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 Domanda:  
 Data:

25-05-2007

18:12:38

Alessandro 38 anni
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gentile dottoressa GRAZIOLI ho una sorella,ELISABETTA di 39 anni bipolare da 10.
il suo percorso non posso racchiuderlo in poche parole ma vorrei chiederle cortesemente un parere a riguardo dei farmaci.
in tutti questi anni è stata assistita dal suo psichiatra e in caso di ricoveri dallo stesso in collaborazione alle varie cliniche ad esempio VILLE TURRO, MI E CLINICA ZUCCHI, CARATE B. MI.
dopo svariati tentativi di psicoterapie e cure farmacologiche di ogni tipo risultate dannose fisicamente e purtroppo non risolutive, ci stavamo chiedendo noi familiari e mia sorella stessa se fosse possibile anche dal punto di vista burocratico, togliere i famaci e ricominciare con una cura alternativa. le chiedo cortesemente un suo parere o se dovessero esistere dei precedenti. saro ben lieto di ricevere una sua opinione in merito E DI RISPONDERLE SE VOLESSE QUALCHE INFORMAZIONE SUI FARMACI E SULLA SITUAZIONE DI ELI.
non le dico che la mia famiglia è distrutta dal dolore ma la sofferenza è tanta e l'impotenza di non riuscire ad aiutare ELI a stare meglio non aiuta nessuno.
la ringrazio anticipatamente per il tempo e il lavoro che svolge e spero in una sua risposta. Alex


Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent.Sign.Alessandro,
la sospensione o meno di cure farmacologiche è di stretta competenza psichiatrica, personalmente non ho alcuna esperienza nel settore.
La psicoterapia è una terapia in cui la partecipazione attiva del paziente e la sua capacità di tollerare la frustrazione sono fondamentali, quando il paziente “sta troppo male”, è in fase acuta ed invaso dal suo “male”, la psicoterapia più che risolvere la sofferenza del paziente, la contiene. Sono molti anni che sua sorella è afflitta dalla sindrome bipolare, capisco la vostra delusione di fronte ai numerosi tentativi terapeutici e ai scarsi risultati ottenuti, tuttavia non conosco e non credo ci siano cure alternative a quella farmacologica unita alla psicoterapia.
La esorto a non perdere la speranza, una nuova psicoterapia è soprattutto una nuova relazione che racchiude potenzialità non prevedi


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 Data:

25-05-2007

18:13:03

chicca80
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la psicoterapia è la terapia d’elezione per le fobie, e se la situazione non è grave, come mi sembra essere la sua, non si richiedono cure farmacologiche. Le possibilità di guarigione ci sono, la letteratura è piena di casi risolti, tuttavia, come per ogni “malattia” non è possibile garantirla.
Quello che sicuramente si ottiene tramite una psicoterapia è un’ampliamento della consapevolezza di sé, che sempre ha delle ricadute positive nella propria vita.


Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Sign. Chicca,
la psicoterapia è la terapia d’elezione per le fobie, e se la situazione non è grave, come mi sembra essere la sua, non si richiedono cure farmacologiche. Le possibilità di guarigione ci sono, la letteratura è piena di casi risolti, tuttavia, come per ogni “malattia” non è possibile garantirla.
Quello che sicuramente si ottiene tramite una psicoterapia è un’ampliamento della consapevolezza di sé, che sempre ha delle ricadute positive nella propria vita.


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 Data:

25-05-2007

18:13:22

Marcello
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sono un ragazzo di Napoli di 34 anni, amo la vita nella sua piu' piccola goccia e, da circa due anni, sono impotente di fronte alla malattia di mio padre. Da circa un anno e mezzo mio padre, un tipo sempre super energico e con mille cose da fare, soffre di depressione maggiore. dopo una prima cura farmacologica, ed una seconda tramite un'amico psichiatra, la situazione non è cambiata, anzi. La prego di aiutarmi, di indirizzarmi verso uno spiraglio di luce, quella luce che manca sul viso di mio padre da molto tempo, al posto degli occhi vedo solo due profondi buchi neri ombrati da troppo tempo...vorrei solo poter rivedere mio padre sorridere, mi strazia vederlo ogni giorno che passa perdere la sua vita e spegnersi pian piano.
La ringrazio.....


Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Sign. Marcello,
comprendo il suo sconforto ed il suo senso d’impotenza di fronte alla malattia di suo padre.
Molte persone hanno attraversato l’oscuro tunnel nel quale si trova ora suo padre, e alcune di loro di questa loro dolorosa esperienza hanno lasciato una testimonianza scritta. Si procuri qualche libro che racconti queste esperienze di vita e coltivi la fiducia che come ce l’hanno fatta loro, ce la farà anche suo padre


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 Data:

25-05-2007

18:13:36

Cristina75
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sono mamma di una bella e buona bambina di 2 anni che non mi ha mai dato problemi. Solo che da quando sono diventata mamma mi sono scoperta ansiosa. All'inizio un'ansia legate ai bisogni della bambina, nel senso che cercavo di rispettare ogni sui bisogno, a scapito forse dei miei. Credo di essermi annullata come donna, cioè mi sono concentrata ad essere una brava mamma, ma non mi sento più donna, amante per mio marito e ragazza nella spensieratezza che avevo prima nel fare le cose. Adesso sono circa sei mesi che sto male. Tutto è iniziato con un mio piccolo malessere che per soli due giorni non mi ha consentito di seguire la mia bimba (che è stata benissimo con i nonni), ma io ho cominciato con soffrire di uno stato d'ansia che mi accompagnava tutto il giorno, e mi portava ad avere nausea, stanchezza e dolori alle gambe ed infine alla sera non riuscivo più ad addormentarmi. Il mio medico di base provò a darmi del valium per calmarmi durante il giorno e consentirmi di riposare la notte, ma senza grossi risultati. Così ho cominciato ad uscire ogni mattino ad andare a ginnastica 2 volte la settimana, ad occupareil tempo insooma. Le cose sono un po' migliorate, ma non appena c'è un piccolo cambiamento alle mie abitudini, basta anche solo un pranzo particolare (per il quale mi agitavo già anche prima, sono sempre stata una persona che si agita in situazioni diverse dalla "normalità" mia) per portare il mio livello di "allerta" più in alto che la sera non riesco a dormire e devo prendere dei sonnifero. Cosa posso fare? Come mi posso curare? Credevo che con il tempo passasse tutto con un pò di buona volontà, ma vede che questa situazione continua. Siccome vorrei dare un fratellino o sorellina alla mia bimba, secondo lei sono una persona a rischio. Vede ho paura di cadere in depressione durante una gravidanza o comunque di stare così come sto ora, e di non poter prendere nulla per stare meglio e quindi di far soffrire anche la mia bimba. Forse il mio problema è che mi faccio troppi problemi prima che tutto avvenga. Grazie

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent.Sign.Cristina,
diventare madre è un’esperienza unica e fondamentale che comporta a livello profondo una rivisitazione del rapporto che si ha con la propria madre, e dell’essere donna in generale.
Spesso in persone un po’ ansiose, e molto tese a “far bene”, avere un figlio può intensificare ed esasperare sentimenti di inadeguatezza prima ben amministrati e controllati, sentimenti che possono dar luogo a stati ansiosi più o meno intensi e incontrollabili, accompagnati a volte, come nel suo caso, anche da manifestazioni fisiche.
Penso che la maternità abbia portato alla superficie e fatto esplodere una sua insicurezza di base, niente di grave, tuttavia se col passare dei mesi le sue condizioni non migliorano le consiglio di rivolgersi a uno psicoterapeuta e affrontare direttamente il problema.


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 Data:

25-05-2007

18:14:22

Antonella
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Salve dott.ssa Grazioli, sono una ragazza di ventisei anni,da otto anni vivo in casa un problema che mi angoscia nell' affrontare la mia vita...ho una sorella che è schizzofrenica, non si vuole curare, ma mi fa soffrire ora forse di meno perchè sono cresciuta ma sento sempre questo peso che mi opprime perchè non so che fare per aiutarla, non la sopporto, non capisce.
Ho avuto un' infanzia un pò travagliata dovuto forse ai problemi che sussistevano tra i miei genitori..stanno cercando di rimediare aiutandomi economicamente negli studi e nell' affetto che sono venuti meno. non ho avuto dei bei rapporti con i ragazzi non riesco ad instaurare un rapporto decente con loro..mi rifiutano. mentre riesco ad avere dei bei rapporti con le amiche, nel senso che sono una persona socevole..Non so da dove partire per aiutarmi,perchè voglio essere felice ma mi annichilisco..sono andata da uno psicologo ma non ci siamo più sentiti, come dire mi ha lasciato la mano e sono ritornata punto a capo.Qualche suggerimento?


Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent.Sign.Antonella,
non posso suggerirle altro che di rivolgersi nuovamente ad uno psicoterapeuta.
Di fronte al disagio psichico non ci sono molte alternative, l’unica strada percorribile è affrontare con serietà un percorso psicoterapeutico, supportato in alcuni casi anche da cure farmacologiche.


 Domanda:  
 Data:

25-05-2007

18:14:22

Giuliana
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spett.le dott.ssa
stavo cercando forse illudendomi una risposta al mio problema e mi sono ritrovata in questo sito.
In realta' il problema non e' mio se non di riflesso, mio padre che gia' da un po' vedevo cambiato,meno entusiasta della vita in genere,ha avuto alcune problematiche di salute che lo hanno fatto piombare in una profonda depressione.
In questo momento stiamo curando soprattutto il corpo, ma personalmente vorrei aiutarlo a tirarsi fuori da questo stato mentale e non so quale sia l'atteggiamento piu' adatto.


Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent.Sign.Giuliana,
Probabilmente per suo padre i problemi di salute sono stati l’evento scatenante della forma depressiva che mi descrive. In questi casi non c’è molto da fare, se non convincere la persona depressa a non sottovalutare il proprio disagio e a farsi curare seriamente, perché la depressione è una vera e propria malattia e come tale va curata.


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 Data:

25-05-2007

18:14:34

monica facin
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siamo sposati da dieci anni mio marito non è mai stato un gran parlatore e io ho sempre insistito nel cercare un dialogo che poi inevitabilmente diventava monologo.nell'ultimo anno le cose sono perggiorate anche nella sfera sessuale praticamente mi cercava poco e spesso ero io che prendevo l'iniziativa e si può immaginare come ci si può sentire. la situazione è chiara i segni ci sono stati ma per non farsi del male abbiamo sempre rinviato il problema fino ad oggi quando ho detto apertamente che mi sembrava di vivere nel disinteresse totale allora lui si è fatto forza e ha espresso testuali parole" in pratica ho perso l'interesse per te ti vedo come una sorella non c'e' trascinamento ho aspettato perchè speravo fosse un periodo di crisi ma poi ho preso coscienza che cosi non è" tragedia ma la cosa che fa più male e che ho chiesto di avere altra possibilità non concessa. Il futuro i nostri bimbi? lui mi dice che è possibile continuare così vivere assieme nel rispetto aiutandoci ma fino a quando mi chiedo intanto ho accettato perchè dentro di me spero che sia una nuvola di passaggio anche se forse invece è una realtà che devo affrontare

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent.Sign.Monica,
la situazione che deve affrontare è davvero molto difficile e dolorosa. Non si abbandoni alla disperazione e a sentimenti d’impotenza, ma coltivi la fiducia in se stessa, nella sua capacità di far fronte alla situazione e di crearsi col tempo altri punti di riferimento e fonti di sicurezza.


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 Data:

25-05-2007

18:23:00

Marcello
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ho 34 anni e da 7 anni sono in psicoterapia per curare una ferita profonda (la perdita di mio padre a 9 anni) che mi ha cusato circa 21 anni di attacchi di panico a stento sopportati...dopo ho deciso di iniziare un percorso pisco terapeutico che mi ridato fiducia e consapevolezza...negli ultmi tempi mi sentivo cosi forte e coraggioso tanto da valutare l'idea di cambiare lavoro e trsgferirmi da Roma a Milano.....ed ecco che di nuovo sono ricomparse anzie angoscie e un dolore lontano....se riuscirò a trasferirmi la contattterò ...cosa volevo chiederele? non lo so forse volevo solo sentire la sicurezza di trovare qualcuno a MIlano che mi da una mano a sostenere le mie ansie.
Saluti Marcello


Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Sign. Marcello,
mi scrive che dopo la perdita di suo padre ha sofferto per molti anni di attacchi di panico che solo dopo una lunga e positiva psicoterapia si sono risolti. Ora, che si sente pronto a dare una svolta alla sua vita, a cambiare lavoro ed anche città, ecco ricomparire “ansie,angosce e un dolore lontano”.
“Cambiare” significa andare incontro all’ignoto e l’ignoto fa paura. Spesso quando si ha paura e le nostre sicurezze sono scosse si regredisce per un po’ di tempo ad antiche e superate forme di difesa, questo penso le stia accadendo. Non si allarmi più del necessario, le conquiste fatte non si perdono.


 Domanda:  
 Data:

24-05-2007

08:06:05

Sara
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Gentile dottoressa,ho 34 anni,sono sempre stata una persona molto forte,anche se sensibile.Ultimamente però è cambiato qualcosa.Ho iniziato ad avere dei disturbi ansiosi,penso,a volte mi manca l'aria,mi sento triste,non ho voglia di parlare con nessuno.Questo mi succede se ci penso,se penso a qualcosa che abbia a che fare con la respirazione.Le premetto che stò vivendo una relazione che non è più limpida e a volte avrei voglia di correre e scappare.Ho un altro problema:questa sensazione di non respirare mi impedisce di prendere l'aereo,non perchè ho paura di volare(mai avuta)ma perchè se le ore di volo sono tante ho paura di stare male con il respiro.Cosa devo fare?Grazie alla mia forza riesco a vincere questi momenti senza ricorrere a medicinali,ma ho paura che durino per sempre.Può aiutarmi? La ringrazio tantissimo per la disponibilità.

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent.Sign.Sara,
le nostre paure, quando sono così specifiche come la sua, la paura cioè che le manchi l’aria e lei non possa respirare, sono quasi sempre cariche di significati simbolici, quando manca l’aria si soffoca, e forse lei sta soffocando. Inoltre mi dice che sta vivendo una relazione dalla quale a volte ha voglia di scappare, e lei stessa la mette in relazione col suo disturbo, non c’è molto da dire, incominci a chiarire questa situazione, a &respirare& e non scappare o soffocare in questa relazione, e forse le cose andranno meglio.


 Domanda:  
 Data:

24-05-2007

08:08:05

Alida
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Gentile dottoressa, ho 26 anni, ho cambiato università 4 volte e dopo una laurea triennale sto finalmente chiudendo il mio percorso specialistico "senza senso"... da quando ho finito il liceo (8 anni fa) conduco una vita totalmente sregolata (da 5 anni mi sono trasferita a Milano). Dormo dalle 6 del mattino alle 14 e vivo segregata in casa nelle restanti ore(a volte non mi lavo per 2-3 giorni) tranne i week-end in cui esco, ballo, mi ubriaco, e mi diverto. Ultimamente i miei ritmi sono peggiorati, dormo fino alle 16/17, non rispetto gli impegni/appuntamenti/scadenz e, non studio e quando esco nel w-e non riesco più a divertirmi svegliandomi alle 16 con i sensi di colpa per aver bevuto. Questa situazione è diventata insostenibile ma nonostante cerchi di trovare degli stimoli o semplicemente degli impegni da rispettare (colloqui di lavoro, appuntamenti con i professori...), puntualmente deludo le mie aspettative perchè non riesco a schiodarmi dal letto. Le persone che mi circondano mi descrivono come una ragazza con la testa sulle spalle, intelligente, simpatica, bella e sicura di se, ma nonostante mi veda anch'io così per certi aspetti, non riesco comunque a fare nulla di buono. So di valere tanto ma praticamente non riesco più a vivere. L'unica persona con cui mi confido (un'amica) sostiene che la mia è una forma depressiva...ma non so davvero come uscirne e dura ormai da troppi anni! Spero possa darmi un consiglio. Grazie mille. Alida

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Sign. Alida, Mi da l’impressione che dentro di lei ci siano due persone in lotta, una che desidera vivere i suoi 26 anni, con gli impegni e le prospettive che tale età comporta, l’altra che ogni giorno fa di tutto per dimostrarle che non ce la farà, e in questa guerra finora la palma della vittoria spetta alla seconda. Dipende da lei fornire armi migliori alla prima, il mondo non si muoverà se lei non si muove. Consigliarle di intraprendere una psicoterapia è del tutto inutile se lei già sa che non rispetterà gli appuntamenti, sarebbe come darla vinta una volta di più alla parte di lei che la vuole così “vuota e desolata”. Lei dirà che non ce la fa e qui sta il suo problema, io le rispondo che per quanti aiuti e consigli cerchi fuori, solo lei può fare qualcosa per se stessa, in caso contrario non c’è aiuto esterno che valga.