Pagina : 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 |

 Domanda:  
 Data:

22-07-2010

03:03:10

marco
Internet Explorer
salve dottoressa.Innanzitutto premetto che ho 18 anni e sono circa sette mesi che seguo una psicoterapia, di indirizzo junghiano.e qui la prima domanda..per iniziare una terapia è un età troppo precoce?ho letto che jung diceva che un buon momento per iniziare un analisi è+ l'età adulta.il mio terapeuta dice che ognuno ha la sua strada e che iniziare a desso pe me è un vantaggio perchè ho tanto tempo per godermi quello che ho imparato...lei come la vede? In seguito alla separazione con una ragazza sono caduto in depressione è ho passato un periodo di acuta sofferenza, con paure che si ingigantivano sempre di più, paura di vivere di uscire e di stare in mezzo agli altri.ho anche iniziato una terapia farmacologica dda un paio di mesi e devo dire che mi semnto molto meglio di un tempo, anche se sento sempre il dolore. mi sembra di avere ricacciato dentro il mio problema per paura di affrontarlo.in sogno era un enorme pesce predatore, che emergeva da un lago e mi dava la caccia.io scappavo terrorizzato. questo sogno risale circa a un mese fa.la terapia è difficile , e molte volte non riesco a dire quello che sento al terapeuta, e a volte mi sembra che lui taccia o non reagisca a certe cose che io dico.il silenzio mi mette a disagio e ho difficoltà ad aprirmi e questo mo porta a pensare negativamente sull efficacia dell analisi,,.continuo a pensare al modo migliore di affrontare la mia situazione, visto che prima continuavo ad autoanalizzarmi e a dire ho questo ho quello, similmente ad un ipocondriaco.vede c'è un detto zen che dice:non pensare, guarda!è questo che devo fare?osservare i contenuti del mio inconscio, il mio dolore e miei pensieri e le mie paure, sospendendo il giudizio su di essi?la paura a volte più che a una riflessione, sfocia in una costruzione mentale prodotta da una visione distorta delle cose...lei cosa ne pensa?

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signor Marco, non c’è un’età migliore di un’altra per iniziare una terapia, sia che riguardi il corpo o l’anima: lo si fa quando c’è un “male” da curare. I dolori come le malattia arrivano e basta, a qualunque età, e quando arrivano dobbiamo prendercene cura. Sull’efficacia o meno della sua psicoterapia non posso esprimere opinioni, ma è sicuramente un argomento di cui deve parlare col suo psicoterapeuta, perché i dubbi, il disagio e le ansie che si vivono nella relazione terapeutica, sono parte integrante della psicoterapia stessa. Per quanto riguarda le paure, penso che le peggiori siano i fantasmi creati dalla nostra mente, e che ogni volta che abbiamo il coraggio di affrontarle e guardarle in faccia si sciolgano come neve al sole.


 Domanda:  
 Data:

12-06-2010

10:01:50

Angela
Internet Explorer
Gentile dottoressa, mi chiamo angela e non riesco a non pensare che certi giorni o certe date siano sfortunate e che in quei giorni mi devano capitare delle cose cattive. Così mi chiudo in casa e delle volte nemmeno mi muovo. Non so piu cosa fare, mi consigli per favore

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Cara Angela, scrive Stephen King : "Io ormai sono grande, adulto, sono un padre di famiglia e uno scrittore che produce opere di pura fantasia. Io so che non c'è nulla sotto il letto, nulla dentro l'armadio o in cima alle scale buie, lo so. Ma non mi metterò mai a letto senza aver prima acceso la luce e guardato sotto il letto o dentro l'armadio. come vede non è in cattiva compagnia: ciascuno di noi ha delle piccole manie scaramantiche, chi sfrega il cornetto prima di un affare, chi legge l’oroscopo e poi decide cosa fare, chi prima di una gara ripropone un rito propiziatorio che crede lo porti alla vittoria. Il pensiero magico fa parte di noi, in grande misura quando siamo bambini, molto meno, si spera, quando siamo adulti. In genere c’è qualcosa che abbiamo paura vada male e usiamo il pensiero magico per scongiurarlo. Questo infantile e primitivo modo di pensare deve restare confinato in tale piccolo spazio, se deborda e ci invade la vita, come sembra stia capitando a lei, c’è dell’altro e bisogna scoprirlo e affrontarlo. Per esempio lei pensa di essere libera di fare ciò che deve e vuole solo in certi giorni, in altre parole solo in certi giorni si sente padrona della sua vita, nei giorni “no” è qualcun altro che decide che cosa le deve capitare e lei è assolutamente impotente. E se i giorni “no” aumentano, la sua vita si restringerà ancora ?


 Domanda:  
 Data:

23-05-2010

09:04:21

teresa
Internet Explorer
buon giorno dottoressa questa notte il marito di mia sorella che abita a legnano ,io abito a bologna, mi chiama dicendo che non sapeva cosa fare in sottofondo sentivo mia sorella pingere dispersta con respiro affannoso che voleva il 118 perchè si sentiva morire e nessuno le credeva non sono riuscita a calmarla è ho detto a mio cogniato che forse era un attacco di panico e di chiamare il 118 così lei si sarebbe tranquillizata.al ps le hanno dato 20 gocce di ansiolitico .come posso aiutare mia sorella? grazie dottoressa saluti teresa

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signora Teresa L’attacco di panico è il sintomo di un disagio più profondo che non deve essere ignorato, né sottovalutato. Se sua sorella ha veramente avuto un attacco di panico, è molto probabile che nel tempo si ripeta, in questo caso l’unico aiuto possibile è quello medico unito a quello psicologico.


 Domanda:  
 Data:

21-05-2010

18:16:24

zoe
Internet Explorer
sono una ragazza di 22 anni che da un anno è caduta nel tunnel dell'anoressia e che pian piano e sfociato in quello della bulimia. non so come uscirne e se ne ho voglia, perchè la mia voglia di guarire lotta con la paura di tornare ad essere grassa come ero in passato. la mia ossessione mi ha portato acompiere atti orribili di cui non riuscirei nemmeno a parlare e di cui mi vergogno enormemente. non so cosa fare

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gentile Signorina Zoe, nel corso di quest’anno ha ampiamente dimostrato a se stessa di poter controllare il suo corpo, cerchi perciò di allontanare da sé la paura di tornare grassa come in passato. Saprà di certo che sia l’anoressia, sia la bulimia non riguardano il corpo, ma soprattutto la “mente” ed è con la sua “mente” che lei deve fare i conti in modo onesto e chiaro. Guarire non equivale ad ingrassare, ma incominciare ad uscire dalla prigione dei chili in più e delle abbuffate


 Domanda:  
 Data:

21-05-2010

18:30:59

Internet Explorer
Buongiorno dottoressa. L'anno scorso ho avuto diversi problemi con il mio fidanzato, tanto da aver fatto le valigie per andarmene di casa, con grossi attacchi d'ansia. Poi le cose sono migliorate e abbiamo deciso di sposarci. Ora, all'avvicinarsi della data del matrimonio, abbiamo cominciato a riavere qualche scaramuccia, e mi sento irrequieta. I problemi riguardano un argomento che non si risolve, e io ho paura che sto facendo un passo sbagliato. E' normale avere dubbi o dovrei essere sicura? Grazie (la questione è un po' più complessa, ma magari riesce lo stesso a darmi un consiglio)

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gentile Signorina, il matrimonio è un passo importante, si dà una nuova direzione alla propria vita, e malgrado sia un evento gioioso si è consapevoli del peso che questa scelta avrà nella nostra vita. E’ quindi naturale essere assaliti da dubbi ed ansia alla vigilia di tale passo anche quando non ci sono problemi irrisolti tra i due partners. “L’argomento che non si risolve” resterà in sospeso tra voi e poi si ripresenterà tale e quale. Cerchi insieme al suo fidanzato di trovare una soluzione o se non è possibile, chiarite quali sono i termini della questione per ciascuno di voi e quanto siete disposti a rispettare le vostre reciproche posizioni. Non si parte per un viaggio tanto lungo e importante con problemi irrisolti.


 Domanda:  
 Data:

21-05-2010

18:33:15

Internet Explorer
è normale che il mio fidanzato spesso trovi scuse per non fare sesso? di solito è il contrario... è stressato, e la sua media è una volta al mese. non credo (sono quasi sicura) che abbia altre donne, ma mi sembra una cosa strana. è anche vero che sono 5 anni che stiamo insieme, ma all'inizio era proprio una bomba...!

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gentile Signorina, il suo fidanzato manifesta un calo del desiderio sessuale, di cui dovrebbe indagare le cause. Stress, problemi di lavoro, altre donne, o altro ancora. Parli con lui dei suoi dubbi.


 Domanda:  
 Data:

15-04-2010

14:52:41

Daniela
Internet Explorer
Buongiorno dottoressa, c'è un modo meno doloroso e più accettabile di un altro per lasciare una persona che non si ama più? Ho provato + volte...ma non ci sono mai riuscita... Grazie

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signorina Daniela, fare del male a chi ci ama è molto difficile e sempre molto doloroso, non ci sono modi indolori. Tuttavia restare accanto a chi non si ama più, fa ancora più male che lasciarlo, perché gli si toglie la possibilità di trovare qualcuno che lo ami davvero e lo renda felice.


 Domanda:  
 Data:

23-01-2010

20:10:42

Annalisa
Internet Explorer
Buonasera Dottoressa, scrivo per avere maggiori informazioni per colloqui di coppia, durata del colloquio e costi. Sto cercando uno psicoterapeuta per i miei genitori che dopo anni di matrimonio sono arrivati alla frutta, vorrei indirizzarli verso un percorso di questo tipo perchè penso possa essere utile a loro per imparare a tollerarsi e soprattutto per capire se hanno ancora voglia di farlo! grazie

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signora Annalisa, la durata di una seduta di psicoterapia di coppia può andare da un’ora a un’ora e mezza , il costo può variare da un minimo di 55 euro a un massimo di 185 euro, secondo il tariffario approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine. Il primo obiettivo di una psicoterapia di coppia è quello di ristabilire tra i due membri della coppia una comunicazione “pulita”, libera dalle scorie dei rancori e dei silenzi o delle bugie del passato, una comunicazione fondata su un ascolto “dell’altro” attento e privo di pregiudizi. E’ chiaro che per ottenere ciò sia assolutamente necessario avere una forte motivazione personale a relazionarsi con l’altro in modo diverso. Cerchi perciò il modo di motivare entrambi i suoi genitori ad affrontare li eventuali incontri con uno psicoterapeuta con animo libero da pregiudizi.


 Domanda:  
 Data:

20-12-2009

12:46:06

Balica Ecaterina
Internet Explorer
ciao,mi chiamo Caterina,28 anni,sono da Roma,ma sono moldava. Io volevo un aiuto per capire che succede con me... Quatro anni fa mi anno iniziati a venire in mente le domande come e fatto tutto: La terrra,l'universo,tutto ke ce l'ho intorno e l'uomo...Queste domande mi venivano molto intensamente ke mi sono spaventata ke non li posso fermare e poi per il fatto ke non posso trovare una risposta mi sentivo male,in grande ansia finke ho consultato un psicoterapeuto da Moldavia ke non mi ha spiegato niente e solo mi dadeva le medicine,dicendo ke dobbiamo curare tua skizofrenia. Questo mi ha spaventato di piu e tra un po ho smesso di andare piu. Ho iniziato a prendere un tipo di benzodiazepine Fenazepam quando avevo questa anzia e poi ho iniziato a lavorare e a vivere. Se come ero arivata a prendere una -due volte al mese una pastica de Fenazepam e volendo secondo bambino sono rimasta incinta(prima figlia ha 6 anni) e adesso ce l'ho 6mesi gravidanza. Li o passati fino adesso molto dificile anke prendendo lo stesso Fenazepam qualke volta,perke ho kiamato tel rosso per info e possibile da prenderlo. Pero voglio sempre capire che cosa ce l'ho, leggo di tutto.Per il momento mi vengono pensieri ossesionante di come e fatto il corpo umano e io stessa, e questi pensieri mi danno grande ansia e discomfort.E poi tanti volte mi sveglio la notte con attaki di panico,con un senso di paura,e ke sono sola,e ke non ce la faccio piu... Voglio andare da qualke psicoterapeuta qui a Roma,un po ce problema financiare e poi non conosco un indirizo di uno specialista,e anke sono delusa di quel dotore da Moldavia ke non mi ha fatto capire niente.. Se lei da quello ke ho scritto mi po dare una risposta ke tipo di disturbo ce l'ho io,la ringrazio tanto Cordiali saluti

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signora Caterina, non è possibile fare una diagnosi senza vedere il paziente e raccogliere le informazioni necessarie. Sicuramente lei ha bisogno di un aiuto, chieda consiglio al suo ginecologo, è probabile che l’ospedale fornisca un supporto psicologico alle donne in gravidanza, oppure si rivolga all’Ordine degli psicologi del Lazio, dove potrà trovare l’elenco degli psicoterapeuti operanti a Roma.


 Domanda:  
 Data:

25-11-2009

21:29:46

Alessia
Internet Explorer
Gentile Dott.sa Grazioli, sono una ragazza di 20 anni che soffre da circa un anno di attacchi di panico. Mi si presentano a periodi alterni e compaiono improvvisamente. Non ho mai preso farmaci fino a pochi giorni fa in cui mi si è presentato l'ultimo attacco. Mi sono recata dal medico di famiglia e mi ha prescritto delle gocce di Alprazolam da prendere 3 volte al giorno per 3 giorni. Domani è l'ultimo giorno di assunzione ma ho paura di non poterne più fare a meno. Come posso interrompere l'assunzione del farmaco e controllare il ripresentarsi di un eventuale attacco? Non voglio assolutamente dipendere dai farmaci e la cosa che desidero di più è guarire una volta per tutte. Attendo una sua risposta e la ringrazio anticipatamente.

Risposta della Dott.ssa Grazioli:
Gent. Signorina Alessia, i farmaci sono utili nelle fasi acute di un disturbo, ma vanno accompagnati da un supporto psicoterapeutico che porti alla luce le ‘paure” che si nascondono dietro gli attacchi di panico. Paure che poco alla volta il paziente imparerà ad affrontare e gestire, e quando ne sarà capace tali “paure” cesseranno di essere “paure”, e svaniranno.