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C’è condensato in questi versi tutto un mondo colorato e cangiante
pronto ad accendersi di luci, e dall’altra parte un’anima che guarda,
ma non può vedere: è calato tra lei e il mondo un vetro spesso
e polveroso che di tali luci e colori, le rimanda solo uno spento, opaco e lontano
riflesso.

era il nome originario della depressione, una parola
che si porta dietro un che di struggente e dolce che lentamente avanza, penetra, avvolge
nelle sue spire ed infine sommerge nella sua trasparente oscurità,
una parola forse più adatta a questo male oggi tanto diffuso, del termine
depressione, così deciso e determinato, che comporta una caduta senza
alcuna gradualità, una caduta della mente, o del terreno, o dell’economia,
va bene per tutte e tre, non è come la malinconia qualcosa che riguarda
solo l’anima.

a depressione diventa una malattia quando supera certe soglie e si accompagna
a determinati fattori, altrimenti quasi tutti conosciamo Signora
Malinconia, che ci è stata compagna e amante, una o più volte.
Immaginate delle soglie disseminate lungo un ipotetico continuum che dalla
salute-normalità va verso la malattia-follia, quando vengono superate la
depressione da comune malessere umano si trasforma in una vera e propria patologia.

a tristezza invincibile allora è accompagnata da mancanza di energia, incapacità di
godere dei normali piaceri della vita, disturbi vegetativi relativi al sonno
e all’alimentazione. A questo dobbiamo aggiungere l’insorgere di
un senso di avversione per se stessi, una caduta dell’autostima che col
tempo può diventare una crescente sensazione d’inutilità,
ed inoltre disturbi cognitivi quali difficoltà di concentrazione, confusione,
perdita di memoria che si alternano a periodi di lucidità e altro ancora.

a depressione clinica può colpire chiunque, all’improvviso o in
forma strisciante in un lento ed inesorabile crescendo, sulla sua eziologia e
sintomatologia sono state scritte pagine e pagine, a tutt’oggi però resta
un grande mistero. Per esempio è certo che la depressione dei genitori
sia un fattore predisponente alla sua insorgenza nei figli,
tuttavia non si è ancora potuto stabilire in quale misura la tendenza
alla depressione sia trasmessa geneticamente e in quale misura invece sia una
reazione al comportamento depresso dei genitori.

invece riconosciuto che la “perdita”, è la
chiave di volta della depressione sia per quanto riguarda il suo sviluppo, sia
la sua genesi. La straordinaria corrispondenza tra gli stati affettivi presenti
nella depressione e nel lutto, hanno spinto a cercare le origini delle dinamiche
depressive in premature e dolorose esperienze di perdita o separazione dall’oggetto
d’amore. La perdita non necessariamente deve essere reale, può essere
anche interna, psicologica.

e in seguito la depressione si manifesterà in modo conclamato, la “perdita” prolifererà ed
invaderà tutta la vita della persona colpita, perdita di autostima, della
fiducia in se stessi, paura di perdere le persone care, perdita di energia, perdita
della speranza, e così via fino ad arrivare all’agghiacciante e
paralizzante senso di perdita che si accompagna alla percezione che la propria
vita stia scivolando via.

e esperienze di perdita o separazione non elaborate trasformano il sentimento
di essere rifiutati, nella convinzione inconscia di aver meritato quel rifiuto,
a causa delle proprie mancanze e cattiverie, che anche in futuro non porteranno che
ad altri rifiuti.

a qui il forte senso di colpa che caratterizza la depressione. Sembra che le
donne insieme agli artisti, i poeti soprattutto, siano i soggetti a più alto
rischio. Quanto a sensi di colpa e mancanza di autostima il genere femminile
non ha niente da invidiare a nessuno, per quanto concerne i poeti l’universo
dell’anima è il loro habitat naturale e forse è facile scivolare
in abissi sconosciuti, quando quotidianamente si coltiva e convive con l’aspetto
triste e solitario della condizione umana, come la maggior parte dei poeti fa.

n ogni caso è plausibile pensare che oltre a specifiche determinanti
personali possano sussistere anche fattori sociali che facilitano l’instaurarsi
della depressione.
Clinicamente è classificata come un disturbo del
tono dell’umore, si distinguono tre forme di depressione. La
depressione connessa a malattie organiche, la depressione endogena
non collegabile ad eventi esterni, e la depressione reattiva collegata
a un’esperienza vissuta come perdita.