miti racchiudono molteplici e inafferrabili significati, sono una creazione del nostro "cuore" e al nostro "cuore" continuano a parlare e a svelare segreti. Restano nel tempo la medesima storia di eroi, divinità, mostri e miracolosi aiuti, ma ogni volta, secondo il nostro stato d’animo più o meno ricettivo, ci svelano un nuovo sentiero segreto che non sappiamo dove ci porterà.

he dire, di questa evoluzione che dal figlicidio e parricidio passa alla neutralizzazione non violenta del padre minaccioso e pericoloso per la vita del figlio?

ancora dov’è la colpa?
Nel padre che teme l’usurpazione del figlio nell’alcova e nel potere, o nel figlio che sì elimina il padre per difesa, ma poi ne ripercorre i passi?

eus nel mito spezza il cerchio della colpa che si riproduce e può quindi senza paura godersi la vita, e Giove è davvero un dio molto godereccio, perennemente occupato a correre dietro alle gonne di dee e donne mortali e a banchettare con nettare e altre delizie.
Abbiamo spezzato le nostre catene senza sporcarci le mani, o siamo ancora incatenati, condizionati e limitati da rimorsi e imperativi che vengono da lontano?