Pagina : 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 |

 Domanda:  
 Data:

24-05-2007

08:12:34

Patrizia
Internet Explorer
Gentile dottoressa,
le scrivo per raccogliere strumenti riguardo ad una mia incapacità di pormi in modo chiaro riguardo ad un problema: ho 50 anni, sono separata da mio marito,con il quale mantengo un buon rapporto, io sono rimasta a vivere con i nostri due figli di 30 e 24 anni nella casa dove prima vivevamo entrambi, sotto i miei ex suoceri,lui vive in un appartamento in un paese vicino. Da tempo voglio comprarmi una casa, un luogo in cui sentirmi davvero a casa mia, la cerco, ne vedo una alla settimana, ma non riesco a decidere di acquistarne una. Paura, reale presa di coscienza della mia separazione, paura di lasciare i figli con i quali sto bene, illusione chhe tutto possa continuare così, evitamento o rifiuto del problema? credo che ci sia tutto questo, ma come superare questo "blocco" che limita la mia serenità? Grazie per il tempo che sceglie di dedicarmi. Patrizia


Risposta della Dott.ssa Grazioli:
salve dott.ssa
ho bisogno di un consiglio,ho un'amico che in questo ultimo periodo ha crisi di ansia e di panico ha una vita tranquilla è regolare quindi non si capisce a cosa è dovuta questa crisi ,lui è consapevole che non ci sia un motivo specifico ma dentro di lui cè questo malanno ,vorrei aiutarlo ma non so come muovermi vorrei da lei un parere è un consiglio grazie in anticipo per la sua risposta


 Domanda:  
 Data:

24-05-2007

08:12:44

Ubaldo Enrico
Internet Explorer
Gentile Dottoressa, sono un ragazzo di quasi 35 anni e mi trovo da tempo ha fare scelte nella mia vita in funzione delle paure che ho. La prima paura è quella di rimanere solo nella vita senza riuscire a costruire un amore e una famiglia. Sono stato fidanzato con molte ragazze e sono stato innamorato di tutte, ma con tutte, nel momento in cui si poteva concretizzare il rapporto (andare a vivere insieme), in esso è avvenuto un accadimento che l'ha fatto terminare. Tutte queste delusioni mi hanno reso triste e fragile rendendomi più convito che ormai a 35 anni è veramente dura. Grazie a tutto questo, ora sono fidanzato con una ragazza che purtroppo non amo, ma con cui posso avere un matrimonio. Infatti nella mia testa c'è una parolina ricorrente che dice:" Ubaldo sei vecchio, o ti accontenti o rimarrai solo".E' giusto scendere a questi compromessi che mi fanno star comunque male per realizzare il sogno della mia vita? Cosa devo fare? Mi dia per favore un aiuto. Cordiali saluti Ubaldo Enrico

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gentil Signor Ubaldo,
mi scrive che ogni volta che stava per realizzare il sogno di costruire una famiglia con la donna che amava, intervenivano degli “accadimenti” che mandavano in frantumi il suo sogno. Ora, penso che dovrebbe riflettere ed analizzare il perché e il genere di tali accadimenti, che forse le possono aprire uno spiraglio sul suo modo di relazionarsi ad una donna, oppure sul perché lei si innamora di un certo tipo di donna.
Chiaramente la paura della solitudine non è una buona motivazione per un matrimonio, ma su questo argomento non mi sento di dirle nulla, perché appartiene al futuro, e forse questa ragazza che lei non ama, ma dalla quale è amato, col tempo potrebbe conquistare il suo amore. Il mio consiglio è di non precipitare gli eventi e di riflettere sul fatto che 35 anni sono davvero pochi per avere paura di restare per sempre da soli. Inoltre a volte possiamo sentirci più soli in coppia, che da soli, perché la solitudine è una dimensione dell’anima che con molta fatica noi stessi dobbiamo imparare a risolvere.


 Domanda:  
 Data:

24-05-2007

08:13:00

Stefano
Internet Explorer
dottoressa buongiorno...ho 25 anni e da un paio d'anni a questa parte mi sono accorto di soffrire di eiaculazione precoce spesso prima del rapporto stesso con la mia fidanzata...è una cosa piuttosto spiacevole e che ha iniziato a turbarmi da un paio d'anni mentre prima nn era manifestata...vorrei sapere qualcosa da lei al riguardo...esistono rimedi?si possono assumere farmaci per questa cosa?la prego mi dia una mano lei perchè questo problema inizia a creare problemi nel mio rapporto di coppia...mi trovo spesso costretto a evitare il rapporto sessuale a causa di questo problema...saluti stefano...

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent.Sign.Stefano,
personalmente non ho competenze in campo farmacologico, i professionisti più adeguati a risponderle su questo tema sono il sessuologo e l’andrologo.
Sono sicura però, che anche lei sa bene che quelli sono gli esperti in materia, la invito perciò a riflettere sul perché ha chiesto tali informazioni ad una psicoterapeuta, che di pillole invece non sa nulla.


 Domanda:  
 Data:

24-05-2007

08:13:10

Giovanni
Internet Explorer
buongiorno, sono un ragazzo di vent'anni e da quasi un anno e mezzo sto con una ragazza della mia stessa età che amo davvero, di quelle che solo una volta nella vita si ha la fortuna di incontrare... Siamo entrambi vergini, è da circa un anno che siamo andati oltre il bacio, spingendoci al petting, e da circa sei mesi abbiamo cercato di fare l'amore, ma parlando sinceramente, il mio pene non ha mai avuto un'erezione all'altezza.. La nostra relazione è bellissima, lei non mi mette alcun tipo di pressione a riguardo, anzi parliamo e cerchiamo di capire) e va ben oltre la sfera sessuale, ma l'età ormai è maturata e vorrei riuscire a fare l'amore. Il problema penso sia soprattutto psicologico, nella vita non riesco a concentrarmi in niente e sono troppo soggetto a sbalzi d'umore.. Ma lei è la cosa più bella che mi sia mai capitata, e vorrei darle anche queste cose. Nell'ultimo periodo però il mio desiderio è calato fortemente, forse per colpa di questa situazione e poichè ogni tentativo fallito svilisce la mia virilità e fiducia in me stesso (che ne ho già poca di mio). Spero sappia darmi consigli e trucchi per risolvere questa situazione, perchè ci sto davvero male.
La ringrazio in anticipo
Giovanni


Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent.Sign. Giovanni,
trucchi non ne conosco, le consiglio prima di tutto di consultare un andrologo, per eliminare qualsiasi dubbio di origine organica. A volte piccoli disturbi, facilmente risolvibili, possono creare grandi paure.
In seguito se il problema è psicologico non vedo altra soluzione se non quella di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, perché è possibile che le sue difficoltà erettili, siano la manifestazione visibile di sottostanti ed invisibili problemi di altra natura.
E’ giovane e innamorato, non rinunci a questa gioia per la paura di affrontare a viso aperto il suo problema.


 Domanda:  
 Data:

24-05-2007

08:13:17

vincenzo.schianodicola@freen et.de
Internet Explorer
buona sera sono enzo,escrivo dalla germania,vorrei cortesemente sapere,dato che proprio stamane ho avuto un attacco di panico come mi devo comportare in quei precisi e terribili momenti.........Il mio medico di base mi ha prescritto una terapia,con cipralex 10mg 1/2 compressa al mattino,insieme a 3 volte al giorno xanax,15 gocce,che tra l´altro ho paura di iniziare perche´temo che mi puo´condurre in altri attacchi e di conseguenza alla depressione...Vi chiedo cortesemente di darmi le risposte che adesso vi pongo....puo´succedere che la sopra citata terapia potrebbe portarmi di nuovo al panico dato che sono teso come le corde di un violino? puo´succedere che se fosse la terapia sbagliata di entrare in depressione? e per quanto tempo dovrei seguire la terapia?...la prego di rispondermi al piu´presto,ho 37 anni padre di 2 figli piccoli ed un ristorante da portare avanti,insieme con mia moglie,HO PAURA:nell´attesa della vs.cortese risposta vi porgo distinti saluti. Grazie

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent.Sign.Enzo,
per quanto riguarda la terapia farmacologia non le posso essere di alcun aiuto, non sono un medico e non ho alcuna competenza in ambito farmacologico, le posso solo dire che per giudicare l’efficacia di qualunque terapia, è necessario che questa sia assunta per almeno 2 o 3 settimane.
Non credo che possa cadere in depressione, anche ammettendo che i farmaci assunti non si rivelino i migliori per lei, infatti le sue reazioni positive o negative ai farmaci saranno monitorate dal suo medico che la seguirà in questo tempo di assestamento. Potrebbe anche prendere in considerazione l’ipotesi di unire alla terapia farmacologia una psicoterapia che l’aiuti a trovare i “perché” dei suoi attacchi di panico.


 Domanda:  
 Data:

24-05-2007

08:14:05

Mimmo
Internet Explorer
Gentile Alessia ero convinto di farcela a 46 anni, convinto di poter riuscire a sopportare la separazione da mia moglie, ma oggi a 1 mese dal fatto sono a pezzi, 3 figli che mi mancano da morire tutto quello che avevo attorno a me che consideravo mio non esiste più. Dagli amici comuni mi arrivano notizie che lei è tranquilla e sta bene , non sente la mia mancanza. Rabbia.... molta rabbia per 20 anni vissuti insieme e spariti in breve tempo, rabbia per la sua indifferenza per la sua pietà nei miei confronti perchè sa che sto soffrendo, rabbia perchè mi sta separando dai miei figli ed è inutile dire la solita frase " li puoi vedere quando vuoi" non è la stessa cosa, rabbia perchè mi sento solo... perchè in fondo lei non sta rinunciando a nulla visto che sono io ad essere uscito da quella porta perchè non mi sentivo più amato. Non so perchè sto scrivendo qui queste poche parole forse perchè in fondo dentro di me c'è un disperato bisogno di stare meglio e forse perchè ho bisogno di aiuto.

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent.Sign.Mimmo,
non so se la sua lettera era davvero indirizzata a me e non ad Alessia. In ogni caso poiché mi è arrivata, le risponderò ugualmente, anche se non sono Alessia.
Da molti studi e ricerche ciò che le è accaduto è classificato come un evento altamente traumatico.
Non importa se attualmente la sua frequenza è così alta, dal punto di vista dell’esperienza soggettiva resta un grosso trauma, e chi lo subisce ha bisogno di attingere a tutte le proprie risorse per riuscire a fronteggiarlo e superarlo.
Le auguro di cuore di riuscirci.


 Domanda:  
 Data:

24-05-2007

08:14:20

Mari
Internet Explorer
Buongiorno, mi chiamo maria ed ho 30 anni.Sono separata da 4 anni e mezzo ed ho una figlia di 6 anni.Da quasi 5 mesi convivo con un uomo di 36 anni di cui sono molto innamorata.Ci frequentiamo da 10 mesi e fino ad oggi abbiamo vissuto intensamente il nostro amore.C'è molta passione tra noi e sopratutto molta intesa.Siamo entrambi carini e questo a volte provoca delle reciproche gelosie acuite dal fatto che il suo matrimonio, durato 14 anni, è finito a causa del tradimento della moglie perpetrato per oltre 3 anni e mezzo.Io sono molto fedele anzi non tollero i tradimenti penso perchè da bambina ho vissuto da figlia il tradimento di mio padre verso mia madre.Le scrivo perchè ad oggi sono confusa.Viviamo insieme ma io non mi sento totalmente sua.Involontariamente lui mi tiene lontano dal suo lavoro(è un imprenditore) dove continua a lavorare la sua exmoglie e dalla sua famiglia...che conosco davvero poco. Sono certa del suo amore ma temo per la sua fregilità..mi parla spesso del suo passato e mi ripete sempre che se non fosse stato per la sua ex, il suo matrimonio non sarebbe mai finito.Oggi il padre di lei è in ospedale e con tutto il dispiacere che ho...sono in crisi per le attenzioni che lui ha per lei,per le telefonate...vuole anche andare a trovarlo.Io sono molto angosciata perchè non vorrei fare pensieri negativi...vorrei essere certa che mi ami davvero .E' un uomo che cura molto l'estetica...l'apparire e a volte mi sembra solo una corazza per celare le sue insicurezze.ogni volta che le faccio un appunto, lui si abbatte e si rattrista.Mi aiuti per favore....Grazie

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent.Sign. Maria,
incomincerò col dirle che l’angoscia e i pensieri negativi che le attraversano la mente non dipendono tanto dal comportamento e dalle attenzioni che il suo compagno riserva alla ex- moglie in questo doloroso momento, quanto dal confronto che più o meno consciamente lei fa con questa donna, lei, come tutte le donne che si uniscono a un uomo che ha un’ex-moglie.
In altre parole è una questione tra donne, tra due “rivali”, rivali che non si incontrano e perciò poco sanno l’una dell’altra, ma proprio per questo possono immaginare di tutto.
“Lui” non conta niente, a lei infatti, niente importa che lui sia un amante appassionato ed abbia deciso di vivere con lei e sua figlia, a lei importa solo che sia “gentile” con l’ex-moglie. Al fondo, al fondo, di cose del genere c’è l’eterna domanda:” Chi è la migliore?” “Specchio, specchio, delle mie brame….”
Sono certa che lei, immersa nella confusione di tanti pensieri e incertezze, non si renda conto di ciò, ma provi a fare attenzione al comportamento del suo compagno nei suoi confronti, dimenticandosi per un attimo che prima c’era un’altra, che per questioni di lavoro e di figli è ancora presente, consideri solo quello che lui dice e fa per lei e sua figlia, e solo dopo questo potrà domandarsi se lui “l’ama davvero”.