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La Dissociazione

antasticare ad occhi aperti, immaginare di essere…o di andare…, chi non l’ha mai fatto? Piccole fughe da una vita troppo noiosa o faticosa, lievi dissociazioni dalla propria realtà.
ueste forme di isolamento, di separazione di sé dalla propria quotidianità sono una sorta di “rifugi della mente”, luoghi mentali o anche comportamenti ripetitivi, come certi riti e abitudini personali, in cui rifugiarsi quando ci si vuole sottrarre alla pesantezza e infelicità della realtà ordinaria.
Sono una “medicina” dell’Io che si dissocia e “dimentica” il suo dolore e la sua angoscia.
a dissociazione è un meccanismo di difesa che permette di separare un determinato insieme di informazioni o processi mentali dal resto della coscienza. E’ sicuramente un meccanismo adattivo in situazioni traumatiche perché protegge la coscienza da un’inondazione di stimoli intollerabili, e offre una via di fuga da una situazione terrificante.
uttavia se usata con troppa frequenza il rapporto dell’io con la realtà viene alterato e si crea uno stato dissociativo patologico, in cui la parte di coscienza scissa o lo stato modificato di coscienza si comportano in modo indipendente dal resto della personalità che non può più esercitare alcun controllo su queste parti.
“
rifugio” diventa più importante della realtà e se ne diventa patologicamente dipendenti, dipendenza che può manifestarsi con l’isolamento dal mondo a favore di attività autoerotiche, o con varie altre forme di dipendenza morbosa, fino ad arrivare a veri e propri disturbi dissociativi. In ogni caso si tratta di esperienze in cui trionfa il senso di onnipotenza, si entra in mondi senza limiti dove tutto è permesso e possibile.

e conseguenze sono una tendenza sempre più accentuata all’isolamento, un senso di sé alterato, relazioni distorte e alla fine la perdita di un contatto vitale con la realtà.