo? Grazie per i suoi consigli. Cordialità

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Quando un genitore lascia l’altro, è molto facile che i figli in modo oltremodo confuso e poco conscio pensino: “ Se mi avesse voluto veramente bene, non se ne sarebbe andato”. Insomma, anche se non è vero si sentono un po’ abbandonati anche loro. E’ contro il fantasma di questo falso abbandono che lei deve combattere. Suo figlio la metterà alla prova innumerevoli volte sia a parole, sia con i fatti, non ceda, continui a fare il padre senza paura, continui ad esercitare il suo diritto-dovere di educare, di e-ducere cioè condurre fuori, accompagnare nel mondo suo figlio, anche se in questo momento non glielo riconosce. La sua fermezza accompagnata dall’amore che ha per lui alla fine l’avranno vinta.


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 Data:

15-03-2009

13:02:35

Chiara
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Buongiorno, sono una ragazza di 19 anni. I miei genitori mi hanno tolto la carta di credito perchè dicono che spendo troppo... io non li sopporto più, non mi capiscono, non vedono che se non ho le griffe più di moda nessuno mi si avvicina? Come posso trovare un ragazzo se non mi lasciano i soldi per poter uscire? Cosa ne pensa. Grazie per i consigli e complimenti per il suo sito.

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gentile Signorina, sinceramente non mi sembrano così insopportabili dei genitori che hanno dato una carta di credito, suppongo appoggiata sul loro conto, a una ragazza di 19 anni. D’accordo, adesso gliel’hanno sospesa, forse ha superato il limite di spese per loro sostenibile… Una seconda osservazione riguarda la sua affermazione di non poter essere avvicinata da nessuno se non ha le griffe di moda, ciò significherebbe che tutte le ragazze non griffate, e sono tante, vivrebbero in una desolante solitudine, il che non è vero. Penso, inoltre, che lei non si riconosca o non abbia consapevolezza delle qualità che certamente possiede, qualità che vanno oltre l’estetica e la moda di un abito, ma che sono dentro di lei e che dovrebbe imparare ad esprimere. Se ci prova, forse non avrà più bisogno dei soldi per uscire per trovare un ragazzo, perché probabilmente invece di essere uguale a tutte le ragazze griffate, sarà se stessa, unica e irripetibile, “diversa”, e i ragazzi faranno a gara per invitarla.


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 Data:

12-03-2009

17:54:02

andrea
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Salve, il mio problema è il lavoro. All’inizio va tutto bene, accetto i consigli e le osservazioni dei superiori, con i colleghi sono cordiale e positivo, ma dopo qualche mese divento irritabile e insofferente a qualsiasi osservazione e richiesta e con i colleghi sono ombroso e diffidente. Comincio ad odiare tutto quello che riguarda il posto di lavoro e non penso che a trovarne un altro e andarmene. Questa è già la terza volta che mi capita nel giro di un anno, prima davo la colpa ai colleghi e ai capi, ma adesso ho paura che ci sia qualcosa che non va in me. Grazie dell’attenzione. Andrea

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signor Andrea, che la causa del suo problema sia in lei o nell’atteggiamento dei colleghi o superiori non ha alcuna importanza, poiché sempre si troverà di fronte persone diverse, più o meno facili da trattare, più o meno giudicanti. In questo senso rendersi conto di dover lavorare su se stessi è un ottimo inizio, poiché è certo che se non possiamo cambiare gli altri, possiamo con fatica cambiare noi stessi. Cerchi dentro di sé i motivi che la rendono in modo così eccessivo tanto insofferente ed irritabile nei confronti del suo lavoro, sono certa che farà delle scoperte interessanti. Poi, se vuole, ne riparleremo.


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 Data:

07-03-2009

15:51:11

ernesto
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Gentile Dottoressa, le scrivo perché da due mesi sono ossessionato dai numeri, ci sono quelli buoni e quelli cattivi. Ogni numero per me è o buono o cattivo, non so in base a che cosa lo decido, ma quando vedo un numero mi è subito chiaro se è buono o cattivo. Quando ne incontro uno brutto sono costretto a cercarne uno buono altrimenti l’ansia mi manda in tilt. All’inizio, pensavo che come era apparsa, questa ossessione sarebbe scomparsa, ma adesso sono molto spaventato perché invece di diminuire aumenta sempre più. Mi sembra si impazzire, che cosa posso fare? Ernesto

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signor Ernesto, ha ragione a definire un’ossessione la sua esasperata ed involontaria attenzione per i numeri. Penso, infatti, che tale sintomo possa rapppresentare l’esordio di un disturbo ossessivo-compulsivo, e difficilmente scomparirà da solo. Metta da parte lo spavento e consulti uno psicoterapeuta.


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 Data:

05-03-2009

07:32:08

Francesco
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Gent.ma Dottoressa, mi complimento con il suo sito e la sua disponibilità. Vorrei chiederle, io sono un uomo di 35 anni, come mai non riesco a separarmi dalla mia ragazza? Mi spiego meglio, noi siamo assieme da più di 15 anni, non ci siamo sposati ma conviviamo ormai da 10. Da diversi anni le cose tra me e lei non vanno più tanto bene. Litighiamo spesso a volte anche ferocemente. Mi vergogno a confessarle che qualche volta ho anche alzato le mani, eppure non riesco a lasciarla. Non so se la amo, forse si, ma a volte anche la odio. Tutto questo mi mette in una situazione di profonda insoddisfazione. Perchè? cosa posso fare?. Grazie Francesco.

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signor Francesco, quando lei e la sua compagna vi siete conosciuti avevate probabilmente meno di 20 anni. Quando si è così giovani l’intimità, la confidenza, la capacità di “dirsi tutto” sono molto grandi, e in un certo senso annullano qualsiasi distanza tra i due partners. Avviene una sorta di sovrapposizione in cui lo spazio privato di ciascuno si riduce sempre di più. In seguito crescendo, l’esigenza di questo spazio e quella di affermare le proprie differenze per non sentire annullata o soprafatta la propria personalità, si fa sempre più urgente. In altre parole è assolutamente necessario che tra i membri di una coppia esista una distanza psicologica che permetta la libera espressione dell’individualità di entrambi, altrimenti la relazione scoppia. E’ tuttavia una conquista difficile, perché tornare indietro non è mai facile. Concordate di concedere ad ognuno dei due una maggiore libertà, e cercate di riconquistare il rispetto e la tolleranza per le differenze dell’altro, che sono presenti nei primi tempi di ogni storia. Se non ci riuscite, perché parlarvi è diventata un’impresa, rivolgetevi ad uno psicoterapeuta che ristabilisca tra voi un ascolto dell’altro e una comunicazione liberi da pregiudizi.


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 Data:

05-03-2009

17:40:49

Mario
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Gentile dottoressa, mi chiamo Mario, ho 31 anni e 9 mesi fa sono diventato padre di una bella bambina, questa nascita è stata molto desiderata sia da mia moglie che da me. Ho un buon lavoro e di mia moglie sono sempre innamorato, però dopo la nascita di Francesca ho pochissimo desiderio sessuale. All’inizio pensavo che fosse per la fatica che stare dietro a un neonato comporta, soprattutto di notte dormivo molto poco, ma adesso comincio ad essere molto preoccupato e così anche mia moglie che fra l’altro si fa strane idee, come per esempio che ci sia un’altra. Insomma questa cosa sta mandando all’aria tutto, la prego mi dia un consiglio.

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signor Mario, diventare padre non sempre è un passaggio semplice, anche se ci sente felici di essere diventati tre. In particolare per quanto riguarda il suo problema, posso dirle che un calo del desiderio nell’uomo durante la gravidanza e i primi mesi di maternità della sua compagna, è un fenomeno abbastanza frequente. Infatti, in tale situazione l’uomo è istintivamente portato ad avere una maggiore tenerezza, senso di accadimento e protezione verso la propria donna e il loro piccolo, se tuttavia la mancanza di desiderio continua a perdurare nel tempo è probabile che il problema sottostante sia più profondo e legato alla sua storia personale. Il mio consiglio è di consultare uno specialista.


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 Data:

04-03-2009

17:46:34

mara
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Gentile dottoressa, sono una donna di 35 anni, sposata con due figli, ho sempre avuto la tendenza a spendere e comprare anche cose inutili, soprattutto vestiti e accessori. Da alcuni mesi è diventata una vera e propria ossessione che non riesco a controllare. Non so più cosa fare, sto male e con mio marito non ne voglio parlare. Mara

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signora Mara, la descrizione che da del suo disturbo indica che lei soffre di shopping compulsivo. A ragione usa la parola “ossessione” perché chi è affetto da tale patologia diventa preda di una vera e propria ossessione che non lascia tregua e costringe a comprare. Dopo l’acquisto alcuni trovano sollievo, altri invece sono afflitti dai sensi di colpa. Non so a quale dei due gruppi lei appartenga, in ogni caso la sua è una vera e propria malattia che non può risolvere da sola, si rivolga ad uno specialista che senz’altro le sarà d’aiuto.