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Sei triste? Leggi che ti passa

Data : 2008-04-22

Argomento : Ansia

Si chiama biblioterapia e tanti specialisti la consigliano ai pazienti perchè aiuta a curare ansia e depressione. Provare per credere


di Laura d'Orsi
E, come terapia, 10 pagine dell'ultimo romanzo di Camilleri al giorno. O un Pensiero di Pascal al mattino. Sembra una prescrizione un po' strana, eppure sempre più psicoterapeuti suggeriscono ai loro pazienti di leggere un libro per combattere ansia e depressione. Persino in alcuni reparti di psichiatria, sono state allestite biblioteche curative. "La lettura è un aiuto prezioso nel percorso di guarigione, perché rafforza la psicoterapia" conferma lo psichiatra Ferdinando Pellegrino. "Lo specialista consiglia al paziente un libro e poi ne discutono insieme durante le sedute".

Il gioco degli specchi. A tutti è capitato di essere illuminati da un libro, da una citazione o da un personaggio. "Un libro finisce per essere uno specchio in cui riflettersi, un pozzo in cui vedere un'immagine che assomiglia un po' alla nostra" sostiene Miro Silvera, in Libroterapia (Salani editore), appena uscito in libreria. "È esattamente così" aggiunge il dottor Pellegrino. "Si vedono più chiaramente le proprie emozioni, ci si identifica nelle vite e nei sentimenti narrati. Si prendono le distanze dal proprio disagio, lo si vede in modo più oggettivo. Questo aiuta a trovare una via d'uscita, a cercare nuove risorse dentro di sé". E poi di libri ce ne sono un'infinità, non scadono mai e si decidono da soli tempi e dosaggi.

La farmacia dell'anima

"Chi ha una visione troppo cupa della vita, può sentirsi alleggerito con i libri di autori che hanno saputo affrontare con una risata le piccole e le grandi tragedie quotidiane. Mi vengono in mente le battute di Groucho Marx o i saggi di Woody Allen" consiglia lo psicoterapeuta Andrea Bolognesi. "E alle tante pazienti che arrivano da me senza essersi mai liberate veramente dal rapporto pressante con la propria madre, fonte di ansia e tensioni, suggerisco di trovare delle "alleate di carta". Altre donne che hanno vissuto lo stesso problema e lo hanno affrontato, perché no?, con un libro dedicato a una madre così ingombrante: uno per tutti Mammina cara, scritto dalla figlia adottiva di Joan Crawford". Certo, un libro non può avere lo stesso effetto su tutti. Però vale sempre la pena provare, anche solo per trovare una frase illuminante. Una medicina dell'anima da portare sempre con sé e da rileggere quando più se ne sente il bisogno.



Commento della Dott.sa Grazioli

Nella mia vita i libri, soprattutto i romanzi, sono davvero stati e lo sono tuttora una vera e propria medicina dell’anima: aperture di nuovi e sconosciuti orizzonti, confortanti e curative condivisioni di dolori e paure, un costante ed utile arricchimento che non mi ha mai abbandonato. Spesso ho comunicato questa mia passione ai miei pazienti, che mi dicono di averne tratto gli stessi vantaggi.

 

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